Una caduta provocata da un tombino rialzato, abbassato o sconnesso è un evento purtroppo comune che solleva una domanda cruciale: il Comune è tenuto a risarcire il cittadino per i danni subiti? La risposta non è automatica e dipende da un equilibrio complesso tra la responsabilità dell’ente pubblico per la manutenzione delle strade e il dovere di attenzione del pedone. La visibilità e la prevedibilità del pericolo sono i fattori determinanti per stabilire a chi spetti la colpa.

La responsabilità del Comune per la manutenzione stradale

In linea di principio, l’ente proprietario di una strada, solitamente il Comune, ha il dovere di custodirla e mantenerla in condizioni di sicurezza. Questo significa che è responsabile per i danni causati da difetti del manto stradale, come buche, crepe o, appunto, tombini non a livello. Si tratta di una forma di responsabilità oggettiva: per ottenere un risarcimento, il danneggiato deve dimostrare solo di essere caduto a causa di quel difetto e di aver subito un danno. Non è necessario provare una negligenza specifica dell’amministrazione comunale.

Tuttavia, questa responsabilità non è assoluta. Il Comune può essere esonerato se dimostra che l’incidente è avvenuto per “caso fortuito”, un evento imprevedibile e inevitabile. In questo concetto rientra anche la condotta del pedone: se la caduta è stata causata principalmente da una sua distrazione, il diritto al risarcimento può essere ridotto o addirittura annullato.

Quando il pericolo è considerato prevedibile

Il punto centrale per determinare la responsabilità è la prevedibilità del pericolo. Un difetto stradale che costituisce una vera e propria “insidia” o “trabocchetto” fa scattare la piena responsabilità del Comune. Al contrario, un ostacolo palese ed evidente sposta l’onere dell’attenzione sul cittadino. La valutazione dipende dalle circostanze concrete del caso.

Per fare chiarezza, si possono delineare due scenari principali:

  • Pericolo non prevedibile (responsabilità del Comune): Il tombino presenta un dislivello minimo ma insidioso, si trova in una zona poco illuminata, è coperto da foglie o detriti, oppure il pedone non poteva ragionevolmente aspettarsi un ostacolo in quel punto. In questi casi, il difetto è considerato una trappola nascosta e la responsabilità ricade sull’ente.
  • Pericolo evidente (responsabilità del pedone): Il dislivello del tombino è notevole, l’incidente avviene in pieno giorno e con ottima visibilità, la strada è ben conosciuta dal pedone o il difetto è segnalato. In queste situazioni, si presume che una persona con un livello di attenzione normale avrebbe potuto vedere ed evitare il pericolo. La caduta viene quindi attribuita a una disattenzione del pedone.

La giurisprudenza ha più volte sottolineato che non si può camminare in modo distratto, ad esempio guardando il cellulare, e poi pretendere un risarcimento per essere inciampati in un ostacolo che sarebbe stato facilmente evitabile.

Cosa fare per tutelarsi e chiedere il risarcimento

Se subisci una caduta a causa di un tombino sconnesso, è fondamentale agire tempestivamente e in modo corretto per poter dimostrare le tue ragioni. La raccolta delle prove è il passo più importante per il successo di una richiesta di risarcimento.

Azioni consigliate subito dopo l’incidente

  1. Metti al sicuro te stesso: La prima priorità è la tua salute. Se necessario, chiama subito i soccorsi.
  2. Chiama le autorità: Contatta la Polizia Municipale o i Carabinieri. Un loro verbale che accerta lo stato dei luoghi e la presenza del difetto stradale è una prova fondamentale e difficilmente contestabile.
  3. Scatta fotografie dettagliate: Fotografa il tombino da diverse angolazioni, sia da vicino che da lontano, per mostrare il contesto. È molto utile inserire un oggetto di riferimento (come una moneta o un mazzo di chiavi) accanto al dislivello per darne un’idea dimensionale.
  4. Cerca testimoni: Se qualcuno ha assistito alla caduta, chiedi le sue generalità e un recapito telefonico. La testimonianza di terze persone può essere decisiva.
  5. Recati al Pronto Soccorso: Anche se il danno sembra lieve, è importante farsi visitare al Pronto Soccorso per avere un referto medico che attesti le lesioni subite e le colleghi temporalmente all’incidente.

Una volta raccolti tutti questi elementi, potrai inviare una richiesta formale di risarcimento danni al Comune, allegando tutta la documentazione. È consigliabile procedere tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o Posta Elettronica Certificata (PEC).

Ottenere un risarcimento per una caduta causata da un tombino è un diritto, ma non è scontato. La differenza la fa la capacità di dimostrare in modo inequivocabile che il difetto stradale era un’insidia non visibile e non la conseguenza di una semplice distrazione.

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Di admin