L’Accertamento Tecnico Preventivo, disciplinato dall’articolo 445-bis del codice di procedura civile, è un passaggio fondamentale e obbligatorio per chi intende far valere in giudizio i propri diritti in materia di invalidità civile, cecità, sordità, handicap e disabilità. Si tratta di una procedura preliminare che mira a verificare le condizioni sanitarie del richiedente prima di avviare una causa vera e propria, con l’obiettivo di velocizzare i tempi e semplificare il percorso per ottenere le prestazioni economiche a cui si ha diritto.
Che cos’è e a cosa serve l’Accertamento Tecnico Preventivo
Introdotto nel 2011, l’Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) è una condizione di procedibilità della domanda giudiziale. In altre parole, non è possibile avviare una causa contro l’ente previdenziale (come l’INPS) per il riconoscimento di una prestazione legata all’invalidità senza aver prima esperito questo tentativo. Lo scopo principale è quello di concentrare la fase iniziale del contenzioso sulla sola valutazione medica, affidandola a un consulente tecnico nominato dal giudice (CTU).
Questa procedura si applica a tutte le controversie relative a:
- Invalidità civile
- Cecità e sordità civile
- Handicap (legge 104/92)
- Disabilità
- Pensione di inabilità e assegno di invalidità (legge 222/84)
L’obiettivo è ottenere una valutazione medica imparziale che possa definire la controversia senza la necessità di un lungo processo ordinario.
Come funziona la procedura passo dopo passo
Il procedimento si svolge secondo fasi ben definite, pensate per essere più rapide di un giudizio tradizionale. Ecco i passaggi chiave che il cittadino deve conoscere:
- Presentazione dell’istanza: Il percorso inizia con il deposito di un’istanza presso la cancelleria del Tribunale competente per territorio (quello di residenza del richiedente), nella sezione Lavoro e Previdenza.
- Nomina del CTU: Il giudice, ricevuta l’istanza, nomina un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), ovvero un medico specializzato nella materia oggetto della valutazione, e fissa un’udienza per il conferimento dell’incarico.
- Svolgimento della perizia: Il CTU convoca il richiedente per una visita medica e analizza tutta la documentazione sanitaria disponibile. Al termine delle operazioni, redige una relazione tecnica dettagliata (perizia) in cui esprime il suo parere sulle condizioni sanitarie e sul grado di invalidità.
- Deposito della relazione e termine per le contestazioni: Una volta depositata la perizia in tribunale, il giudice assegna alle parti (cittadino ed ente previdenziale) un termine di 30 giorni per dichiarare se intendono contestare le conclusioni del CTU.
Cosa succede dopo la perizia: i due possibili esiti
La fase successiva al deposito della relazione del CTU è cruciale e può portare a due scenari molto diversi.
1. Nessuna contestazione
Se nessuna delle parti contesta la perizia entro il termine stabilito, il giudice emette un decreto di omologa. Questo atto rende definitivo e non più contestabile l’accertamento sanitario contenuto nella relazione del CTU. Il decreto viene notificato all’ente previdenziale, che ha 120 giorni di tempo per erogare la prestazione economica dovuta, previa verifica degli altri requisiti (ad esempio, quelli reddituali).
2. Contestazione della perizia
Se una delle parti non è d’accordo con le conclusioni del medico legale, deve depositare un atto di contestazione entro 30 giorni. Successivamente, la stessa parte ha altri 30 giorni per avviare il giudizio di merito vero e proprio, specificando i motivi del dissenso. Se il giudizio di merito non viene avviato entro questo termine perentorio, la procedura si considera abbandonata e le conclusioni del CTU diventano definitive.
Tutele e vantaggi per i consumatori
L’Accertamento Tecnico Preventivo offre importanti tutele al cittadino. Innanzitutto, la presentazione dell’istanza interrompe la prescrizione e impedisce la decadenza dal diritto. Questo significa che, una volta avviata la procedura, si mette al sicuro il proprio diritto a ricevere la prestazione, anche se i tempi dovessero allungarsi. Inoltre, la procedura è studiata per essere più snella e veloce di una causa ordinaria, permettendo in molti casi di ottenere una risposta in tempi più contenuti. Infine, concentrandosi solo sull’aspetto medico, si evitano le complessità di un processo completo se non strettamente necessario.
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