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Non spetta alcun risarcimento all’avvocato che, dalla riproduzione di una conversazione intercettata, apprende che un collega, usando espressioni ingiuriose, offensive e volgari nei suoi confronti, sta cercando di portargli via un cliente.
In giudizio non è stata raggiunta la prova del dolo e neppure della colpa del collega avvocato, che si è espresso in quel modo in una conversazione “privata”. Queste le conclusioni dell’ordinanza n. 29183/2022 della Cassazione (sotto allegata). Insulti dal collega avvocato[Torna su]
Un avvocato conviene in giudizio un collega perché dalla trascrizione di un colloqui…