L’esposizione dei pazienti a radiazioni ionizzanti, come i raggi X, deve essere sempre giustificata da una reale necessità diagnostica. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito questo principio, chiarendo che un medico, in particolare un dentista, commette reato se sottopone i propri pazienti a esami radiologici senza che questi siano strettamente indispensabili, contestuali e integrati a un intervento specifico. Questa decisione rafforza la tutela della salute dei cittadini, ponendo limiti precisi all’abuso di pratiche diagnostiche potenzialmente dannose.
I Criteri di Legittimità per gli Esami Radiologici
La sentenza n. 36820/2022 della Cassazione si è concentrata su un caso che vedeva imputato un dentista per aver eseguito esami radiologici, noti come Cone Beam (una tomografia computerizzata specifica per il distretto maxillo-facciale), su numerosi pazienti in modo ritenuto inappropriato. I giudici hanno stabilito che, per essere legittima, un’attività diagnostica complementare che prevede l’uso di radiazioni ionizzanti deve soddisfare tre requisiti fondamentali e inderogabili:
- Contestualità: L’esame deve essere eseguito in un momento strettamente collegato alla procedura specialistica principale. Non può essere un accertamento preliminare generico, ma deve rispondere a un’esigenza che emerge durante l’intervento stesso.
- Indilazionabilità: La necessità dell’esame deve essere immediata e non rinviabile. Deve servire come ausilio diretto e istantaneo al medico per poter proseguire con la procedura in corso, e non come un’analisi che potrebbe essere effettuata in un secondo momento.
- Integrazione: L’esame radiologico deve essere parte integrante e funzionale dell’intervento specialistico. In altre parole, la procedura medica non potrebbe essere completata correttamente o in sicurezza senza le informazioni fornite dall’esame.
- Chiedere spiegazioni: Domandare sempre al medico perché un determinato esame è necessario, quali informazioni fornirà e se esistono alternative diagnostiche che non prevedono l’uso di radiazioni.
- Verificare la pertinenza: Assicurarsi che l’esame sia direttamente collegato a un sintomo specifico o a un piano terapeutico definito e non sia prescritto in modo generico o preventivo senza una reale indicazione.
- Richiedere il consenso informato: Il medico ha l’obbligo di informare il paziente sui benefici e sui rischi dell’esame proposto. Il consenso deve essere espresso solo dopo aver ricevuto tutte le informazioni necessarie.
- Considerare una seconda opinione: In caso di dubbi sulla necessità di un esame radiologico, specialmente se complesso o ad alta dose di radiazioni, è un diritto del paziente consultare un altro specialista.
Quando anche solo uno di questi requisiti manca, l’esposizione del paziente alle radiazioni viene considerata ingiustificata e, di conseguenza, illecita. Il principio di fondo è che ogni esposizione a radiazioni deve portare un beneficio diagnostico o terapeutico superiore ai rischi per la salute che essa comporta.
Il Caso Concreto: Quando la Diagnosi non è Giustificata
Nel caso specifico esaminato dalla Cassazione, il dentista si era difeso sostenendo che gli esami Cone Beam fossero necessari per pianificare interventi di implantologia, valutando la struttura ossea dei pazienti. Tuttavia, i giudici hanno respinto questa tesi. L’elemento decisivo è stato il fatto che un numero significativo di pazienti (12 su 25) era stato sottoposto all’esame radiologico senza poi effettuare alcun trattamento odontoiatrico successivo presso lo studio.
Questa circostanza ha dimostrato l’assenza dei requisiti di contestualità e indilazionabilità. Gli esami non erano legati a un intervento in corso, ma rappresentavano piuttosto una fase preliminare di valutazione, slegata da un’immediata necessità terapeutica. La Corte ha quindi confermato la condanna, sottolineando che il medico aveva interpretato in modo eccessivamente estensivo le norme, sottoponendo i pazienti a un rischio senza un’adeguata e documentata giustificazione clinica.
Diritti del Paziente e Tutela della Salute
Questa sentenza è un importante promemoria per i pazienti sull’importanza di essere informati e consapevoli riguardo ai trattamenti medici proposti. L’esposizione ai raggi X, sebbene fondamentale in molti contesti, comporta rischi cumulativi per la salute che non devono essere sottovalutati. Ogni paziente ha il diritto di ricevere spiegazioni chiare e complete prima di sottoporsi a un esame radiologico.
Cosa può fare il consumatore per tutelarsi:
La normativa italiana, aggiornata con il Decreto Legislativo n. 101/2020, pone grande enfasi sui principi di giustificazione e ottimizzazione, che impongono di eseguire esami radiologici solo quando il beneficio è certo e utilizzando la minima dose di radiazioni possibile per ottenere l’informazione diagnostica richiesta.
La decisione della Cassazione rafforza la posizione del paziente, che non è un soggetto passivo ma un attore protagonista del proprio percorso di cura. È fondamentale dialogare con il proprio medico e non esitare a esprimere dubbi o a chiedere chiarimenti per garantire che ogni procedura sia eseguita nel pieno rispetto del diritto alla salute.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org