Molti automobilisti ritengono che un verbale di accertamento per un’infrazione al Codice della Strada sia un atto inattaccabile, dotato di un’autorità assoluta. Tuttavia, il suo valore probatorio, definito “fede privilegiata”, ha confini ben precisi. Comprendere la differenza tra i fatti attestati direttamente dall’agente e le sue valutazioni personali è fondamentale per tutelare i propri diritti e contestare una multa ingiusta.
Cos’è la Fede Privilegiata e Quando si Applica
Il verbale di accertamento redatto da un pubblico ufficiale (come un agente di polizia o un carabiniere) è un atto pubblico che, secondo l’articolo 2700 del Codice Civile, fa piena prova fino a querela di falso. Questo significa che il suo contenuto è considerato veritiero a meno che non si avvii un procedimento legale specifico per dimostrarne la falsità. Tuttavia, questa efficacia probatoria non copre l’intero documento in modo indiscriminato.
La fede privilegiata si applica esclusivamente a elementi oggettivi e direttamente verificati dall’agente verbalizzante. In particolare, sono coperti da piena prova:
- I fatti avvenuti in presenza del pubblico ufficiale (ad esempio, il passaggio con il semaforo rosso o un sorpasso vietato).
- Le azioni compiute direttamente dall’agente (come la misurazione della velocità con un dispositivo omologato).
- La provenienza del documento stesso, ovvero che sia stato redatto da quel specifico ufficiale.
- Le dichiarazioni che le parti hanno reso all’agente e che sono state riportate nel verbale.
- I dati anagrafici e le circostanze di tempo e luogo.
Per questi elementi, il verbale ha un’efficacia probatoria massima. Per contestarli, il cittadino deve avviare un procedimento complesso e oneroso, la querela di falso, dimostrando che l’agente ha attestato il falso.
I Limiti del Verbale: Quando la Prova non è Assoluta
La situazione cambia radicalmente quando il verbale riporta non fatti direttamente constatati, ma apprezzamenti, valutazioni, deduzioni o ricostruzioni di eventi a cui l’agente non ha assistito. In questi casi, la fede privilegiata non opera e il contenuto del verbale può essere contestato con mezzi di prova ordinari.
Il caso tipico è quello di un incidente stradale. Se gli agenti intervengono dopo che il sinistro si è già verificato, la loro ricostruzione della dinamica (chi ha causato l’incidente, le responsabilità, le traiettorie dei veicoli) non è un fatto avvenuto in loro presenza. Si tratta di una valutazione basata su elementi raccolti sul posto, come la posizione dei veicoli, i danni e le testimonianze. Questa ricostruzione, pur essendo autorevole, non è coperta da fede privilegiata.
Di conseguenza, non hanno valore di prova assoluta:
- Gli apprezzamenti e le valutazioni personali dell’agente (es. “il conducente procedeva a velocità non adeguata alle condizioni del traffico”).
- I fatti di cui l’agente ha avuto notizia da altre persone (testimoni terzi).
- Le conclusioni a cui l’agente è giunto tramite presunzioni o considerazioni logiche.
In queste circostanze, il verbale è considerato un elemento di prova importante, ma non indiscutibile. Il giudice può valutarlo liberamente insieme ad altre prove presentate.
Diritti del Consumatore: Come Contestare il Verbale
Se si riceve una multa basata su una valutazione dell’agente e non su un fatto oggettivo da lui visto, la contestazione è più accessibile. Non è necessaria la querela di falso. Il cittadino può presentare ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto, fornendo prove che contraddicano la ricostruzione del verbalizzante.
Per contestare efficacemente le parti del verbale non coperte da fede privilegiata, è possibile utilizzare diverse prove, tra cui:
- Testimonianze: persone presenti al momento del fatto che possono offrire una versione diversa.
- Fotografie o video: immagini del luogo, dei veicoli o della segnaletica che possono smentire le conclusioni dell’agente.
- Documenti: qualsiasi documento utile a sostenere la propria tesi.
- Perizie tecniche: una consulenza di parte che analizza la dinamica di un incidente o altri aspetti tecnici.
È quindi essenziale analizzare attentamente il verbale ricevuto e distinguere ciò che l’agente ha visto da ciò che ha interpretato. Questa distinzione è la chiave per una difesa efficace.
In sintesi, il verbale di accertamento è un documento con un forte valore probatorio, ma non è infallibile. La sua “fede privilegiata” si ferma dove iniziano le interpretazioni e le ricostruzioni. Conoscere questo limite permette al consumatore di difendersi in modo adeguato contro sanzioni che ritiene ingiuste.
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