Determinare la percentuale di invalidità civile in presenza di più patologie è un processo complesso che non si risolve con una semplice somma matematica. Un calcolo errato può compromettere l’accesso a diritti e benefici fondamentali. Per questo, le commissioni mediche utilizzano specifiche formule per ottenere una valutazione complessiva che rifletta l’impatto reale delle menomazioni sulla capacità lavorativa e sulla vita quotidiana della persona.

Patologie Coesistenti: il Metodo Balthazard

Quando una persona presenta più infermità che interessano organi e apparati funzionalmente distinti, si parla di patologie coesistenti. Ad esempio, una cardiopatia e un problema ortopedico sono considerati coesistenti. In questi casi, non è corretto sommare le singole percentuali di invalidità.

Per il calcolo si applica la cosiddetta formula di Balthazard (o formula scalare). Questo metodo considera che l’impatto di una seconda patologia agisce sulla capacità residua della persona, già ridotta dalla prima. La formula è la seguente: Invalidità Totale = (Prima Invalidità + Seconda Invalidità) – (Prima Invalidità x Seconda Invalidità).

Per fare un esempio pratico, se una patologia ha un valore del 40% (0,40) e un’altra del 20% (0,20), il calcolo sarà:

(0,40 + 0,20) – (0,40 x 0,20) = 0,60 – 0,08 = 0,52

L’invalidità complessiva riconosciuta sarà quindi del 52%, e non del 60% come risulterebbe da una semplice addizione.

Patologie Concorrenti: la Formula Salomonica

Si parla di patologie concorrenti quando le diverse infermità colpiscono lo stesso organo o apparato, aggravandone la funzionalità complessiva. Un esempio potrebbe essere la presenza di più problemi articolari a carico dello stesso arto. In molte situazioni, le tabelle ministeriali forniscono già una valutazione unica per menomazioni di questo tipo.

Quando le tabelle non specificano un valore, si ricorre spesso a un criterio di stima che può basarsi sulla cosiddetta formula Salomonica. Questo metodo offre un risultato intermedio tra la somma aritmetica e il calcolo riduzionistico di Balthazard. La formula è: Invalidità Totale = (Somma Aritmetica + Risultato Balthazard) / 2.

Riprendendo l’esempio precedente (40% e 20%):

  • Somma aritmetica: 40% + 20% = 60% (0,60)
  • Risultato Balthazard: 52% (0,52)

Il calcolo con la formula Salomonica sarà: (0,60 + 0,52) / 2 = 0,56. L’invalidità totale riconosciuta sarebbe quindi del 56%. È importante notare che, di norma, le infermità con una valutazione inferiore al 10% non vengono considerate nel calcolo complessivo, a meno che non siano concorrenti tra loro o con altre patologie più gravi.

Invalidità Pregressa e la Formula Gabrielli

Un caso particolare si verifica quando una nuova menomazione si aggiunge a un’invalidità preesistente, non legata all’invalidità civile (ad esempio, derivante da un infortunio sul lavoro). In questa situazione, la valutazione della nuova patologia deve tenere conto della capacità funzionale già compromessa.

Per questo calcolo si può utilizzare la formula Gabrielli, che misura l’impatto della nuova infermità sulla validità residua della persona. La logica è che la nuova menomazione non incide su una persona pienamente abile (100%), ma su una la cui abilità è già ridotta. Se un individuo ha un’invalidità pregressa del 40%, la sua abilità residua è del 60%. Una nuova patologia valutata al 20% inciderà su questo 60%, non sul 100% iniziale.

Perché un Calcolo Preciso è un Diritto

Ottenere una valutazione corretta della percentuale di invalidità è fondamentale, poiché da essa dipende l’accesso a una serie di tutele e benefici economici e sociali. Un calcolo impreciso o superficiale può negare al cittadino il supporto a cui avrebbe diritto. Tra i principali benefici legati alle diverse soglie di invalidità rientrano:

  • Dal 34%: Concessione gratuita di ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale.
  • Dal 46%: Iscrizione alle liste speciali per il collocamento mirato, per favorire l’inserimento lavorativo.
  • Dal 67%: Esenzione dal pagamento del ticket sanitario per le prestazioni mediche.
  • Dal 74%: Diritto all’assegno mensile di assistenza, subordinato a specifici requisiti di reddito.
  • Al 100%: Diritto alla pensione di inabilità, anch’essa legata a limiti reddituali. In caso di non autosufficienza, può essere riconosciuta anche l’indennità di accompagnamento.

Il processo di valutazione può essere complesso e l’esito non sempre rispecchia la reale condizione del richiedente. È quindi essenziale conoscere i criteri di calcolo per poter contestare, se necessario, una valutazione ritenuta ingiusta.

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Di admin