Il reato di tortura è stato introdotto nel codice penale italiano con la legge n. 110 del 2017 per adeguare la normativa nazionale agli obblighi internazionali, in particolare alla Convenzione delle Nazioni Unite. Questa legge ha inserito gli articoli 613-bis e 613-ter, definendo una fattispecie complessa che mira a punire atti di grave violenza fisica o psicologica, lesivi della dignità umana.

Cosa si intende per reato di tortura

L’articolo 613-bis del codice penale definisce la tortura come un reato comune, che può essere commesso da chiunque. La norma è molto articolata e richiede la presenza di elementi specifici per potersi configurare. L’obiettivo è colpire condotte che infliggono sofferenze particolarmente intense a persone in stato di vulnerabilità.

Affinché si possa parlare di tortura, devono essere presenti le seguenti condizioni:

  • Condotta violenta: L’autore del reato deve agire con violenze o minacce gravi, oppure con crudeltà.
  • Danno alla vittima: La condotta deve causare “acute sofferenze fisiche” o un “verificabile trauma psichico”. Quest’ultimo requisito implica la necessità di una prova concreta del danno psicologico subito.
  • Condizione della vittima: La vittima deve trovarsi in una condizione di soggezione, ad esempio perché privata della libertà personale o affidata alla custodia, cura, vigilanza o assistenza dell’autore del reato. Rientrano in questa categoria anche le persone in condizioni di minorata difesa.
  • Modalità dell’azione: Il reato si configura se il fatto è commesso attraverso più condotte ripetute nel tempo oppure se, anche con una sola azione, si realizza un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona.

La complessità di questi requisiti ha generato un ampio dibattito sulla sua applicabilità pratica, in particolare riguardo alla necessità di dimostrare la pluralità delle condotte o la verificabilità del trauma psichico.

La tortura commessa da un pubblico ufficiale

Uno degli aspetti più importanti della legge riguarda la tortura perpetrata da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio. Sebbene il reato base possa essere commesso da chiunque, la legge prevede una circostanza aggravante specifica quando l’autore è un rappresentante dello Stato che agisce con abuso dei poteri o in violazione dei suoi doveri.

In questo caso, la pena è più severa. Questa previsione risponde all’esigenza di sanzionare con maggiore forza gli abusi commessi da chi dovrebbe tutelare i cittadini e detiene una posizione di potere. La norma mira a prevenire e reprimere episodi di violenza all’interno di carceri, caserme o durante operazioni di polizia.

Oltre all’aggravante, l’articolo 613-ter del codice penale introduce un reato autonomo: l’istigazione alla tortura da parte di un pubblico ufficiale. Viene punito il pubblico ufficiale che istiga un altro a commettere tortura, anche se il reato non viene poi effettivamente realizzato. Se l’istigazione viene accolta e la tortura commessa, si applicano le norme sul concorso di persone nel reato.

Pene previste e tutele per le vittime

Le sanzioni per il reato di tortura sono severe, a testimonianza della gravità del crimine. La legge stabilisce un quadro sanzionatorio preciso, che varia in base alle circostanze e alle conseguenze della condotta.

  • Pena base: La reclusione da 4 a 10 anni per chiunque commetta il reato.
  • Pena aggravata: Se il reato è commesso da un pubblico ufficiale con abuso di potere, la pena è la reclusione da 5 a 12 anni.
  • Lesioni personali: Se dalla tortura derivano lesioni personali, le pene previste per tali reati sono aumentate.
  • Morte della vittima: Se la tortura causa la morte della vittima, la pena è l’ergastolo.

Per le vittime di tortura, è fondamentale agire tempestivamente per far valere i propri diritti. Il primo passo è sporgere denuncia presso le autorità competenti, come Polizia o Carabinieri. È cruciale cercare immediatamente assistenza medica e psicologica per curare le ferite e, allo stesso tempo, raccogliere le prove necessarie a dimostrare le sofferenze fisiche e il “trauma psichico verificabile” richiesto dalla legge. L’assistenza di un legale specializzato è indispensabile per garantire una tutela efficace durante tutto il procedimento penale.

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Di admin