Bossing

Set 16, 2022

Il termine bossing descrive una forma specifica e grave di abuso psicologico in ambito lavorativo. Si verifica quando un superiore gerarchico mette in atto una serie di comportamenti vessatori, ostili e persecutori nei confronti di un dipendente con l’obiettivo di spingerlo a presentare le dimissioni volontarie. A differenza del mobbing, che può coinvolgere anche i colleghi, il bossing è caratterizzato da una dinamica verticale, dall’alto verso il basso, e da un’intenzionalità strategica ben precisa: eliminare un lavoratore considerato scomodo senza ricorrere alle procedure formali di licenziamento.

Come Riconoscere il Bossing: Caratteristiche e Differenze con il Mobbing

Il bossing non è un semplice conflitto occasionale o uno stile di management autoritario, ma una campagna sistematica e prolungata di abusi. La sua caratteristica fondamentale è la natura gerarchica: l’aggressore, o “bosser”, è sempre in una posizione di potere rispetto alla vittima. Questo squilibrio rende il dipendente particolarmente vulnerabile, poiché la sua carriera, le sue mansioni e il suo benessere dipendono direttamente da chi lo sta perseguitando.

Mentre il mobbing può essere orizzontale (tra colleghi di pari livello) o addirittura ascendente (da un gruppo di subordinati verso un superiore), il bossing è esclusivamente discendente. L’obiettivo non è solo umiliare o isolare, ma costringere la persona ad andarsene, evitando così al datore di lavoro i costi e le complicazioni legali di un licenziamento. Le ragioni dietro a tali comportamenti possono essere diverse: dal desiderio di sostituire il dipendente con una persona più gradita, alla percezione del lavoratore come una minaccia per la propria posizione, fino a motivi puramente discriminatori o personali.

Le Forme del Bossing: Esempi Concreti di Condotte Vessatorie

Le azioni che configurano il bossing sono varie e spesso subdole, mirate a erodere progressivamente l’autostima e la resistenza psicofisica del lavoratore. Riconoscerle è il primo passo per potersi difendere. Tra le condotte più comuni rientrano:

  • Demansionamento e dequalificazione: Assegnare al dipendente compiti dequalificanti, ripetitivi o privi di qualsiasi utilità, al di sotto delle sue competenze e del suo livello contrattuale.
  • Isolamento professionale e sociale: Escludere sistematicamente il lavoratore da riunioni, comunicazioni, progetti e attività sociali, rendendolo di fatto un estraneo all’interno del team.
  • Critiche continue e ingiustificate: Sottoporre il lavoro del dipendente a critiche pretestuose, costanti e distruttive, spesso in pubblico, con l’intento di umiliarlo e minarne la credibilità.
  • Negazione di risorse e opportunità: Rifiutare la concessione di ferie, permessi, strumenti di lavoro adeguati o opportunità di formazione concesse invece ad altri colleghi.
  • Pressioni psicologiche e minacce: Esercitare un controllo esasperato, minacciare velatamente conseguenze negative sulla carriera o creare un clima di costante tensione e paura.
  • Sabotaggio: Fornire informazioni errate, nascondere documenti importanti o modificare il lavoro svolto dal dipendente per farlo apparire incompetente.

Conseguenze sulla Salute e Tutele per il Lavoratore

L’esposizione prolungata a condotte di bossing può avere effetti devastanti sulla salute della vittima. La normativa italiana, in particolare il Decreto Legislativo 81/2008, riconosce lo stress lavoro-correlato come un rischio per la salute e la sicurezza che il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare e prevenire. Le conseguenze possono includere disturbi d’ansia, depressione, attacchi di panico, insonnia, burnout e patologie psicosomatiche. Questi danni non sono solo morali, ma rappresentano un vero e proprio danno biologico e alla vita di relazione, che può essere risarcito.

Il lavoratore che subisce bossing non è senza tutele. L’articolo 2087 del Codice Civile impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a proteggere l’integrità fisica e la personalità morale dei propri dipendenti. La violazione di questo obbligo costituisce un illecito e fonda il diritto del lavoratore a chiedere un risarcimento dei danni subiti. È fondamentale, però, raccogliere prove concrete delle vessazioni, come email, messaggi, documenti scritti e testimonianze di colleghi. Inoltre, è possibile presentare le dimissioni per giusta causa, una scelta che consente di interrompere immediatamente il rapporto di lavoro senza perdere il diritto all’indennità di disoccupazione (NASpI).

Cosa Fare in Pratica per Difendersi

Se ritieni di essere vittima di bossing, è cruciale agire in modo strategico e non rimanere isolati. Il primo passo è documentare meticolosamente ogni episodio: annota date, orari, persone presenti e una descrizione dettagliata di ogni comportamento ostile. Conserva qualsiasi prova scritta e, se possibile, cerca il supporto di colleghi disposti a testimoniare. È altrettanto importante rivolgersi al proprio medico per certificare le conseguenze sulla salute psico-fisica.

Successivamente, è consigliabile cercare supporto qualificato. Rivolgersi a un sindacato, a un’associazione a tutela dei consumatori e dei lavoratori o a un avvocato specializzato in diritto del lavoro è essenziale per valutare la situazione e definire la strategia migliore, che può andare da un tentativo di conciliazione fino a un’azione legale per ottenere il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin