Il termine di grazia è un istituto giuridico previsto dalla legge italiana che offre una possibilità concreta all’inquilino moroso di evitare lo sfratto. Si tratta di un periodo di tempo concesso dal giudice per saldare il debito accumulato, anche dopo che il proprietario ha già avviato la procedura di sfratto per morosità. Questo strumento, tuttavia, si applica esclusivamente ai contratti di locazione ad uso abitativo e presenta condizioni e limiti precisi.

Come funziona il termine di grazia

La procedura per richiedere e ottenere il termine di grazia si svolge durante il procedimento di sfratto. Una volta che l’inquilino riceve l’atto di intimazione di sfratto per morosità, viene fissata una prima udienza in tribunale. In questa sede, l’inquilino può presentarsi e chiedere al giudice la concessione del termine di grazia.

Se il giudice accoglie la richiesta, basandosi su comprovate difficoltà economiche del conduttore, può assegnare un periodo, di norma non superiore a 90 giorni, per effettuare il pagamento completo del debito. Contestualmente, viene fissata una seconda udienza, che si terrà entro dieci giorni dalla scadenza del termine concesso. In questa seconda udienza, il giudice verificherà se il pagamento è stato effettuato. Se l’inquilino ha saldato l’intero importo, il procedimento di sfratto si estingue e il contratto di locazione prosegue. In caso contrario, se il pagamento è assente o solo parziale, lo sfratto viene convalidato e si procede con l’esecuzione forzata per il rilascio dell’immobile.

Cosa si deve pagare per sanare la morosità

Perché il termine di grazia sia efficace e blocchi lo sfratto, non è sufficiente pagare solo i canoni di affitto arretrati. L’inquilino deve versare l’intera somma dovuta, che comprende diverse voci. Il pagamento deve essere integrale e avvenire entro la scadenza perentoria fissata dal giudice. Le somme da corrispondere includono:

  • Canoni di locazione scaduti: l’importo totale degli affitti non pagati fino al momento dell’intimazione di sfratto.
  • Oneri accessori: tutte le spese condominiali e le altre competenze accessorie non versate.
  • Interessi legali: gli interessi maturati sulle somme dovute a partire dalla scadenza di ogni singolo pagamento.
  • Spese di giudizio: i costi legali sostenuti dal proprietario per avviare la procedura, liquidati dal giudice direttamente in udienza.

Solo il versamento completo di tutte queste voci impedisce la risoluzione del contratto e la convalida dello sfratto.

Limiti e condizioni per la richiesta

La legge pone dei limiti precisi all’utilizzo del termine di grazia per evitare abusi. L’inquilino può usufruire di questa possibilità per un massimo di tre volte nell’arco di un quadriennio. Superato questo limite, una successiva richiesta non verrebbe accolta e lo sfratto sarebbe convalidato direttamente.

Esiste inoltre la possibilità di ottenere un termine di grazia più lungo, esteso fino a 120 giorni. Questa concessione è però subordinata a condizioni più stringenti. L’inquilino deve dimostrare che la sua morosità, non superiore a due mesi, è dovuta a precarie condizioni economiche insorte dopo la firma del contratto e derivanti da cause specifiche come disoccupazione, malattia o altre gravi difficoltà comprovate. Anche questa opzione ha un limite: può essere richiesta al massimo quattro volte nello stesso quadriennio.

A quali contratti si applica il termine di grazia

È fondamentale sottolineare che il termine di grazia rappresenta una tutela specifica per gli inquilini di immobili ad uso abitativo. La sua applicazione è esclusa per i contratti di locazione ad uso diverso, come quelli commerciali (negozi, uffici, capannoni). In questi casi, valgono le regole generali del codice civile sull’inadempimento contrattuale, che non prevedono la possibilità per il debitore di sanare la morosità una volta che il creditore ha già avviato la domanda di risoluzione del contratto. Per le locazioni commerciali, quindi, il mancato pagamento può portare direttamente alla risoluzione del contratto senza questa specifica ancora di salvezza.

Il termine di grazia è quindi una protezione importante ma circoscritta, pensata per sostenere chi si trova in una temporanea e documentabile difficoltà economica, garantendo al contempo che il diritto del proprietario a ricevere il canone non venga compromesso indefinitamente.

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Di admin