I contributi figurativi sono un meccanismo fondamentale del sistema previdenziale italiano, pensato per tutelare i lavoratori durante i periodi in cui non possono svolgere la loro attività lavorativa. Si tratta di contributi accreditati dall’INPS senza alcun costo per il lavoratore o per il datore di lavoro, garantendo così la continuità della copertura assicurativa ai fini della pensione.

Questi accrediti coprono eventi specifici come malattia, maternità, disoccupazione o cassa integrazione, evitando che tali interruzioni possano penalizzare il calcolo degli anni necessari per maturare il diritto alla pensione e l’importo dell’assegno futuro.

Come avviene l’accredito dei contributi figurativi

L’accredito dei contributi figurativi non segue una procedura unica, ma si articola in due modalità principali a seconda della natura dell’evento che ha causato l’interruzione lavorativa. La distinzione è importante perché determina se il lavoratore deve attivarsi o se il processo è gestito interamente dall’ente previdenziale.

Le due modalità sono:

  • Accredito d’ufficio: In questo caso, è l’INPS a procedere autonomamente all’accredito, utilizzando i dati in suo possesso o le comunicazioni inviate dalle aziende. Il lavoratore non deve presentare alcuna domanda.
  • Accredito a domanda: Per altre tipologie di eventi, è il lavoratore a dover presentare una specifica richiesta all’INPS per ottenere il riconoscimento del periodo. È importante notare che, a differenza di quelli d’ufficio, i contributi figurativi accreditati su richiesta possono essere oggetto di rinuncia da parte dell’interessato.

Quando l’accredito è automatico (d’ufficio)

L’INPS provvede all’accredito automatico dei contributi figurativi in situazioni in cui il lavoratore percepisce un’indennità o si trova in una condizione gestita direttamente dall’ente. I casi più comuni includono:

  • Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS).
  • Periodi coperti da Contratti di Solidarietà.
  • Svolgimento di Lavori Socialmente Utili (LSU).
  • Periodi di mobilità.
  • Percezione dell’indennità di disoccupazione (incluse le prestazioni ASPI e NASPI).
  • Assistenza antitubercolare a carico dell’INPS.

Quando è necessario presentare la domanda

In altre circostanze, la tutela è subordinata a un’azione diretta del lavoratore, che deve presentare un’apposita domanda all’INPS. Questi periodi, se non richiesti, rischiano di non essere conteggiati ai fini pensionistici. Tra i principali eventi che richiedono una domanda rientrano:

  • Servizio militare obbligatorio o civile.
  • Periodi di malattia e infortunio non indennizzati.
  • Assenze per donazione di sangue.
  • Congedo di maternità e paternità, sia durante che al di fuori di un rapporto di lavoro.
  • Congedo parentale.
  • Riposi giornalieri per allattamento.
  • Assenze per malattia del bambino.
  • Congedo per gravi motivi familiari.
  • Permessi retribuiti ai sensi della Legge 104/92 per assistere familiari con disabilità grave.
  • Congedo straordinario per l’assistenza a familiari con handicap grave.
  • Aspettativa per lo svolgimento di funzioni pubbliche elettive o per cariche sindacali.

Limiti e aspetti pratici per i consumatori

Sebbene i contributi figurativi rappresentino una tutela essenziale, è importante conoscerne alcuni limiti e particolarità. Non tutti i periodi figurativi hanno lo stesso valore ai fini del diritto e della misura della pensione. Ad esempio, i contributi per lavori socialmente utili sono validi per raggiungere il diritto alla pensione, ma non contribuiscono a determinarne l’importo.

Un altro aspetto rilevante riguarda alcune forme di pensionamento anticipato. Per l’accesso a determinate prestazioni, come “Opzione Donna”, la normativa richiede un numero minimo di anni di contribuzione effettiva, escludendo dal conteggio alcuni periodi di contribuzione figurativa come quelli per disoccupazione indennizzata o malattia. Questi periodi vengono comunque considerati nel calcolo finale dell’assegno pensionistico, ma non per maturare il requisito di anzianità contributiva.

Esiste inoltre un limite generale per i lavoratori che al 31 dicembre 1992 non avevano alcuna contribuzione: per loro, il totale dei contributi figurativi utili al raggiungimento del diritto alla pensione di anzianità non può superare i cinque anni.

È sempre consigliabile verificare il proprio estratto conto contributivo, disponibile sul sito dell’INPS, per assicurarsi che tutti i periodi di assenza tutelati siano stati correttamente accreditati e, in caso di mancanze, attivarsi per richiederne il riconoscimento.

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Di admin