Ricevere una multa per eccesso di velocità è un’esperienza comune, ma non sempre il verbale è legittimo. Una delle principali ragioni di contestazione riguarda la conformità dell’autovelox utilizzato. La legge, infatti, richiede che questi dispositivi siano non solo approvati, ma anche specificamente omologati. Si tratta di una distinzione tecnica fondamentale che può determinare l’annullamento della sanzione, come confermato da un orientamento giuridico sempre più consolidato.

La differenza cruciale tra omologazione e approvazione

Sebbene nel linguaggio comune i termini “approvazione” e “omologazione” vengano spesso usati come sinonimi, dal punto di vista legale hanno significati molto diversi. Comprendere questa differenza è il primo passo per valutare la validità di una multa.

L’approvazione è una procedura più semplice con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti autorizza la commercializzazione di un prototipo di autovelox dopo averne verificato le caratteristiche funzionali di base. È un’autorizzazione preliminare che attesta l’idoneità generica del modello.

L’omologazione, invece, è un processo molto più rigoroso e complesso. Prevede una serie di test e prove tecniche approfondite per accertare non solo il corretto funzionamento del dispositivo, ma anche la sua precisione, affidabilità e rispondenza a specifici requisiti normativi. L’omologazione certifica che il prototipo è perfettamente conforme alle prescrizioni del Codice della Strada e del suo regolamento di esecuzione, garantendone l’efficacia come strumento di prova legale.

Perché un autovelox non omologato rende la multa nulla

Il Codice della Strada stabilisce che le apparecchiature destinate al rilevamento della velocità debbano essere “debitamente omologate” per essere considerate fonti di prova. Di conseguenza, un dispositivo che ha ricevuto solo un certificato di approvazione ministeriale non possiede i requisiti di legge per essere utilizzato nell’accertamento delle infrazioni.

Quando un verbale si basa sui rilievi di un autovelox non omologato, viene a mancare la prova legale della violazione. La giurisprudenza, incluse recenti e importanti sentenze della Corte di Cassazione, ha più volte ribadito questo principio: la semplice approvazione del prototipo non può sostituire l’omologazione. In questi casi, il verbale è illegittimo e può essere annullato tramite ricorso.

Cosa fare se si riceve una multa: guida pratica per il consumatore

Se hai ricevuto una multa per eccesso di velocità e sospetti un’irregolarità, è importante agire in modo informato. Ecco i passaggi da seguire per verificare la conformità dell’apparecchio e tutelare i tuoi diritti.

  • Analizzare attentamente il verbale: Il primo documento da esaminare è il verbale di contestazione. Deve riportare chiaramente il modello dell’autovelox utilizzato e, soprattutto, gli estremi del decreto di omologazione. La mancanza di questa informazione o la presenza di un riferimento a un semplice decreto di approvazione è un primo, forte campanello d’allarme.
  • Richiedere l’accesso agli atti: Ogni cittadino ha il diritto di visionare i documenti amministrativi relativi alla multa. È possibile presentare un’istanza di accesso agli atti al comando di polizia che ha emesso il verbale per ottenere una copia del certificato di omologazione dell’apparecchio e del certificato di taratura annuale.
  • Verificare la taratura periodica: Oltre all’omologazione iniziale, ogni autovelox deve essere sottoposto a una verifica di funzionalità e taratura almeno una volta all’anno. La taratura garantisce che lo strumento mantenga la sua precisione nel tempo. La mancanza del certificato di taratura annuale in corso di validità è un’altra causa di nullità della multa.
  • Controllare la segnaletica: La postazione di controllo deve essere sempre preventivamente e adeguatamente segnalata con appositi cartelli stradali, posti a una distanza ragionevole e ben visibili. Anche una segnaletica carente o irregolare può essere motivo di ricorso.

Come presentare ricorso

Se dall’analisi dei documenti emergono irregolarità come la mancata omologazione o la taratura scaduta, è possibile contestare la multa. Le strade percorribili sono due: il ricorso al Prefetto, da presentare entro 60 giorni dalla notifica, oppure il ricorso al Giudice di Pace, da depositare entro 30 giorni. Entrambe le opzioni richiedono la presentazione di motivazioni precise e, possibilmente, della documentazione raccolta.

È fondamentale non ignorare il verbale, ma agire tempestivamente per verificare la correttezza della procedura. La distinzione tra un dispositivo approvato e uno omologato non è un cavillo burocratico, ma una garanzia fondamentale per i diritti degli automobilisti.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin