Il Bonus 200 euro è stata una misura di sostegno economico una tantum introdotta dal Governo nel 2022 per aiutare i cittadini a fronteggiare l’aumento dei costi energetici e l’inflazione. Previsto inizialmente dal “Decreto Aiuti”, questo contributo straordinario è stato poi esteso a una platea più ampia di beneficiari con interventi successivi, come il “Decreto Aiuti-bis”. L’obiettivo era fornire un aiuto concreto e immediato a lavoratori, pensionati e altre categorie in difficoltà a causa del caro prezzi.
A chi spettava il Bonus 200 euro
L’indennità è stata destinata a un vasto numero di cittadini, a condizione che rispettassero determinati requisiti di reddito e lavorativi. Il principale limite di reddito, per la maggior parte delle categorie, era un IRPEF personale non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021. La platea dei beneficiari includeva diverse tipologie di persone:
- Lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato.
- Pensionati titolari di trattamenti previdenziali, assegni sociali o pensioni di invalidità.
- Lavoratori autonomi e professionisti, sia con che senza Partita IVA.
- Lavoratori domestici, come colf e badanti.
- Titolari di prestazioni di disoccupazione, come NASpI e DIS-COLL, nel mese di giugno 2022.
- Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co) con contratti attivi.
- Lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti.
- Lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo.
- Incaricati alle vendite a domicilio.
- Percettori del Reddito di Cittadinanza.
Successivamente, la misura è stata estesa anche a dottorandi, assegnisti di ricerca e collaboratori sportivi, categorie particolarmente colpite dalle crisi recenti.
Modalità di erogazione e requisiti specifici
Le procedure per ottenere il bonus variavano in base alla categoria di appartenenza del beneficiario. Mentre per alcuni l’accredito è stato automatico, per altri è stato necessario presentare una domanda specifica.
Lavoratori dipendenti
Per i lavoratori dipendenti, il bonus è stato erogato direttamente dal datore di lavoro nella busta paga, solitamente quella di luglio 2022. Per riceverlo, il lavoratore doveva presentare un’autodichiarazione in cui attestava di non essere titolare di trattamenti pensionistici o del Reddito di Cittadinanza e di possedere i requisiti richiesti. Un requisito fondamentale era aver beneficiato, per almeno una mensilità nel primo quadrimestre del 2022, dell’esonero contributivo dello 0,8% previsto dalla legge di bilancio.
Pensionati
I pensionati hanno ricevuto il bonus in modo automatico dall’INPS, direttamente sul cedolino della pensione di luglio 2022. L’erogazione era subordinata alla residenza in Italia e al rispetto del limite di reddito di 35.000 euro per il 2021. L’indennità spettava ai titolari di pensioni a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, inclusi assegni sociali e trattamenti di accompagnamento alla pensione.
Lavoratori autonomi e professionisti
Per questa categoria è stato istituito un fondo specifico, successivamente rifinanziato. A differenza di dipendenti e pensionati, autonomi e professionisti hanno dovuto presentare una domanda al proprio ente di previdenza (INPS per artigiani e commercianti, casse private per i professionisti iscritti agli albi). Anche per loro valeva il limite di reddito di 35.000 euro relativo al 2021.
Altre categorie di lavoratori
Molte altre categorie hanno dovuto fare richiesta esplicita all’INPS per ottenere il contributo. Tra queste:
- Lavoratori domestici: dovevano avere uno o più rapporti di lavoro attivi alla data del 18 maggio 2022.
- Co.co.co.: dovevano essere iscritti alla Gestione Separata, avere un contratto attivo al 18 maggio 2022 e rispettare il limite di reddito.
- Stagionali e intermittenti: dovevano aver svolto almeno 50 giornate lavorative nel 2021 e rientrare nel tetto di reddito.
Per i percettori del Reddito di Cittadinanza, l’INPS ha corrisposto il bonus d’ufficio, a condizione che nessun membro del nucleo familiare lo avesse già ricevuto ad altro titolo.
Cosa è successo dopo il Bonus 200 euro
Il Bonus 200 euro è stata una misura emergenziale e non strutturale, concepita per offrire un sollievo temporaneo. Sulla scia di questa iniziativa, il Governo ha successivamente introdotto un ulteriore contributo, il cosiddetto “Bonus 150 euro”, con il “Decreto Aiuti-ter”. Questa seconda indennità era destinata a una platea simile ma con un limite di reddito più basso, fissato a 20.000 euro annui, per concentrare le risorse sulle fasce di popolazione con maggiori difficoltà economiche. Entrambe le misure rappresentano un esempio di come lo Stato sia intervenuto per mitigare gli effetti economici negativi di eventi eccezionali come la crisi energetica.
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