Nel linguaggio comune, “essere in mora” significa essere in ritardo con un pagamento. Nel diritto, il concetto è più ampio e definisce un ritardo ingiustificato e imputabile nell’adempimento di un’obbligazione, che può consistere in un pagamento, nella consegna di un bene o nell’esecuzione di un servizio. La mora non riguarda solo chi deve dare o fare qualcosa (il debitore), ma anche chi deve ricevere (il creditore). Comprendere le due tipologie di mora e le loro conseguenze è essenziale per i consumatori per tutelare i propri diritti.

La mora del debitore: quando il ritardo è di chi deve pagare o agire

La mora del debitore (mora solvendi) è la situazione più comune e si verifica quando il debitore è in ritardo nell’eseguire la prestazione dovuta. Affinché si possa parlare di mora, devono sussistere alcune condizioni fondamentali:

  • Ritardo nell’adempimento: La prestazione non è stata eseguita entro il termine stabilito.
  • Imputabilità del ritardo: Il ritardo deve essere causato da un comportamento colpevole del debitore e non da cause di forza maggiore.
  • Esigibilità del credito: Il creditore ha il diritto di pretendere la prestazione perché il termine è scaduto o la condizione prevista si è avverata.

In molti casi, per far scattare gli effetti della mora, non basta il semplice ritardo. È necessario un atto formale da parte del creditore, chiamato costituzione in mora. Si tratta di un’intimazione o richiesta scritta (come una raccomandata A/R o una PEC) con cui si sollecita il debitore ad adempiere. Tuttavia, esistono situazioni in cui la mora è automatica (mora ex re) e non richiede alcuna comunicazione:

  • Quando il debito deriva da un fatto illecito (ad esempio, l’obbligo di risarcire un danno).
  • Quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere.
  • Quando è scaduto il termine e la prestazione doveva essere eseguita al domicilio del creditore (tipico dei debiti in denaro).

Quali sono gli effetti della mora del debitore?

La costituzione in mora del debitore produce conseguenze significative. La principale è l’obbligo di risarcire il danno causato al creditore a causa del ritardo. Nelle obbligazioni che hanno per oggetto una somma di denaro, questo danno è rappresentato dagli interessi moratori, che scattano dal giorno della mora, anche se non erano stati precedentemente pattuiti. Un altro effetto importante è il cosiddetto “passaggio del rischio”: se la prestazione diventa impossibile per una causa non imputabile al debitore dopo la costituzione in mora, il debitore non è liberato e resta obbligato a risarcire il danno.

La mora del creditore: se chi deve ricevere non collabora

Meno frequente ma altrettanto importante è la mora del creditore (mora accipiendi). Si verifica quando il creditore, senza un motivo legittimo, rifiuta di ricevere la prestazione offertagli dal debitore o non compie gli atti necessari per consentire al debitore di adempiere. Ad esempio, un venditore che si rifiuta di ricevere la merce restituita da un consumatore che esercita il diritto di recesso, o un cliente che non si fa trovare per la consegna di un prodotto a domicilio.

Per costituire in mora il creditore, il debitore deve fare un’offerta formale della prestazione tramite un pubblico ufficiale. Questa offerta può essere “reale”, se si tratta di consegnare denaro o beni mobili al domicilio del creditore, o per “intimazione”, negli altri casi (come la consegna di un immobile o l’esecuzione di un servizio).

Le conseguenze della mora del creditore

Quando il creditore è in mora, la situazione si inverte a favore del debitore:

  • Il rischio di impossibilità sopravvenuta della prestazione resta a carico del creditore.
  • Il debitore non deve più corrispondere interessi o frutti della cosa.
  • Il creditore è tenuto a risarcire i danni subiti dal debitore a causa del ritardo (ad esempio, le spese per la custodia del bene).

È importante notare che la mora del creditore non libera automaticamente il debitore dall’obbligazione. Per liberarsi definitivamente, il debitore dovrà procedere con il deposito della cosa dovuta secondo le modalità previste dalla legge.

Diritti e tutele per i consumatori

La disciplina della mora ha implicazioni pratiche rilevanti per i consumatori. Se un’azienda è in ritardo con la consegna di un prodotto o l’attivazione di un servizio, il consumatore può inviare una diffida ad adempiere, costituendo formalmente in mora il fornitore. Questo atto è il primo passo per poter richiedere un risarcimento per il danno subito o, nei casi più gravi, per risolvere il contratto.

Allo stesso modo, quando un consumatore è in ritardo con il pagamento di una bolletta o di una rata, deve essere consapevole che verranno applicati gli interessi di mora. È un diritto del consumatore verificare che il tasso applicato sia conforme alla legge e non eccessivo. Se, invece, si tenta di saldare un debito o restituire un prodotto e il venditore si oppone senza motivo, conoscere gli strumenti della mora del creditore può essere fondamentale per tutelarsi.

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Di admin