Il Trattamento di Fine Mandato (TFM) rappresenta un’indennità che una società può decidere di corrispondere ai propri amministratori al termine del loro incarico. Funziona in modo simile al Trattamento di Fine Rapporto (TFR) previsto per i lavoratori dipendenti, ma con una differenza fondamentale: non è un obbligo di legge, bensì una scelta facoltativa dell’azienda, che richiede una formalizzazione precisa per essere valida ed efficace anche dal punto di vista fiscale.
Cos’è il Trattamento di Fine Mandato e come funziona
Il TFM è una forma di compenso differito. In pratica, l’azienda accantona ogni anno una quota di denaro in un fondo apposito, destinata all’amministratore. Questo importo viene rivalutato annualmente e, alla cessazione del mandato, la somma complessiva maturata viene liquidata. Si tratta di uno strumento utile per incentivare e fidelizzare gli amministratori, offrendo loro un beneficio economico aggiuntivo al compenso ordinario.
A differenza del TFR, la cui disciplina è definita dalla legge, il TFM trova il suo fondamento giuridico negli accordi tra le parti e nelle delibere societarie. La sua regolamentazione è quindi lasciata all’autonomia dell’azienda, che deve stabilirne l’esistenza, l’ammontare e le modalità di erogazione.
Requisiti e Delibera: Quando spetta il TFM
Perché il Trattamento di Fine Mandato sia legittimo, non basta un accordo verbale. È indispensabile che il diritto a percepirlo sia formalmente stabilito in uno dei seguenti documenti:
- Statuto della società: L’atto costitutivo può prevedere fin dall’origine la corresponsione del TFM agli amministratori.
- Delibera assembleare: L’assemblea dei soci può approvare l’istituzione del TFM con una specifica delibera.
Questo passaggio formale è cruciale non solo per sancire il diritto dell’amministratore, ma anche per garantire alla società la corretta deducibilità fiscale dei costi associati. La delibera o la previsione statutaria devono essere chiare e, idealmente, definire anche i criteri per il calcolo dell’indennità.
Come si calcola l’ammontare del TFM
La determinazione dell’importo del TFM è rimessa alla libera contrattazione tra la società e l’amministratore. Non esistono parametri fissati per legge. Tuttavia, la quantificazione deve seguire un principio di ragionevolezza e congruità. L’importo stabilito dovrebbe essere proporzionato a diversi fattori, tra cui:
- Il volume d’affari e la capacità reddituale dell’azienda.
- La complessità dell’incarico e le responsabilità assunte dall’amministratore.
- I compensi di mercato per figure professionali analoghe.
- Il contributo effettivo dell’amministratore alla crescita e ai risultati aziendali.
Stabilire un importo eccessivo e sproporzionato potrebbe infatti sollevare contestazioni da parte dell’amministrazione finanziaria, che potrebbe considerarlo una distribuzione di utili mascherata.
Aspetti Fiscali: Tassazione e Deducibilità
La gestione fiscale del TFM è uno degli aspetti più delicati e richiede particolare attenzione. Le regole cambiano a seconda che si guardi alla posizione dell’amministratore che riceve l’indennità o a quella della società che la eroga.
Tassazione per l’amministratore
L’amministratore che riceve il TFM può beneficiare, a determinate condizioni, di un regime di tassazione agevolato. Se il diritto all’indennità risulta da un atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto di collaborazione, l’importo percepito è soggetto a tassazione separata. Questo regime è generalmente più vantaggioso perché evita che l’importo, maturato in più anni, si cumuli con il reddito dell’anno di incasso, facendo scattare aliquote IRPEF più elevate. Se manca il requisito della data certa, o per importi molto elevati, si applica la tassazione ordinaria.
Deducibilità per la società
Per l’azienda, la deducibilità degli accantonamenti annuali al fondo TFM dipende in modo cruciale dalla formalizzazione dell’accordo. Si presentano due scenari:
- Deducibilità per competenza: Se il diritto al TFM è stabilito da un atto con data certa (delibera o statuto) anteriore all’inizio del mandato, la società può dedurre le quote accantonate ogni anno, anche se non sono state ancora pagate. Questo permette di ridurre l’imponibile fiscale esercizio per esercizio.
- Deducibilità per cassa: In assenza di un atto con data certa, la società potrà dedurre l’intero costo del TFM solo nell’anno in cui l’indennità viene effettivamente pagata all’amministratore.
Anche la rinuncia al TFM da parte dell’amministratore può avere conseguenze fiscali, poiché l’importo rinunciato potrebbe essere comunque considerato come reddito tassabile per il percipiente secondo il principio dell'”incasso giuridico”.
Anticipo del Trattamento di Fine Mandato
Sebbene non esista una normativa specifica come per il TFR, è possibile prevedere la possibilità per l’amministratore di richiedere un anticipo sul TFM maturato. Le condizioni, le motivazioni (ad esempio, spese sanitarie straordinarie o acquisto della prima casa) e l’importo massimo dell’anticipo devono essere definite nell’accordo originario o in una successiva delibera assembleare. Questa flessibilità può rendere lo strumento ancora più appetibile per l’amministratore.
In conclusione, il TFM è uno strumento gestionale e retributivo flessibile e vantaggioso, ma la sua efficacia dipende da una pianificazione attenta e da una formalizzazione ineccepibile. Una gestione corretta previene rischi fiscali sia per la società che per l’amministratore.
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