La sessione 2022 dell’esame di abilitazione alla professione forense ha confermato una significativa modifica rispetto alla tradizione, sostituendo le consuete prove scritte con una modalità interamente orale. Questa variazione, introdotta originariamente come misura emergenziale, è stata estesa anche per l’anno 2022, ridisegnando il percorso per i praticanti avvocati in attesa di ottenere il titolo.
Le ragioni della modifica e il contesto normativo
La decisione di mantenere un formato orale per l’esame di Stato è stata formalizzata con l’approvazione del decreto legge n. 73/2022, noto come “Decreto Semplificazioni Fiscali”. All’interno di questo provvedimento, l’articolo 39-bis ha esteso la validità della disciplina speciale già applicata per la sessione d’esame del 2020, introdotta con il decreto legge n. 31 del 2021 per far fronte alle complessità organizzative imposte dalla pandemia.
L’obiettivo primario di questa scelta è stato quello di garantire lo svolgimento delle prove in condizioni di sicurezza, superando le difficoltà logistiche legate all’organizzazione di esami scritti su scala nazionale. Sebbene nata come soluzione temporanea, questa modalità ha rappresentato una deroga importante rispetto alle disposizioni ordinarie che regolano l’accesso alla professione di avvocato, modificando profondamente l’approccio richiesto ai candidati.
Come si svolge l’esame in formato orale
La nuova procedura d’esame si articola in due distinte prove orali, ciascuna con finalità e modalità specifiche. La prima ha un carattere preselettivo e propedeutico rispetto alla seconda, che mantiene una struttura più tradizionale.
La prima prova orale: il caso pratico
Questa fase iniziale, definita anche “prova orale rafforzata”, è pensata per valutare le capacità pratico-applicative del candidato. La sua struttura è la seguente:
- Scelta della materia: Il candidato sceglie una materia tra diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo.
- Risoluzione di un quesito: Viene sottoposta una questione di carattere pratico-applicativo relativa alla materia scelta.
- Analisi e discussione: Il candidato ha 30 minuti per esaminare il caso e individuare le soluzioni, potendo consultare i codici annotati con la giurisprudenza. Successivamente, ha altri 30 minuti per discutere l’analisi svolta con la commissione.
- Obiettivo: La prova mira a verificare la capacità di inquadrare un problema giuridico, identificare le norme pertinenti e gli orientamenti giurisprudenziali, e argomentare una soluzione coerente.
La seconda prova orale: la discussione multidisciplinare
Superata la prima fase, il candidato accede alla seconda prova orale. Questo colloquio, della durata compresa tra 45 e 60 minuti, verte sulla discussione di cinque materie scelte dal candidato tra quelle previste dal bando, oltre a un’analisi approfondita dell’ordinamento e della deontologia forense. L’obiettivo è accertare la preparazione teorica e la conoscenza dei principi fondamentali che regolano la professione legale.
Implicazioni per i candidati e consigli pratici
Questo formato d’esame richiede un approccio alla preparazione diverso rispetto al passato. La sostituzione degli scritti con un esame orale incentrato su un caso pratico sposta l’attenzione dalla capacità di redazione di un atto alla rapidità di analisi e all’efficacia dell’argomentazione verbale. I candidati devono dimostrare non solo di conoscere le norme, ma anche di saperle applicare a un problema concreto in un tempo limitato.
Per affrontare al meglio le prove, è fondamentale concentrarsi su alcuni aspetti chiave:
- Esercitazione pratica: Simulare la risoluzione di casi pratici a tempo, allenandosi a strutturare un discorso logico e a esporlo con chiarezza.
- Uso dei codici: Acquisire familiarità con la consultazione rapida ed efficace dei codici annotati, uno strumento cruciale durante la prima prova.
- Capacità di sintesi: Imparare a identificare rapidamente i nodi problematici di un caso e a esporre le conclusioni in modo sintetico ma completo.
- Preparazione teorica: Non trascurare lo studio approfondito per la seconda prova orale, che richiede una solida conoscenza trasversale di diverse materie giuridiche.
La modalità orale, pur essendo una deroga temporanea, ha rappresentato una sfida e un’opportunità per i futuri avvocati, chiamati a dimostrare flessibilità e una solida competenza sia pratica che teorica.
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