L’IMU, acronimo di Imposta Municipale Propria, è un tributo che grava sul possesso di beni immobiliari in Italia. Si applica a fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli, con alcune importanti eccezioni, prima fra tutte quella relativa all’abitazione principale. Introdotta nel 2012, ha subito diverse evoluzioni normative, fino a confluire dal 2020 nella cosiddetta “nuova IMU”, che ha accorpato la precedente TASI.
Chi deve pagare l’IMU
L’obbligo di versare l’IMU ricade su diverse categorie di soggetti, non solo sui proprietari degli immobili. Sono tenuti al pagamento:
- I proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli.
- I titolari di diritti reali di godimento sull’immobile, come usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie.
- Il coniuge assegnatario della casa coniugale in caso di separazione legale o divorzio, in quanto titolare del diritto di abitazione.
- Il locatario finanziario in caso di immobili in leasing, a partire dalla data di stipula del contratto e per tutta la sua durata.
- Il concessionario nel caso di concessione di aree demaniali.
L’imposta è dovuta indipendentemente dalla residenza del soggetto passivo; pertanto, anche i proprietari residenti all’estero sono tenuti al versamento per gli immobili posseduti in Italia.
Quando non si paga l’IMU: le principali esenzioni
La normativa prevede diversi casi in cui l’imposta non è dovuta. La più importante e conosciuta riguarda l’abitazione principale, ma esistono anche altre situazioni di esenzione totale.
Esenzione per l’abitazione principale
L’IMU non si paga sull’immobile adibito ad abitazione principale del possessore e del suo nucleo familiare. Per beneficiare dell’esenzione, devono essere soddisfatte due condizioni contemporaneamente: il contribuente e la sua famiglia devono avere sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale nell’immobile. L’esenzione si estende anche alle pertinenze, ma solo per una unità per ciascuna delle seguenti categorie catastali: C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (stalle, scuderie, rimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte). L’esenzione non si applica, tuttavia, agli immobili di lusso, classificati nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminente pregio artistico o storico).
Altre categorie di esenzione
Oltre all’abitazione principale, sono esenti dal pagamento dell’IMU anche altri tipi di immobili, tra cui:
- Gli alloggi sociali, noti come case popolari.
- Le unità immobiliari appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari.
- I fabbricati costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice (i cosiddetti “beni merce”), finché non vengono venduti o locati.
- I fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto e quelli di proprietà della Santa Sede.
- Gli immobili utilizzati da enti pubblici e privati non commerciali per scopi istituzionali, assistenziali, sanitari, didattici, culturali o ricreativi.
Le riduzioni sull’imposta: i casi più comuni
In alcune circostanze, pur essendo dovuta, l’IMU può essere pagata in misura ridotta. Le principali agevolazioni prevedono una diminuzione della base imponibile o dell’imposta finale.
- Comodato d’uso gratuito a parenti: È prevista una riduzione del 50% della base imponibile per gli immobili concessi in comodato d’uso a parenti in linea retta di primo grado (genitori o figli) che li utilizzano come abitazione principale. L’agevolazione è soggetta a condizioni precise, come la registrazione del contratto e specifici requisiti di possesso immobiliare del proprietario.
- Immobili locati a canone concordato: Per gli immobili affittati con un contratto a canone concordato, l’imposta è ridotta al 75%, ottenendo quindi uno sconto del 25%.
- Fabbricati inagibili o inabitabili: La base imponibile è ridotta del 50% per i fabbricati dichiarati inagibili, inabitabili e di fatto non utilizzati. Lo stato dell’immobile deve essere accertato dall’ufficio tecnico comunale.
- Fabbricati di interesse storico o artistico: Anche per questi immobili è prevista una riduzione del 50% della base imponibile.
- Pensionati residenti all’estero: I pensionati non residenti in Italia, titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale, possono beneficiare di una riduzione dell’IMU su un unico immobile posseduto in Italia, a condizione che non sia locato o dato in comodato.
Come si calcola e si paga l’IMU
Il calcolo dell’IMU parte dalla rendita catastale dell’immobile, un valore fiscale che può essere reperito tramite una visura catastale. A questo valore si applica una rivalutazione del 5% e lo si moltiplica per un coefficiente specifico che varia in base alla categoria catastale dell’immobile. Il risultato è la base imponibile, sulla quale si applica l’aliquota stabilita dal Comune. Le aliquote possono variare notevolmente da un Comune all’altro, entro i limiti fissati dalla legge nazionale.
Il pagamento dell’IMU avviene generalmente in due rate:
- Acconto: entro il 16 giugno.
- Saldo: entro il 16 dicembre.
È anche possibile versare l’intero importo in un’unica soluzione entro la scadenza di giugno. Le modalità di pagamento più comuni sono il modello F24, il bollettino postale o la piattaforma PagoPA.
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