Quando un lavoratore subisce un infortunio sul lavoro o contrae una malattia professionale, l’INAIL interviene con un indennizzo economico. Tuttavia, questo importo non sempre copre la totalità del danno subito. In questi casi, il lavoratore ha diritto a richiedere il cosiddetto danno differenziale, ovvero un risarcimento integrativo a carico del datore di lavoro o del soggetto civilmente responsabile.
Cos’è il danno differenziale e a chi spetta
Il danno differenziale rappresenta la differenza tra l’ammontare complessivo del danno patito dal lavoratore e quanto già liquidato dall’INAIL a titolo di indennizzo. Si tratta di un diritto che sorge quando l’infortunio o la malattia professionale sono imputabili a una responsabilità del datore di lavoro, ad esempio per la violazione delle norme sulla sicurezza.
Mentre l’indennizzo INAIL ha una funzione di tutela sociale e viene erogato in modo quasi automatico sulla base di parametri predefiniti, il risarcimento del danno differenziale segue le regole del codice civile. Il suo obiettivo è ristorare integralmente il lavoratore per tutti i pregiudizi subiti, sia di natura patrimoniale che non patrimoniale, che l’indennizzo INAIL non copre.
Le componenti del danno risarcibile
Il calcolo del danno totale, necessario per determinare la quota differenziale, tiene conto di diverse voci di pregiudizio. La giurisprudenza ha consolidato un approccio che mira a una valutazione completa della persona danneggiata, includendo aspetti economici, fisici, psicologici e relazionali. Le principali componenti sono:
- Danno patrimoniale: Include sia il danno emergente (spese mediche, di assistenza e riabilitazione non coperte) sia il lucro cessante (la perdita o la riduzione della capacità di produrre reddito futuro).
- Danno non patrimoniale: È una categoria ampia che comprende la lesione di diritti costituzionalmente garantiti, come la salute e l’integrità psicofisica. Si articola a sua volta in:
- Danno biologico: La lesione all’integrità psicofisica della persona, valutata tramite perizia medico-legale e liquidata sulla base di tabelle specifiche.
- Danno morale: La sofferenza interiore, il turbamento e il dolore patiti in conseguenza del fatto illecito.
- Danno esistenziale: Il peggioramento della qualità della vita e l’impossibilità di svolgere attività che prima arricchivano la personalità del soggetto, come hobby, sport, relazioni sociali e familiari.
Come viene calcolato il risarcimento
La determinazione del danno differenziale è un’operazione complessa che avviene in sede giudiziaria. Il primo passo consiste nella quantificazione del danno complessivo subito dal lavoratore, sommando tutte le voci patrimoniali e non patrimoniali. Da questo importo totale viene poi sottratto il valore di quanto già erogato dall’INAIL.
È importante notare che la sottrazione non avviene per voci omogenee (ad esempio, danno biologico con danno biologico), ma secondo un criterio globale. La legge prevede che dall’ammontare complessivo del risarcimento civilistico vada detratto il valore capitale della rendita INAIL liquidata, senza distinguere tra le singole componenti del danno. Questo significa che l’intero indennizzo INAIL viene sottratto dal risarcimento totale, e il lavoratore ha diritto alla differenza residua, se positiva.
Diritti del lavoratore e azione di rivalsa dell’INAIL
Per ottenere il danno differenziale, il lavoratore deve avviare un’azione legale contro il datore di lavoro, dimostrando la sua responsabilità nell’aver causato l’infortunio o la malattia. È fondamentale raccogliere tutta la documentazione necessaria, come certificati medici, perizie e testimonianze, per provare sia la colpa del datore sia l’entità del danno subito.
Parallelamente, anche l’INAIL può agire contro il datore di lavoro responsabile. Attraverso l’azione di regresso (o rivalsa), l’istituto chiede al datore di lavoro il rimborso delle somme versate al lavoratore a titolo di indennizzo. Questa azione è indipendente da quella del lavoratore per il danno differenziale, ma entrambe si fondano sull’accertamento della responsabilità civile del datore di lavoro.
Per il lavoratore, è essenziale essere consapevoli del proprio diritto a un ristoro completo, che vada oltre l’indennizzo standard. Affidarsi a una consulenza specializzata può aiutare a valutare correttamente la situazione e a intraprendere le azioni più opportune per tutelare i propri diritti.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org