Ricevere una multa per eccesso di velocità rilevata da un autovelox non significa necessariamente dover pagare senza obiezioni. La validità di un verbale dipende dal rispetto di regole tecniche e procedurali molto precise. Se l’amministrazione non è in grado di dimostrare la piena regolarità del dispositivo e della documentazione fotografica, la sanzione può essere annullata. Due degli elementi più critici e frequentemente contestati sono la certificazione dell’apparecchio e la completezza delle prove fotografiche.

Omologazione e taratura: i requisiti essenziali dell’autovelox

Per poter essere utilizzato per l’accertamento delle infrazioni, un autovelox deve essere conforme a quanto previsto dal Codice della Strada. Questo implica il superamento di due controlli fondamentali: l’omologazione e la taratura.

L’omologazione è un’autorizzazione iniziale rilasciata dal Ministero competente che certifica la conformità del modello di dispositivo alle caratteristiche tecniche richieste dalla legge. Recenti orientamenti giuridici hanno sottolineato che una semplice “approvazione tecnica” potrebbe non essere sufficiente, essendo necessaria una specifica omologazione ministeriale. In assenza di questo documento, l’affidabilità dello strumento non è garantita e le multe emesse sono a rischio di annullamento.

La taratura, invece, è una verifica periodica, da effettuarsi almeno una volta all’anno presso centri specializzati e accreditati. Questo controllo serve a garantire che la precisione del misuratore di velocità si mantenga costante nel tempo. L’onere di dimostrare che l’apparecchio è stato sia omologato sia regolarmente tarato spetta all’ente che ha emesso la multa. Il verbale stesso dovrebbe riportare gli estremi di entrambe le certificazioni.

La prova fotografica: quando è valida?

Un altro pilastro su cui si fonda la validità della multa è la prova fotografica. Non è sufficiente una singola immagine sfocata o un fotogramma che ritrae solo la targa. La documentazione deve essere in grado di provare in modo inequivocabile l’infrazione. I requisiti per una prova valida includono:

  • Chiarezza e leggibilità: La targa del veicolo deve essere chiaramente e interamente leggibile, senza possibilità di errore.
  • Identificazione del veicolo: Le immagini devono consentire di identificare con certezza il veicolo sanzionato, escludendo ogni dubbio, specialmente su strade a più corsie dove altri veicoli potrebbero essere presenti.
  • Completezza della sequenza: La documentazione fotografica dovrebbe idealmente ricostruire l’intera fase di rilevamento, dimostrando che è stato proprio quel veicolo a superare il limite di velocità. Questo è particolarmente importante per i dispositivi che misurano la velocità in un punto preciso, per confermare che nessun altro oggetto o veicolo abbia interferito con la misurazione.

Se le fotografie sono mancanti, incomplete o non consentono un’identificazione certa, il verbale è viziato da un difetto di prova e può essere impugnato con successo.

Cosa fare in caso di multa: diritti e tutele

Se si riceve un verbale per eccesso di velocità e si nutrono dubbi sulla sua legittimità, è possibile agire per far valere i propri diritti. Il primo passo è non affrettarsi a pagare la sanzione, poiché il pagamento equivale a un’ammissione di colpa e preclude ogni possibilità di ricorso.

Ecco i passaggi da seguire:

  1. Analizzare il verbale: Controllare attentamente il documento per verificare se sono indicati gli estremi del decreto di omologazione e la data dell’ultima taratura dell’autovelox.
  2. Richiedere gli atti: L’automobilista ha il diritto di richiedere all’ente accertatore (ad esempio, la Polizia Municipale) l’accesso a tutta la documentazione relativa all’infrazione. Questo include il certificato di omologazione, l’attestato di taratura annuale e le fotografie scattate dal dispositivo.
  3. Valutare le prove: Una volta ottenuti i documenti, è possibile verificare se l’omologazione è presente e corretta, se la taratura è stata effettuata meno di un anno prima della data dell’infrazione e se le foto sono chiare e complete.
  4. Presentare ricorso: Se emergono irregolarità, è possibile contestare la multa. Le due strade principali sono il ricorso al Prefetto (entro 60 giorni dalla notifica) o il ricorso al Giudice di Pace (entro 30 giorni dalla notifica).

Contestare una multa basata su prove insufficienti o procedure non corrette non è solo un diritto, ma un modo per garantire che gli strumenti di controllo della velocità siano utilizzati in modo trasparente e a tutela della sicurezza stradale, non solo come strumento sanzionatorio.

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Di admin