Nel diritto italiano, non solo i contratti creano obblighi tra le persone. Anche un’azione che causa un danno ingiusto a un altro soggetto fa nascere un’obbligazione specifica: quella di risarcire il danno provocato. Questa è conosciuta come obbligazione nascente da atto illecito, regolata principalmente dall’articolo 2043 del Codice Civile, che definisce i principi della responsabilità extracontrattuale (o aquiliana).

La responsabilità da fatto illecito: i principi fondamentali

Affinché un’azione possa essere definita un “fatto illecito” e generare un obbligo di risarcimento, devono essere presenti alcuni elementi essenziali. La mancanza anche di uno solo di questi elementi può escludere la responsabilità dell’autore del danno.

  • Il danno ingiusto: Non qualsiasi pregiudizio è risarcibile, ma solo quello che lede un interesse protetto dalla legge. Ad esempio, la rottura di un oggetto di proprietà altrui o una lesione fisica sono considerati danni ingiusti.
  • Il comportamento doloso o colposo: Il danno deve essere stato causato con dolo (intenzione di nuocere) o con colpa (negligenza, imprudenza o imperizia). Un incidente stradale causato dalla distrazione è un classico esempio di comportamento colposo.
  • Il nesso di causalità: Deve esistere un legame diretto e immediato tra l’azione (o l’omissione) e il danno subito. Il danno deve essere una conseguenza diretta del comportamento illecito.
  • L’imputabilità: L’autore del fatto deve essere capace di intendere e di volere al momento dell’azione. Se una persona non è in grado di comprendere le proprie azioni, come nel caso di un minore in tenera età o di una persona con grave infermità mentale, non può essere considerata direttamente responsabile (in questi casi, la responsabilità può ricadere su chi era tenuto alla sua sorveglianza).

Le tipologie di danno risarcibile

Quando viene accertata la responsabilità per un fatto illecito, il risarcimento ha lo scopo di ripristinare, per quanto possibile, la situazione economica e personale del danneggiato. Il danno risarcibile si divide principalmente in due categorie.

Danno patrimoniale

Riguarda il pregiudizio economico diretto subito dalla vittima e si compone di due voci:

  • Danno emergente: Corrisponde alla perdita economica effettiva e immediata. Include, ad esempio, le spese mediche sostenute dopo un infortunio, i costi per riparare un veicolo danneggiato o il valore di un bene distrutto.
  • Lucro cessante: Rappresenta il mancato guadagno futuro a causa del fatto illecito. Ad esempio, i giorni di lavoro persi da un professionista a seguito di un incidente o la perdita di opportunità commerciali.

Danno non patrimoniale

Questa categoria comprende tutti i pregiudizi che non hanno un valore economico immediato ma che ledono la sfera personale dell’individuo. Include il danno biologico (lesione dell’integrità psicofisica), il danno morale (la sofferenza interiore) e il danno esistenziale (il peggioramento della qualità della vita e delle abitudini). Il risarcimento di questo tipo di danno viene stabilito dal giudice in base a criteri specifici.

Quando la responsabilità non dipende direttamente dalla colpa

L’ordinamento prevede situazioni in cui un soggetto è tenuto a risarcire un danno anche se non ha commesso direttamente il fatto con dolo o colpa. Si tratta di casi di responsabilità indiretta o oggettiva, pensati per tutelare maggiormente il danneggiato.

Responsabilità indiretta (o per fatto altrui)

In queste ipotesi, la legge individua un soggetto che risponde per i danni causati da un’altra persona, in virtù del legame che li unisce.

  • Genitori e tutori: Sono responsabili dei danni causati dai figli minori o dalle persone soggette a tutela che vivono con loro.
  • Datori di lavoro: Rispondono dei danni provocati dai loro dipendenti nell’esercizio delle loro mansioni.
  • Proprietario di un veicolo: È responsabile in solido con il conducente per i danni causati dalla circolazione del veicolo, a meno che non provi che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà.

Responsabilità oggettiva

In altri casi, la responsabilità sorge per il solo fatto di trovarsi in una certa situazione o di svolgere una determinata attività, indipendentemente da una valutazione di colpa.

  • Esercizio di attività pericolose: Chi svolge attività considerate pericolose per loro natura (ad esempio, la gestione di un impianto chimico) risponde dei danni causati, a meno che non dimostri di aver adottato tutte le misure idonee a evitarli.
  • Danno da cose in custodia: Il proprietario o il gestore di una cosa (ad esempio, il proprietario di un edificio da cui cade un cornicione) è responsabile dei danni che questa provoca.
  • Danno cagionato da animali: Il proprietario di un animale è responsabile dei danni che questo causa, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito.
  • Danni da prodotti difettosi: Il produttore è responsabile dei danni causati da un difetto del suo prodotto, secondo quanto stabilito dal Codice del Consumo.

Cosa fare in caso di danno: diritti e azioni pratiche

Se ritieni di aver subito un danno ingiusto, è fondamentale agire in modo tempestivo e corretto per tutelare i tuoi diritti. Il primo passo è raccogliere tutte le prove possibili: fotografie del danno, referti medici, fatture delle spese sostenute, dati di eventuali testimoni. Successivamente, è consigliabile inviare una richiesta formale di risarcimento alla persona responsabile tramite posta elettronica certificata (PEC) o raccomandata con avviso di ricevimento, descrivendo l’accaduto e quantificando il danno. È importante ricordare che il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito si prescrive, di norma, in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato.

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Di admin