IMU

Ago 7, 2022

L’IMU, acronimo di Imposta Municipale Propria, è un tributo che grava sul possesso di beni immobiliari in Italia. Si tratta di una delle principali imposte locali, il cui gettito è destinato a finanziare i servizi erogati dai Comuni. Comprendere il suo funzionamento, i soggetti obbligati al pagamento e le possibili agevolazioni è fondamentale per ogni proprietario di immobili.

Cos’è l’IMU e quali immobili riguarda

L’IMU è l’imposta dovuta per il possesso di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli. Introdotta nel 2012 in sostituzione della vecchia ICI (Imposta Comunale sugli Immobili), ha subito diverse evoluzioni normative. Dal 2020, la normativa ha unificato la precedente IMU e la TASI (Tributo per i Servizi Indivisibili) in un unico tributo, semplificando in parte il quadro delle imposte sulla casa. Resta invece separata la TARI, la tassa sui rifiuti.

L’imposta si applica quindi a una vasta gamma di proprietà, escludendo, a determinate condizioni, l’abitazione principale. È un tributo patrimoniale, il cui importo è calcolato in base al valore catastale dell’immobile e alle aliquote stabilite da ogni singolo Comune.

Chi deve pagare l’IMU: i soggetti passivi

Sono tenuti al versamento dell’IMU tutti coloro che possiedono un immobile a titolo di proprietà o che detengono su di esso un altro diritto reale di godimento. La platea dei soggetti passivi include:

  • Proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli.
  • Titolari di diritti reali come usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie.
  • Coniuge assegnatario della casa coniugale in caso di separazione legale o divorzio, in quanto titolare del diritto di abitazione.
  • Locatario finanziario in caso di immobili in leasing, a partire dalla data di stipula del contratto.
  • Concessionario nel caso di concessione di aree demaniali.

L’obbligo di pagamento sussiste indipendentemente dalla residenza del soggetto passivo; pertanto, anche i cittadini residenti all’estero che possiedono immobili in Italia sono tenuti al versamento.

Esenzioni IMU: i casi in cui non si paga

La normativa prevede diverse situazioni in cui l’IMU non è dovuta. La più importante e diffusa riguarda l’abitazione principale.

L’esenzione per l’abitazione principale

L’IMU non si paga sull’immobile adibito ad abitazione principale del possessore e del suo nucleo familiare. Per essere considerata tale, l’unità immobiliare deve soddisfare due requisiti contemporaneamente:

  1. Residenza anagrafica: il possessore e la sua famiglia devono avervi stabilito la propria residenza.
  2. Dimora abituale: l’immobile deve essere il luogo in cui vivono abitualmente.

L’esenzione si estende anche alle pertinenze dell’abitazione principale, ma solo per una unità per ciascuna delle seguenti categorie catastali: C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (stalle, scuderie, rimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte). L’esenzione non si applica, invece, alle abitazioni principali classificate come immobili di lusso, appartenenti alle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminente pregio artistico o storico).

Altre tipologie di esenzione

Oltre all’abitazione principale, sono esenti dal pagamento dell’IMU anche altri immobili, tra cui:

  • Le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari.
  • Gli alloggi sociali (social housing).
  • I fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita (cosiddetti “immobili merce”), finché permanga tale destinazione e non siano locati.
  • I fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto e quelli di proprietà della Santa Sede.
  • Gli immobili posseduti da enti non commerciali, a condizione che siano destinati a finalità istituzionali (assistenziali, sanitarie, didattiche, culturali, ecc.).

Come si calcola e si paga l’imposta

Il calcolo dell’IMU parte dalla base imponibile, sulla quale viene poi applicata l’aliquota decisa dal Comune. La base imponibile si ottiene rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicando il risultato per un coefficiente specifico, che varia in base alla categoria catastale dell’immobile.

La formula è la seguente: (Rendita Catastale x 1,05) x Coefficiente Catastale = Base Imponibile.

Sulla base imponibile così ottenuta si applica l’aliquota deliberata dal Comune in cui si trova l’immobile. Le aliquote possono variare notevolmente da un Comune all’altro, pur rispettando i limiti massimi fissati dalla legge nazionale. Per questo è sempre necessario consultare il sito web del proprio Comune per conoscere le aliquote in vigore.

Modalità e scadenze di pagamento

Il pagamento dell’IMU avviene generalmente in due rate:

  • Acconto: entro il 16 giugno.
  • Saldo: entro il 16 dicembre.

È anche possibile versare l’intero importo in un’unica soluzione entro la scadenza dell’acconto. Le modalità di pagamento più comuni sono il modello F24, il bollettino postale o la piattaforma PagoPA.

Diritti e tutele: cosa fare in caso di dubbi

La normativa IMU può risultare complessa, specialmente per quanto riguarda il calcolo e l’applicazione di esenzioni o riduzioni. Se si ricevono avvisi di accertamento o cartelle di pagamento che si ritengono errate, è importante agire tempestivamente. Il primo passo è verificare la correttezza dei dati catastali e controllare le delibere del proprio Comune. In caso di errore da parte dell’ente, è possibile presentare un’istanza di riesame in autotutela per chiedere l’annullamento dell’atto. Se la richiesta non viene accolta, si può procedere con il ricorso presso la Corte di Giustizia Tributaria competente.

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Di admin