La sessione del 2022 dell’esame di Stato per l’abilitazione alla professione forense ha rappresentato un momento di transizione, caratterizzato da una modalità di svolgimento eccezionale. In continuità con le misure introdotte durante l’emergenza sanitaria, le tradizionali prove scritte sono state sostituite da un formato basato su un doppio esame orale, noto come “orale rafforzato”. Questa modifica, confermata dal decreto legge n. 73/2022, ha esteso la disciplina speciale già applicata nelle sessioni precedenti, con l’obiettivo di garantire lo svolgimento delle prove in un contesto ancora incerto.

Il contesto normativo della sessione 2022

La decisione di mantenere un formato d’esame alternativo per il 2022 non è stata improvvisa, ma si è inserita in un percorso legislativo avviato per far fronte alle difficoltà logistiche e sanitarie della pandemia. La normativa di riferimento è il decreto legge n. 31 del 13 marzo 2021, convertito nella legge n. 50 del 2021, che aveva originariamente ridisegnato l’esame per la sessione 2020.

Il decreto semplificazioni fiscali (D.L. n. 73/2022) ha semplicemente prorogato l’efficacia di queste disposizioni anche per la sessione 2022. La scelta del legislatore mirava a superare le complessità organizzative di un esame scritto su scala nazionale, che avrebbe coinvolto migliaia di candidati in contemporanea, preferendo una modalità orale più flessibile e gestibile a livello locale dalle singole Corti d’Appello.

Come si svolgeva l’esame orale rafforzato

Il formato speciale dell’esame di avvocato 2022 si articolava in due distinte prove orali, una propedeutica all’altra. Il superamento della prima era condizione necessaria per accedere alla seconda. Questa struttura mirava a verificare sia le capacità di ragionamento giuridico pratico sia la preparazione teorica del candidato.

La prima prova orale: il caso pratico

La prima fase dell’esame consisteva nella discussione di una questione pratico-applicativa. L’obiettivo era simulare l’approccio che un avvocato deve avere di fronte a un caso concreto. Le caratteristiche principali di questa prova erano:

  • Materia a scelta: Il candidato poteva scegliere una materia tra diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo.
  • Svolgimento: Dopo la dettatura del quesito da parte della commissione, il candidato aveva 30 minuti per l’esame preliminare del caso e altri 30 minuti per la discussione.
  • Consultazione dei codici: Durante la fase di preparazione era consentito l’uso dei codici commentati con la giurisprudenza, strumento fondamentale per l’analisi e l’inquadramento della questione.
  • Valutazione: La commissione valutava la capacità del candidato di individuare i nodi problematici, le norme applicabili e gli orientamenti giurisprudenziali rilevanti per la soluzione del caso.

La seconda prova orale: la discussione multidisciplinare

I candidati che superavano la prima prova accedevano al secondo esame orale, più simile a un colloquio tradizionale ma con un focus su un numero più ampio di materie. La sua durata variava tra 45 e 60 minuti e verteva sulla discussione di brevi questioni relative a cinque materie scelte dal candidato, di cui una di diritto processuale. Oltre alle materie a scelta, la prova includeva obbligatoriamente la verifica della conoscenza dell’ordinamento e della deontologia forense.

Implicazioni per i candidati e il ritorno alle prove scritte

Questo formato ha avuto un impatto significativo sulla preparazione dei praticanti avvocati. Ha richiesto lo sviluppo di abilità diverse rispetto all’esame tradizionale, come la capacità di analisi e sintesi in tempi brevi e una maggiore padronanza dell’esposizione orale. Se da un lato ha eliminato la maratona di tre giorni delle prove scritte, dall’altro ha concentrato la pressione su un’unica performance orale divisa in due momenti.

È fondamentale sottolineare che la modalità dell’orale rafforzato è stata una misura temporanea. A partire dalla sessione d’esame del 2023, il legislatore ha reintrodotto le prove scritte, sebbene con una formula rinnovata che prevede un’unica prova scritta incentrata sulla redazione di un atto giudiziario. L’esperienza del 2022 rimane quindi un capitolo specifico nella storia dell’esame di abilitazione, nato da esigenze eccezionali e superato con il ritorno a un formato che, pur modernizzato, ridà centralità alla scrittura giuridica.

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Di admin