Le lesioni micropermanenti rappresentano un danno all’integrità fisica o psichica di una persona, la cui gravità viene valutata con un punteggio di invalidità permanente compreso tra l’1% e il 9%. Sebbene definite “di lieve entità”, queste lesioni possono avere un impatto significativo sulla vita quotidiana e danno diritto a un risarcimento economico. Comprendere come vengono definite, valutate e risarcite è fondamentale per tutelare i propri diritti, sia in caso di incidente stradale che di errore medico.
Cosa sono le lesioni micropermanenti
La legge definisce il danno biologico come la “lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale”. Questa lesione incide negativamente sulle attività quotidiane e sulla vita di relazione del danneggiato, indipendentemente dalla sua capacità di produrre reddito. Le lesioni micropermanenti rientrano in questa categoria quando la menomazione permanente è contenuta entro i 9 punti percentuali. Superata questa soglia, si parla di lesioni “macropermanenti”, soggette a un diverso sistema di calcolo.
Il concetto chiave è che il risarcimento non copre solo il dolore fisico o la sofferenza momentanea, ma il pregiudizio stabile che la lesione comporta per la qualità della vita della persona. Questo include difficoltà nelle attività lavorative, domestiche, sociali o ricreative.
Come viene calcolato il risarcimento
Il risarcimento per le lesioni di lieve entità è disciplinato in modo preciso dall’articolo 139 del Codice delle Assicurazioni Private. La norma stabilisce un meccanismo basato su tabelle ministeriali, aggiornate periodicamente, per garantire uniformità e prevedibilità nella liquidazione del danno. Il calcolo si basa su due componenti principali:
- Danno biologico permanente: Viene calcolato assegnando un valore economico a ogni punto percentuale di invalidità. L’importo cresce in modo più che proporzionale all’aumentare dei punti. Ad esempio, il valore del primo punto di invalidità è fissato a 870,97 euro (secondo gli ultimi aggiornamenti ministeriali). L’importo totale viene poi ridotto in base all’età del danneggiato, diminuendo dello 0,5% per ogni anno successivo al decimo.
- Danno biologico temporaneo (inabilità): Copre il periodo di malattia e recupero prima della stabilizzazione dei postumi. Per ogni giorno di inabilità assoluta (quando la persona non può svolgere alcuna delle sue normali attività) è previsto un importo di 50,97 euro. Se l’inabilità è parziale (ad esempio al 50% o al 25%), l’importo giornaliero viene ridotto proporzionalmente.
Il giudice ha la facoltà di aumentare l’importo finale fino al 20% se la lesione ha un’incidenza particolarmente negativa su specifici aspetti della vita del danneggiato (come hobby o attività sportive) o se ha causato una sofferenza psicofisica di particolare intensità, a condizione che tali aspetti siano documentati in modo oggettivo.
La prova del danno: un requisito fondamentale
Per contrastare il fenomeno delle frodi assicurative, la legge ha introdotto un requisito molto stringente per il risarcimento delle lesioni micropermanenti. Il danno biologico permanente può essere risarcito solo se la lesione è suscettibile di un “accertamento clinico strumentale obiettivo”.
Questo significa che la diagnosi deve essere supportata da esami medici che mostrino in modo oggettivo la lesione, come ad esempio:
- Radiografie (RX)
- Risonanze magnetiche (RM)
- Tomografie computerizzate (TC)
- Ecografie
Fanno eccezione le lesioni che sono visibili a occhio nudo, come le cicatrici. Questa norma rende più difficile ottenere un risarcimento per lesioni come il cosiddetto “colpo di frusta” se non supportato da prove strumentali che ne confermino l’esistenza e le conseguenze.
Applicazione oltre gli incidenti stradali
Sebbene il sistema di calcolo dell’articolo 139 sia stato creato per l’infortunistica stradale, la sua applicazione è stata estesa anche ad altri ambiti. In particolare, la legge n. 24/2017 (nota come “legge Gelli-Bianco”) sulla responsabilità sanitaria ha stabilito che il risarcimento per danni derivanti da errori medici debba essere liquidato sulla base delle stesse tabelle usate per gli incidenti stradali. Questa estensione garantisce un trattamento omogeneo per i cittadini che subiscono un danno alla salute, indipendentemente dalla causa.
Cosa fare per tutelare i propri diritti
Se si ritiene di aver subito una lesione micropermanente, è essenziale agire in modo corretto fin da subito per non compromettere il diritto al risarcimento. È consigliabile seguire questi passaggi:
- Documentare tutto: Recarsi immediatamente al pronto soccorso o dal proprio medico per una prima diagnosi. Conservare tutta la documentazione medica, incluse ricette, referti e ricevute.
- Sottoporsi agli esami: Effettuare tutti gli esami strumentali prescritti per ottenere una prova oggettiva della lesione.
- Effettuare una visita medico-legale: Rivolgersi a un medico specializzato in medicina legale per una perizia che accerti la natura del danno e ne quantifichi i postumi in termini di punti percentuali di invalidità.
- Richiedere il risarcimento: Inviare una richiesta formale alla compagnia di assicurazione del responsabile del danno, allegando tutta la documentazione raccolta.
La procedura può essere complessa e le compagnie assicurative potrebbero tentare di liquidare il danno con importi inferiori al dovuto. Per questo motivo, è spesso utile farsi assistere da esperti per una corretta valutazione del caso.
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