La violenza durante le manifestazioni sportive rappresenta un grave problema che mina la sicurezza degli spettatori e l’integrità dello sport. Per contrastare questi fenomeni, l’ordinamento italiano ha introdotto strumenti normativi specifici, tra cui il DASPO, una misura di prevenzione pensata per allontanare le persone pericolose dagli stadi e dalle aree limitrofe.
Cos’è il DASPO e come funziona
Il DASPO (acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) è il principale strumento utilizzato per prevenire la violenza negli stadi. Si tratta di un provvedimento emesso dal Questore che vieta a determinati soggetti l’accesso ai luoghi dove si svolgono eventi sportivi, comprese le zone di sosta, transito e trasporto dei tifosi.
Questa misura può essere applicata a diverse categorie di persone, tra cui:
- Coloro che sono stati denunciati o condannati per aver partecipato a episodi di violenza legati a eventi sportivi.
- Soggetti che, sulla base di elementi concreti, hanno tenuto condotte finalizzate a creare disordini o a porre in pericolo la sicurezza pubblica.
- Persone condannate per reati contro l’ordine pubblico o di comune pericolo, anche se non commessi in occasione di manifestazioni sportive.
Il DASPO può essere applicato anche ai minori che abbiano compiuto 14 anni; in tal caso, il provvedimento viene notificato a chi esercita la responsabilità genitoriale. La durata del divieto è variabile e, nei casi più gravi, può essere accompagnata dall’obbligo di presentarsi presso un ufficio di polizia durante lo svolgimento delle partite.
I reati tipici delle manifestazioni sportive
Oltre al DASPO, la legge prevede una serie di reati specifici che possono essere commessi durante gli eventi sportivi, con sanzioni penali severe. Comprendere quali sono queste condotte è fondamentale per ogni tifoso e consumatore che acquista un biglietto per assistere a una partita.
I comportamenti illeciti più comuni includono:
- Lancio di materiale pericoloso: L’uso di razzi, petardi, fumogeni, bastoni, oggetti contundenti o qualsiasi altro strumento atto a offendere è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
- Invasione di campo: Scavalcare recinzioni o invadere il terreno di gioco è un reato che prevede l’arresto fino a un anno e un’ammenda. Se l’invasione causa un’interruzione o un ritardo significativo della partita, la pena aumenta fino alla reclusione.
- Possesso di oggetti pericolosi: Il solo possesso di artifizi pirotecnici o altri oggetti contundenti all’interno o nelle vicinanze dell’impianto sportivo è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa.
- Violenza o minaccia al personale: Atti di violenza, minaccia o resistenza nei confronti di steward, arbitri o altri addetti ai controlli e alla sicurezza sono puniti con le stesse pene previste per i reati commessi contro un pubblico ufficiale.
Conseguenze per i tifosi e diritti dei consumatori
Le conseguenze per chi viola le norme sulla sicurezza negli stadi sono molto serie. La violazione del DASPO, ad esempio, è un reato che comporta la reclusione da uno a tre anni e una multa che può arrivare fino a 40.000 euro. È importante sottolineare che chi subisce un DASPO può, dopo almeno tre anni dalla cessazione del divieto, chiedere la riabilitazione. Per ottenerla, deve dimostrare di aver tenuto una buona condotta e di aver intrapreso un percorso di ravvedimento, ad esempio risarcendo eventuali danni, collaborando con le autorità o svolgendo lavori di pubblica utilità.
Dal punto di vista del consumatore, chi acquista un biglietto ha diritto ad assistere a un evento in condizioni di totale sicurezza. Gli episodi di violenza non solo mettono a rischio l’incolumità fisica degli spettatori, ma compromettono l’esperienza per cui si è pagato. La normativa vigente mira a tutelare questo diritto, garantendo che le manifestazioni sportive siano un luogo di aggregazione e divertimento, non di pericolo.
Rispettare le regole non è solo un dovere legale, ma anche un atto di responsabilità verso gli altri tifosi e verso lo sport stesso. Un comportamento corretto consente a tutti, famiglie comprese, di godere dello spettacolo in un ambiente sicuro e sereno.
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