Una storica sentenza della Corte Costituzionale ha modificato le regole per l’attribuzione del cognome ai figli, introducendo come principio generale il doppio cognome. Questa decisione segna un passo fondamentale verso il superamento di una tradizione basata su un modello familiare patriarcale, allineando l’Italia a un contesto europeo più orientato alla parità di genere. La scelta del cognome diventa così una decisione condivisa, che riflette la pari dignità e responsabilità di entrambi i genitori.
La sentenza della Corte Costituzionale: cosa cambia
Con la sentenza n. 131 del 2022, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della norma che prevedeva l’attribuzione automatica del solo cognome paterno. Questa pratica è stata ritenuta discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio, in quanto non rappresentativa del legame con entrambi i rami genitoriali. La nuova regola stabilisce che il figlio assume i cognomi di entrambi i genitori, nell’ordine da loro concordato.
I genitori mantengono comunque la facoltà di scegliere diversamente. Di comune accordo, possono decidere di attribuire al figlio solo il cognome paterno o solo quello materno. La novità sostanziale è l’eliminazione dell’automatismo e l’introduzione della scelta condivisa come principio cardine. In caso di disaccordo tra i genitori sull’ordine dei cognomi o sulla scelta di un unico cognome, la decisione spetta al giudice, che interviene per tutelare l’interesse superiore del minore.
Il doppio cognome nel contesto europeo
La decisione italiana si inserisce in un panorama europeo dove la gestione del cognome è da tempo più flessibile e paritaria. Molti Paesi hanno già adottato soluzioni che garantiscono la parità tra i genitori, sebbene con modalità differenti. Questo confronto evidenzia come l’Italia si stia adeguando a standard di parità già consolidati altrove.
- Spagna: Esiste una lunga tradizione che prevede l’attribuzione di entrambi i cognomi. I genitori possono decidere liberamente l’ordine, e in assenza di accordo, la scelta viene determinata dall’ufficiale di stato civile tenendo conto dell’interesse del minore.
- Francia: I genitori possono scegliere di dare il cognome del padre, della madre o entrambi. Se non raggiungono un accordo, al figlio vengono attribuiti entrambi i cognomi in ordine alfabetico.
- Germania: I genitori scelgono un cognome familiare (paterno o materno) che varrà per tutti i figli della coppia. A partire dai cinque anni, è richiesto anche il consenso del figlio per eventuali modifiche.
- Regno Unito: La legislazione è estremamente liberale e permette ai genitori non solo di scegliere uno dei due cognomi o entrambi, ma anche di crearne uno nuovo, frutto della combinazione dei loro o completamente inventato.
Diritti e scelte pratiche per i nuovi genitori
La sentenza della Corte ha introdotto importanti novità pratiche per le coppie che hanno un figlio. È fondamentale che i genitori siano consapevoli delle opzioni a loro disposizione al momento della dichiarazione di nascita. La scelta del cognome è un diritto-dovere che va esercitato congiuntamente.
Le opzioni principali sono:
- Doppio cognome: È la regola generale. I genitori comunicano all’ufficiale di stato civile l’ordine prescelto.
- Cognome singolo: Se entrambi i genitori sono d’accordo, possono optare per l’attribuzione del solo cognome paterno o del solo cognome materno.
- Mancato accordo: In assenza di un’intesa, la questione viene rimessa a un giudice. Questa eventualità sottolinea l’importanza del dialogo e di una decisione condivisa per il bene del figlio.
Per i figli nati prima della sentenza, è possibile richiedere l’aggiunta del cognome materno attraverso una procedura specifica presso la prefettura competente. Si tratta di una richiesta di cambio o aggiunta di cognome, che viene valutata caso per caso.
Un passo verso la piena parità genitoriale
L’abbandono dell’automatismo del cognome paterno non è solo una modifica anagrafica, ma un cambiamento culturale profondo. Riconosce formalmente il ruolo paritario della madre nella costruzione dell’identità del figlio e rafforza il principio costituzionale di uguaglianza tra i coniugi. Questa evoluzione giuridica contribuisce a smantellare uno degli ultimi retaggi di una visione gerarchica della famiglia, promuovendo un modello basato sulla collaborazione e sulla condivisione delle responsabilità.
La scelta del cognome diventa espressione della volontà congiunta dei genitori, un primo atto di responsabilità condivisa che definisce l’identità del nuovo nato come sintesi di entrambe le storie familiari. Si tratta di un progresso che va oltre il singolo diritto, incidendo sulla percezione sociale del ruolo genitoriale e sulla parità di genere all’interno del nucleo familiare.
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