L’Agenzia delle Entrate ha introdotto un nuovo strumento basato sull’intelligenza artificiale per contrastare l’evasione fiscale. Si chiama Vera, acronimo di “Verifica dei rapporti finanziari”, ed è un software progettato per analizzare grandi quantità di dati e individuare i contribuenti a più alto rischio di evasione. Questo sistema rappresenta un’evoluzione significativa nelle strategie di controllo fiscale, sfruttando la tecnologia per rendere le verifiche più mirate ed efficienti.

Come funziona l’algoritmo Vera

Il software Vera opera incrociando le informazioni presenti nell’Archivio dei rapporti finanziari con i dati dell’Anagrafe tributaria. Utilizzando algoritmi avanzati, il sistema analizza le movimentazioni bancarie, i saldi dei conti correnti, i depositi e altre informazioni finanziarie per identificare anomalie e incongruenze rispetto ai redditi dichiarati dal contribuente. L’obiettivo non è effettuare accertamenti automatici, ma creare delle liste selettive di posizioni che meritano un’analisi più approfondita.

Una volta che l’algoritmo segnala un profilo a rischio, la valutazione passa agli uffici competenti dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Saranno i funzionari, attraverso un’analisi umana e dettagliata, a decidere se avviare un controllo formale. Vera, quindi, agisce come un potente strumento di pre-selezione, ottimizzando le risorse e concentrando gli sforzi investigativi dove è più probabile che si nasconda un’irregolarità fiscale.

Quali controlli effettua il software del Fisco

L’azione di Vera è orientata a individuare diverse tipologie di comportamenti illeciti, con un’attenzione particolare alle forme di evasione più gravi e dannose per l’erario. Le analisi del software si concentrano principalmente su:

  • Grandi frodi fiscali: operazioni complesse e strutturate per evadere le imposte su larga scala.
  • Abuso del diritto: utilizzo di strumenti legali in modo distorto al solo fine di ottenere vantaggi fiscali indebiti.
  • False compensazioni: utilizzo di crediti d’imposta inesistenti o non spettanti per ridurre il debito fiscale.
  • Utilizzo indebito di aiuti e sostegni: controlli sui contributi erogati durante l’emergenza pandemica da Covid-19 per verificare che siano stati percepiti legittimamente.
  • Debiti fiscali pregressi: individuazione di soggetti con debiti significativi relativi a tasse, multe o bolli non pagati.

Implicazioni per i contribuenti e tutela della privacy

L’introduzione di un sistema di analisi così pervasivo solleva naturali interrogativi sulla privacy dei contribuenti. L’Agenzia delle Entrate ha specificato che il trattamento dei dati da parte di Vera avviene nel rispetto delle normative sulla protezione dei dati personali, seguendo le indicazioni fornite dal Garante per la Privacy. L’accesso alle informazioni è limitato e tracciato, e l’intervento umano rimane un passaggio fondamentale prima di qualsiasi azione di accertamento.

Per il cittadino o l’impresa, essere inseriti in una delle liste generate da Vera non significa essere automaticamente considerati evasori. Significa semplicemente che il sistema ha rilevato delle discrepanze che richiedono una verifica. La decisione finale spetta sempre all’analisi dei funzionari, che valuteranno la fondatezza dei sospetti e la sostenibilità di un’eventuale pretesa tributaria. Questo approccio mira a bilanciare l’efficacia della lotta all’evasione con la tutela dei diritti del contribuente.

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Di admin