La legge n. 119 del 2013, comunemente nota come “legge sul femminicidio”, rappresenta una tappa fondamentale nella lotta alla violenza di genere in Italia. Sebbene il termine “femminicidio” non sia stato introdotto come una nuova figura di reato, la normativa ha rafforzato in modo significativo gli strumenti di prevenzione e repressione, offrendo maggiori tutele alle vittime. L’obiettivo principale è stato quello di intervenire con urgenza su fenomeni come lo stalking, i maltrattamenti domestici e la violenza sessuale, inasprendo le pene e velocizzando le procedure di protezione.
Le principali novità introdotte dalla legge 119/2013
La legge è intervenuta modificando diverse norme del codice penale e di procedura penale per garantire una risposta più rapida ed efficace dello Stato di fronte ai reati di violenza di genere. Le innovazioni più importanti riguardano l’inasprimento delle pene, l’introduzione di nuove aggravanti e il potenziamento delle misure cautelari a difesa delle vittime.
- Aggravanti di pena: È stata introdotta un’aggravante specifica per i delitti non colposi contro la vita, l’incolumità e la libertà personale, se commessi in presenza di minori o in danno di una donna in stato di gravidanza. Inoltre, la violenza sessuale è considerata aggravata se commessa da un coniuge, anche separato o divorziato, o da chi ha avuto una relazione affettiva con la vittima.
- Stretta sullo stalking (atti persecutori): La pena per il reato di stalking è stata aumentata. Una delle modifiche più rilevanti è l’irrevocabilità della querela se il fatto è commesso tramite minacce gravi e reiterate. Questo impedisce che la vittima possa essere costretta o manipolata a ritirare la denuncia.
- Maltrattamenti in famiglia: Anche per questo reato è stato previsto un aumento della pena massima, riconoscendo la particolare gravità della violenza che si consuma all’interno delle mura domestiche.
- Misure di prevenzione: È stato potenziato l’istituto dell'”ammonimento del questore”, una misura di prevenzione che può essere attivata anche per episodi di violenza domestica, e non solo per lo stalking. L’autore delle violenze viene formalmente avvisato a tenere una condotta conforme alla legge.
- Allontanamento d’urgenza: Le forze dell’ordine possono disporre l’allontanamento urgente dalla casa familiare dell’autore di violenza, anche in assenza di flagranza di reato, previa autorizzazione del pubblico ministero, per proteggere l’incolumità fisica e psichica della vittima.
- Tutela delle vittime straniere: La legge prevede la possibilità di rilasciare un permesso di soggiorno per motivi umanitari alle vittime straniere di violenza domestica, per consentire loro di sottrarsi alla violenza senza rischiare l’espulsione.
Diritti e tutele concrete per le vittime
Oltre all’aspetto puramente sanzionatorio, la legge 119/2013 ha introdotto strumenti concreti per sostenere le vittime durante tutto il percorso di denuncia e giudiziario. L’obiettivo è ridurre il rischio di vittimizzazione secondaria e garantire un supporto costante.
Uno degli aspetti centrali è il diritto all’informazione. Sin dal primo contatto con le forze dell’ordine, la persona offesa deve essere informata sui suoi diritti, sulle strutture sanitarie e sui centri antiviolenza presenti sul territorio. Deve inoltre essere informata sulla possibilità di accedere al gratuito patrocinio, ovvero all’assistenza legale a spese dello Stato, indipendentemente dalle sue condizioni di reddito.
Viene inoltre stabilito che ogni provvedimento del giudice riguardante misure cautelari o la loro revoca (come l’allontanamento dalla casa familiare o il divieto di avvicinamento) debba essere immediatamente comunicato non solo alla vittima, ma anche ai servizi socio-assistenziali del territorio. Questo garantisce una presa in carico integrata e un monitoraggio costante della situazione.
L’evoluzione della normativa: il Codice Rosso
Il percorso normativo iniziato con la legge del 2013 è stato ulteriormente rafforzato con l’introduzione della legge n. 69 del 2019, nota come “Codice Rosso”. Questa successiva normativa ha introdotto una corsia preferenziale e procedure accelerate per la gestione delle denunce relative a reati di violenza di genere e domestica.
Con il Codice Rosso, la polizia giudiziaria ha l’obbligo di comunicare immediatamente la notizia di reato al pubblico ministero, il quale deve sentire la persona offesa entro tre giorni. Questo intervento ha lo scopo di ridurre i tempi di attesa e di attivare più rapidamente le misure di protezione necessarie, colmando alcune delle lacune procedurali che potevano rallentare l’efficacia delle tutele previste dalla legge del 2013.
Infine, la legge ha previsto un Piano d’Azione Straordinario contro la violenza sessuale e di genere, con l’obiettivo di finanziare e potenziare la rete di centri antiviolenza e case rifugio, promuovere la formazione degli operatori e realizzare campagne di sensibilizzazione per prevenire il fenomeno a livello culturale e sociale.
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