Molti cittadini si chiedono come funzioni la richiesta dell’Assegno Unico Universale quando si percepisce un sostegno al reddito. In passato, questo dubbio riguardava i beneficiari del Reddito di Cittadinanza (Rdc). Dal 1° gennaio 2024, il Reddito di Cittadinanza è stato abolito e sostituito dall’Assegno di Inclusione (AdI). Sebbene il titolo menzioni una misura non più attiva, le regole per l’integrazione tra i due sussidi seguono un principio simile. Vediamo come funziona oggi la procedura per le famiglie che ricevono l’Assegno di Inclusione.
Assegno Unico per i percettori di Assegno di Inclusione (AdI)
Per i nuclei familiari che beneficiano dell’Assegno di Inclusione (AdI) e hanno figli a carico, l’erogazione dell’Assegno Unico Universale (AUU) avviene in modo automatico. Non è quindi necessario presentare una domanda separata all’INPS. L’istituto previdenziale procede d’ufficio, utilizzando i dati già in suo possesso grazie alla richiesta dell’AdI e alla Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata ai fini ISEE.
L’importo dell’Assegno Unico viene calcolato e accreditato direttamente sulla stessa carta prepagata utilizzata per l’Assegno di Inclusione, la cosiddetta “Carta di Inclusione”. L’importo non corrisponde all’intera somma dell’Assegno Unico, ma a un’integrazione. L’INPS, infatti, sottrae dall’importo teorico dell’AUU la quota relativa ai figli già considerata nella scala di equivalenza dell’AdI.
Quando è necessario presentare una domanda separata
Sebbene la regola generale sia l’automatismo, esistono situazioni specifiche in cui è indispensabile presentare una domanda autonoma per l’Assegno Unico. Questa necessità sorge quando l’INPS non dispone di tutte le informazioni necessarie per un calcolo corretto o per riconoscere il diritto a determinate maggiorazioni. La domanda separata è richiesta nei seguenti casi:
- Quando uno dei due genitori non fa parte del nucleo familiare ai fini ISEE (ad esempio, genitori non sposati e non conviventi).
- In presenza di figli maggiorenni a carico, fino a 21 anni, che rientrano nelle casistiche previste dalla legge (studio, tirocinio, disoccupazione).
- Per ottenere le maggiorazioni previste per genitori entrambi lavoratori o per famiglie numerose, se queste condizioni non sono già pienamente rilevabili dalla DSU.
- In caso di madre di età inferiore a 21 anni.
- Per la gestione di casi particolari, come l’affidamento del figlio o la ripartizione dell’assegno tra i genitori.
Presentare la domanda in queste circostanze garantisce che il calcolo sia corretto e che la famiglia riceva l’importo spettante per intero.
L’importanza dell’ISEE aggiornato
Sia per l’Assegno di Inclusione che per l’Assegno Unico, è fondamentale avere un ISEE in corso di validità. Senza un ISEE aggiornato, l’importo dell’Assegno Unico viene calcolato sulla base degli importi minimi previsti dalla legge. Per ricevere la somma corretta, commisurata alla propria situazione economica, è quindi cruciale presentare la DSU ogni anno.
Cosa cambia rispetto al Reddito di Cittadinanza
Il meccanismo attuale ricalca in gran parte quello già in vigore per i percettori di Reddito di Cittadinanza. Anche in quel caso, l’erogazione era automatica e l’importo veniva versato come integrazione sulla Carta Rdc. In passato, per comunicare all’INPS dati aggiuntivi, era stato introdotto un modello specifico, chiamato “Rdc-Com/AU”. Oggi questo modello non è più in uso, ma il principio di fondo rimane invariato: se la situazione del nucleo familiare richiede dettagli non presenti nella domanda di sussidio principale (ora l’AdI), è necessario attivarsi con una domanda autonoma di Assegno Unico per tutelare i propri diritti e ricevere l’importo corretto.
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