La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato la legittimità della sanzione amministrativa per chi viene sorpreso a urinare in autostrada. Questo gesto, anche se compiuto in un’area apparentemente isolata come la corsia di emergenza, costituisce un atto contrario alla pubblica decenza, punibile per legge.

La vicenda e la decisione della Cassazione

La vicenda analizzata dai giudici riguarda un automobilista multato dalla Polizia Stradale per aver urinato sul guardrail lungo l’autostrada A11. L’uomo aveva contestato la sanzione, sostenendo che l’atto non fosse stato percepito da nessuno e non avesse recato un’offesa concreta. La Cassazione, con l’ordinanza n. 19573/2022, ha respinto questa difesa, stabilendo che la condotta era inequivocabile e che l’automobilista non aveva adottato alcuna cautela per evitare di essere visto, rendendosi ben visibile alla pattuglia.

Cosa si intende per “atti contrari alla pubblica decenza”

Il comportamento sanzionato rientra nella violazione dell’articolo 726 del Codice Penale, che punisce gli atti contrari alla pubblica decenza. Sebbene la norma sia stata depenalizzata e preveda oggi una sanzione amministrativa, il principio di fondo rimane valido. Non è necessario che l’atto sia visto da una folla; è sufficiente che avvenga in un luogo pubblico o esposto al pubblico e sia potenzialmente offensivo per il comune senso del pudore. La valutazione tiene conto di diversi fattori:

  • Il luogo: Un’autostrada è considerata un luogo esposto al pubblico, frequentato da un numero indeterminato di persone.
  • Il contesto: La visibilità del gesto e le circostanze di tempo e luogo sono determinanti.
  • Le modalità: L’assenza di cautele per non essere visti è un elemento decisivo, come dimostra il caso in esame.

La sanzione amministrativa per questa violazione può variare da un minimo di 51 a un massimo di 309 euro.

Diritti e doveri in autostrada: lo stato di necessità

Un aspetto cruciale, non sollevato dall’automobilista nel caso in esame, è lo “stato di necessità”. Il Codice della Strada consente la sosta nella corsia di emergenza solo in situazioni specifiche, come un guasto del veicolo o un malessere improvviso del conducente o di un passeggero. Un bisogno fisiologico impellente e non controllabile può rientrare in questa casistica. Tuttavia, per essere una giustificazione valida, questa condizione deve essere reale e, se contestata, dimostrabile. Anche in una situazione di necessità, è comunque richiesto al cittadino di agire con la massima discrezione possibile per non violare la pubblica decenza.

Consigli pratici per gli automobilisti

Per evitare sanzioni e agire nel rispetto della legge e della convivenza civile, è utile tenere a mente alcuni punti fondamentali:

  1. Pianificare le soste: Prima di affrontare un lungo viaggio, è sempre consigliabile utilizzare i servizi igienici nelle aree di servizio per prevenire emergenze.
  2. Cercare la massima discrezione: Se fermarsi diventa assolutamente inevitabile, è doveroso cercare il luogo più appartato possibile e agire con la massima cautela per non essere visti.
  3. Conoscere i propri diritti: Se la sosta è causata da un bisogno fisiologico indifferibile, si configura uno stato di necessità. In caso di contestazione, è importante spiegare con calma la situazione alle forze dell’ordine.
  4. Non sottovalutare il contesto: Un’autostrada, anche nei suoi tratti meno trafficati, è sempre considerata un luogo pubblico. Comportamenti tollerati in un contesto privato possono essere legalmente perseguiti in quello pubblico.

La sentenza della Cassazione ribadisce un principio di civiltà e rispetto per lo spazio comune. Sebbene le emergenze fisiologiche siano comprensibili, è fondamentale gestirle nel modo più discreto e appropriato possibile, anche in contesti come l’autostrada. Conoscere le regole, inclusa la possibilità di invocare lo stato di necessità, permette agli automobilisti di agire correttamente e tutelare i propri diritti senza incorrere in sanzioni.

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Di admin