Urinare in autostrada, anche se in una corsia di emergenza, può comportare una sanzione amministrativa. Lo ha confermato una recente ordinanza della Corte di Cassazione, che ha ritenuto legittima la multa inflitta a un automobilista sorpreso a compiere l’atto sul guardrail. La decisione sottolinea come tale comportamento integri un atto contrario alla pubblica decenza, indipendentemente dal fatto che l’intenzione fosse quella di offendere o meno.

Il contesto: la decisione della Corte di Cassazione

Il caso esaminato dalla Suprema Corte riguarda un uomo multato dalla Polizia Stradale per aver urinato in piedi contro il guardrail della corsia di emergenza dell’autostrada A11. L’automobilista aveva contestato la sanzione, sostenendo che l’atto non era stato percepito da altri e non aveva recato un’offesa concreta. La Cassazione, tuttavia, ha respinto questa tesi, chiarendo un principio fondamentale: ciò che conta non è se qualcuno abbia effettivamente visto la scena, ma la possibilità che potesse essere vista.

Nel caso specifico, l’uomo non aveva adottato alcuna cautela per nascondersi, rendendosi ben visibile alla pattuglia che transitava. La condotta è stata quindi giudicata come un atto contrario alla pubblica decenza, un illecito amministrativo previsto dall’articolo 726 del Codice Penale, che è stato depenalizzato.

Atti contrari alla pubblica decenza: cosa significa

L’illecito di “atti contrari alla pubblica decenza” mira a proteggere il comune sentimento di pudore e moralità. Sebbene non sia più un reato penale, è comunque punito con una sanzione amministrativa pecuniaria. La legge non punisce l’atto in sé, ma il modo in cui viene compiuto. La valutazione si basa su un “pericolo concreto”, ovvero il giudice deve verificare se, nelle specifiche circostanze di tempo e luogo, la condotta abbia realmente messo a rischio il bene giuridico protetto.

I fattori che determinano la sanzione includono:

  • Il luogo: Compiere l’atto in un luogo pubblico o esposto al pubblico, come un’autostrada, è un elemento chiave.
  • La visibilità: L’assenza di cautele per evitare di essere visti è decisiva. Se l’atto viene compiuto in modo da essere facilmente percepibile da terzi, l’illecito è configurato.
  • Le circostanze: Il contesto generale, come la presenza di lavori in corso o il traffico, può influenzare la valutazione della visibilità.

La corsia di emergenza e lo stato di necessità

Un punto cruciale della vicenda riguarda l’uso della corsia di emergenza. Il Codice della Strada consente la sosta in tale corsia solo in situazioni di emergenza, come un guasto al veicolo o un malessere del conducente o di un passeggero. Un bisogno fisiologico impellente può essere considerato una forma di “malessere” e, quindi, giustificare la fermata.

Tuttavia, la legittimità della sosta non autorizza a compiere atti contrari alla decenza. Anche in una situazione di necessità, il conducente è tenuto ad adottare tutte le precauzioni possibili per non essere visto, ad esempio cercando un punto più riparato o utilizzando il proprio veicolo come schermo. Nel caso esaminato, l’automobilista non aveva invocato lo stato di necessità per giustificare la sosta, ma anche se lo avesse fatto, la modalità pubblica dell’atto sarebbe stata comunque sanzionabile.

Consigli pratici per gli automobilisti

Per evitare di incorrere in sanzioni e rispettare le norme di sicurezza e decenza, è utile seguire alcune semplici regole:

  • Pianificare le soste: Prima di un lungo viaggio, è consigliabile programmare delle fermate presso le aree di servizio, dotate di servizi igienici.
  • Usare la massima discrezione: Se una sosta per un bisogno impellente è inevitabile, è fondamentale scegliere un luogo il più possibile isolato e appartato, lontano dalla vista degli altri veicoli.
  • Sfruttare il veicolo: L’auto stessa può essere usata come barriera visiva per garantire un minimo di privacy.
  • Rispettare le norme di sicurezza: In caso di sosta nella corsia di emergenza, è obbligatorio indossare il giubbotto retroriflettente e posizionare il triangolo di segnalazione alla distanza prevista dalla legge.

In conclusione, la necessità di espletare un bisogno fisiologico può giustificare una fermata di emergenza, ma non autorizza a violare le norme sulla pubblica decenza. La chiave è agire sempre con prudenza e rispetto per gli altri utenti della strada.

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Di admin