Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento o divorzile non è una semplice inadempienza civile, ma un vero e proprio reato. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale a tutela dei soggetti economicamente più deboli: il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare è procedibile d’ufficio. Questo significa che l’azione penale scatta e prosegue indipendentemente dalla volontà della persona offesa, la quale non può fermare il procedimento ritirando la querela.
Il reato secondo l’articolo 570-bis del Codice Penale
Il riferimento normativo per questa fattispecie è l’articolo 570-bis del Codice Penale. Questa norma punisce chiunque si sottragga all’obbligo di corrispondere ogni tipo di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio, oppure perché viola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli. In sostanza, la legge intende proteggere il diritto al sostentamento del coniuge o dei figli, garantendo che le decisioni prese da un giudice in sede civile vengano rispettate. L’introduzione di questo articolo nel Codice Penale ha avuto lo scopo di unificare e chiarire la disciplina, senza però modificarne la natura e le modalità di persecuzione, che erano già consolidate nella legislazione precedente.
Cosa significa “procedibilità d’ufficio”
Nel nostro ordinamento giuridico, i reati si distinguono in base alla modalità con cui può essere avviata l’azione penale. La maggior parte dei reati è “procedibile d’ufficio”, mentre altri sono “procedibili a querela di parte”.
- Procedibilità a querela: L’azione penale può iniziare solo se la persona offesa sporge una querela entro un termine stabilito (solitamente tre mesi). Se la querela non viene presentata, o se viene ritirata (remissione di querela), il procedimento penale non può iniziare o, se già avviato, si estingue.
- Procedibilità d’ufficio: L’azione penale è obbligatoria e viene avviata dal Pubblico Ministero non appena riceve la notizia del reato (ad esempio, tramite una denuncia da parte di chiunque o un verbale delle forze dell’ordine). La volontà della persona offesa è irrilevante: il processo va avanti anche contro il suo parere e una sua eventuale remissione di querela non ha alcun effetto.
La scelta della procedibilità d’ufficio per il reato di cui all’art. 570-bis sottolinea l’interesse pubblico a garantire il rispetto degli obblighi di solidarietà familiare e delle decisioni giudiziarie.
Le implicazioni pratiche della sentenza della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24235/2022, ha annullato la decisione di un tribunale che aveva archiviato un caso di mancato versamento del mantenimento a seguito della remissione della querela da parte della ex moglie. La Suprema Corte ha chiarito che il reato è procedibile d’ufficio e, pertanto, il processo doveva continuare. Questa decisione ha conseguenze pratiche molto importanti per i consumatori:
- Maggiore tutela per la parte debole: La procedibilità d’ufficio protegge la vittima da eventuali pressioni psicologiche o economiche volte a farle ritirare la querela. Anche se la persona offesa decidesse di perdonare l’ex partner, lo Stato interviene comunque per sanzionare un comportamento ritenuto dannoso per l’intera collettività.
- Irreversibilità dell’azione penale: Una volta che le autorità sono state informate del mancato pagamento, il procedimento penale segue il suo corso. La denuncia non può essere “ritirata” come una querela.
- Certezza della pena: Chi è obbligato a versare un assegno di mantenimento deve essere consapevole che l’inadempimento può portare a una condanna penale, con tutte le conseguenze del caso, inclusa la menzione nel casellario giudiziale.
Cosa fare in caso di mancato pagamento dell’assegno
Chi non riceve l’assegno di mantenimento stabilito dal giudice ha il diritto di segnalare l’inadempimento alle autorità competenti, come la Polizia di Stato o i Carabinieri. L’atto di segnalazione è una denuncia, che attiva automaticamente il procedimento penale. Non è necessario farsi assistere da un avvocato per presentare la denuncia, anche se è sempre consigliabile per gestire al meglio la situazione. È importante ricordare che, una volta sporta la denuncia, non sarà più possibile tornare indietro. Il procedimento penale andrà avanti per tutelare un diritto che lo Stato considera fondamentale per l’equilibrio e la stabilità familiare.
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