Ricevere una multa per eccesso di velocità è un’esperienza comune, ma non sempre il verbale è legittimo. Un principio fondamentale, confermato da numerose sentenze, stabilisce che la postazione di rilevamento della velocità, sia fissa che mobile, deve essere sempre ben visibile. Se l’autovelox è nascosto o posizionato in modo da non essere facilmente percepibile, la sanzione può essere annullata.

Cosa dice la legge sulla visibilità degli autovelox

Il riferimento normativo principale è l’articolo 142, comma 6-bis, del Codice della Strada. Questa norma impone due requisiti essenziali per la validità dei controlli elettronici della velocità:

  • Preventiva segnalazione: La presenza di una postazione di controllo deve essere sempre annunciata da appositi cartelli stradali, collocati a una distanza adeguata dal punto di rilevamento. Questa segnalazione deve essere chiara e inequivocabile.
  • Visibilità della postazione: Oltre alla segnaletica preventiva, anche l’apparecchio stesso (o il veicolo di servizio che lo ospita) deve essere collocato in modo da risultare visibile all’automobilista che si avvicina, secondo un criterio di ordinaria diligenza.

Questi obblighi non sono facoltativi, ma inderogabili. La loro violazione comporta la nullità dell’accertamento e, di conseguenza, della multa. Il legislatore ha voluto che il controllo della velocità avesse una funzione primarily preventiva, volta a tutelare la sicurezza stradale, e non repressiva, finalizzata a cogliere di sorpresa gli automobilisti.

Quando una postazione non è considerata visibile

La visibilità di una postazione autovelox non è un concetto astratto, ma si traduce in condizioni pratiche che devono essere rispettate. Un dispositivo di rilevamento può essere considerato non visibile in diverse circostanze. Ad esempio, la multa è contestabile se l’apparecchio è:

  • Nascosto dietro elementi naturali come alberi, siepi o fitta vegetazione.
  • Posizionato subito dopo una curva, un dosso o un punto con scarsa visibilità.
  • Collocato in modo anomalo, ad esempio su un palo a diversi metri di distanza dalla carreggiata, rendendolo di fatto impercettibile durante la guida.
  • Mimetizzato o di colore scuro, tale da confondersi con l’ambiente circostante, specialmente in condizioni di luce scarsa.
  • Installato all’interno di veicoli civetta non riconoscibili come appartenenti alle forze dell’ordine.

In tutti questi casi, viene meno il principio di trasparenza dell’azione amministrativa, che impone alla Pubblica Amministrazione di agire in modo leale nei confronti dei cittadini. L’obiettivo non è tendere agguati, ma indurre i conducenti a moderare la velocità nei tratti di strada ritenuti pericolosi.

Come contestare una multa per autovelox nascosto

Se si ritiene di aver ricevuto una multa da una postazione non visibile, è possibile agire per farla annullare. È fondamentale, però, seguire alcuni passaggi con attenzione.

Innanzitutto, non bisogna pagare la sanzione. Il pagamento, anche in misura ridotta, equivale a un’ammissione di colpa e preclude qualsiasi possibilità di ricorso. Successivamente, è cruciale raccogliere le prove a sostegno della propria tesi. Se possibile e in condizioni di sicurezza, è utile tornare sul luogo dell’infrazione per:

  1. Fotografare o filmare la postazione dell’autovelox, evidenziando la sua posizione nascosta o anomala.
  2. Documentare la presenza (o l’assenza) della segnaletica di preavviso.
  3. Verificare la presenza di eventuali ostacoli visivi (vegetazione, barriere, ecc.).

Con queste prove, è possibile presentare ricorso entro i termini previsti dalla legge. Le strade principali sono due: il ricorso al Prefetto, da presentare entro 60 giorni dalla notifica del verbale, o il ricorso al Giudice di Pace, da depositare entro 30 giorni. In entrambi i casi, si dovrà dimostrare che la postazione di controllo non rispettava i requisiti di visibilità imposti dal Codice della Strada.

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Di admin