Il Green Pass europeo, noto ufficialmente come Certificato COVID digitale dell’UE, è stato uno strumento temporaneo introdotto per agevolare la libera circolazione dei cittadini all’interno dell’Unione Europea durante la pandemia di COVID-19. Sebbene il suo utilizzo sia terminato, è utile comprendere il suo funzionamento e il motivo della sua proroga avvenuta nel 2022, che ne estese la validità fino a metà 2023.

La proroga del Green Pass europeo nel 2022

Nel giugno del 2022, il Parlamento europeo approvò la proroga del quadro giuridico del Certificato COVID digitale UE per altri 12 mesi, estendendone la validità fino al 30 giugno 2023. Questa decisione non fu presa per reintrodurre immediatamente restrizioni, ma come misura precauzionale. L’obiettivo era garantire che, in caso di nuove varianti o di un peggioramento della situazione epidemiologica, gli Stati membri avessero a disposizione uno strumento comune e interoperabile per gestire gli spostamenti, evitando così una frammentazione di regole e chiusure disordinate ai confini.

La proroga mirava a salvaguardare la libertà di movimento, stabilendo che i Paesi UE non avrebbero dovuto imporre limitazioni sproporzionate o discriminatorie ai titolari del certificato. Era inoltre previsto un riesame della misura entro la fine del 2022 per valutarne l’impatto e considerare una revoca anticipata se le condizioni sanitarie lo avessero permesso.

Come funzionava il Certificato COVID digitale UE

Il Green Pass europeo attestava che una persona soddisfaceva uno dei tre requisiti sanitari considerati necessari per ridurre il rischio di trasmissione del virus durante gli spostamenti. Il certificato era gratuito, disponibile in formato digitale e cartaceo, e dotato di un codice QR per una verifica rapida e sicura in tutta l’UE.

Per ottenere il certificato era necessario soddisfare almeno una delle seguenti condizioni:

  • Vaccinazione: Aver completato il ciclo vaccinale primario contro il COVID-19 o aver ricevuto una dose di richiamo (booster).
  • Guarigione: Essere guariti dall’infezione da COVID-19, attestato da un test molecolare positivo con validità a partire dall’undicesimo giorno dopo il test.
  • Test negativo: Aver effettuato un tampone molecolare (PCR) o antigenico rapido con esito negativo nelle ore immediatamente precedenti al viaggio.

Questo sistema unificato ha permesso di semplificare i controlli e di offrire ai viaggiatori un documento standard riconosciuto in tutti gli stati membri, oltre che in diversi Paesi terzi convenzionati.

Cosa è cambiato: la situazione attuale

Il regolamento che istituiva il Green Pass europeo è scaduto il 30 giugno 2023 e non è stato ulteriormente rinnovato. Di conseguenza, a partire dal 1° luglio 2023, il Certificato COVID digitale UE non è più richiesto per viaggiare all’interno dell’Unione Europea. Le restrizioni di viaggio legate alla pandemia sono state revocate in tutti gli Stati membri, ripristinando le condizioni di libera circolazione pre-esistenti.

Oggi, per spostarsi tra i Paesi dell’area UE/Schengen, non è più necessario presentare alcuna certificazione sanitaria legata al COVID-19. Questo segna la conclusione di una misura di emergenza e il ritorno alla normalità per quanto riguarda la mobilità dei cittadini europei.

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Di admin