Il mondo dell’amministrazione condominiale, spesso percepito come un settore tradizionale e ancorato a figure consolidate, si apre a nuove prospettive con la pubblicazione di “Quorum rosa, condominio al femminile. La resurrezione della professione”. Questo libro, curato da Daniela Zeba, non è un semplice manuale, ma una raccolta di testimonianze di diciassette professioniste. L’opera offre uno spaccato inedito e personale su una professione complessa, sfidando apertamente i pregiudizi di genere che ancora la caratterizzano.

Storie di vita e professione al femminile

All’interno del volume, edito da Libri Condominio, le autrici condividono esperienze dirette, successi, difficoltà e aspirazioni. Ogni racconto è un tassello che compone un mosaico più ampio, quello di una professione che richiede non solo competenze tecniche, legali e contabili, ma anche grandi doti umane. Le narrazioni toccano i nervi scoperti del mestiere, come la gestione dei conflitti, la solitudine decisionale e la necessità di un aggiornamento costante, ma al contempo ne valorizzano il prestigio e la dignità. L’obiettivo è chiaro: mostrare il volto umano e la determinazione che si celano dietro il ruolo di amministratrice.

Rompere gli stereotipi sull’amministratore di condominio

L’opera si pone come un manifesto contro lo stereotipo dell’amministratore “donna”, una figura che nell’immaginario collettivo può essere erroneamente percepita come meno credibile, poco autorevole o inadatta a gestire situazioni complesse. Il libro smonta questa visione anacronistica, che vede l’amministratore come un “severo guardiano” o un burocrate distaccato, un ruolo tradizionalmente associato al genere maschile. Al contrario, le storie presentano professioniste competenti, colte e dotate di una spiccata capacità di problem solving, dimostrando che le qualità necessarie per eccellere in questo campo non dipendono dal genere, ma dalla preparazione e dall’attitudine personale.

Il valore aggiunto delle donne nella gestione condominiale

Il libro non si limita a denunciare le disparità, ma celebra il contributo unico che le donne portano alla professione. Qualità come l’empatia, la capacità di ascolto attivo e una maggiore inclinazione alla mediazione si rivelano strumenti preziosi nella gestione delle dinamiche, spesso tese, della vita condominiale. Queste competenze relazionali, unite a una solida preparazione tecnica, permettono di affrontare i problemi non solo come questioni da risolvere, ma come opportunità per costruire una comunità più coesa e collaborativa. Il progetto ha anche un risvolto sociale: parte del ricavato delle vendite è devoluto in beneficenza all’associazione “Non solo amministratori”, a testimonianza di un impegno che va oltre l’ambito professionale.

Cosa significa per i condòmini

La riflessione promossa da “Quorum rosa” ha implicazioni dirette per chiunque viva in un condominio. La scelta dell’amministratore è una decisione cruciale che impatta sulla gestione del patrimonio immobiliare e sulla qualità della vita quotidiana. È quindi essenziale che tale scelta sia basata su criteri oggettivi di merito e non su preconcetti. Per i condòmini, questo si traduce in azioni concrete:

  • Valutare la professionalità, non il genere: Analizzare i curriculum, le certificazioni e le esperienze dei candidati, focalizzandosi sulle competenze dimostrate.
  • Riconoscere le diverse abilità: Apprezzare non solo le competenze tecniche e amministrative, ma anche quelle relazionali e di gestione dei conflitti, che sono fondamentali per un’amministrazione efficace.
  • Sostenere un ambiente di rispetto: Instaurare un rapporto di collaborazione e fiducia con l’amministratore o l’amministratrice, contribuendo a creare un clima di lavoro positivo e produttivo.
  • Promuovere la parità nelle assemblee: Assicurarsi che le decisioni, inclusa la nomina dell’amministratore, siano prese in modo equo e trasparente, valorizzando la diversità come una risorsa per l’intero condominio.

In conclusione, “Quorum rosa” è più di un libro: è uno strumento di cambiamento culturale. Sottolineando il valore e la competenza delle amministratrici, invita a una riconsiderazione profonda della professione, a beneficio non solo delle professioniste stesse, ma di tutta la comunità condominiale.

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Di admin