Quando un figlio minorenne commette un’infrazione al Codice della Strada, la responsabilità e la sanzione economica non ricadono su di lui, ma direttamente sui suoi genitori o su chi ne esercita la tutela. Questo principio, consolidato dalla giurisprudenza e confermato dalla Corte di Cassazione, si basa sul dovere di sorveglianza e impone che il verbale di contestazione sia correttamente intestato agli adulti responsabili.
La responsabilità diretta dei genitori per le infrazioni dei figli
La legge italiana, in particolare la Legge n. 689 del 1981, stabilisce che per le violazioni amministrative commesse da una persona incapace di intendere e di volere, come un minore degli anni 18, la responsabilità ricade su chi è tenuto alla sua sorveglianza. Questo principio si applica pienamente anche alle infrazioni previste dal Codice della Strada.
È fondamentale comprendere che non si tratta di una semplice responsabilità solidale, in cui il genitore paga una multa per conto del figlio. La legge considera il genitore come il trasgressore diretto, non per aver commesso l’infrazione stradale, ma per aver violato il proprio obbligo di vigilanza ed educazione, un concetto giuridico noto come culpa in vigilando. La sanzione, quindi, punisce l’omissione del genitore nel non aver potuto o saputo impedire il comportamento illecito del minore.
Come deve essere redatto il verbale di contestazione
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19619 del 17 giugno 2022, ha ribadito un aspetto procedurale di grande importanza per i consumatori. Affinché la multa sia valida, il verbale di accertamento deve essere intestato direttamente ai genitori o ai tutori legali. Non è sufficiente indicare il minore come trasgressore e notificare l’atto ai genitori in qualità di obbligati in solido.
Il verbale deve specificare chiaramente:
- Il nome del genitore o del tutore come soggetto sanzionato.
- Il rapporto che lega l’adulto al minore (es. potestà genitoriale).
- La motivazione della responsabilità, ovvero la violazione dell’obbligo di sorveglianza.
Un verbale che identifica erroneamente il minore come responsabile dell’illecito amministrativo presenta un vizio di forma che può renderlo nullo. Questa imprecisione, infatti, viola il diritto di difesa del genitore, che viene sanzionato per una propria mancanza e non per quella del figlio.
Cosa fare in caso di multa per un’infrazione del figlio minore
Se si riceve un verbale per un’infrazione commessa da un figlio minorenne, è essenziale agire con attenzione. La prima cosa da fare è esaminare attentamente il documento per verificare che sia stato compilato correttamente. La prova liberatoria, ovvero dimostrare di non aver potuto impedire il fatto, è estremamente difficile da fornire e richiede di aver adottato ogni misura possibile per educare e controllare il minore.
Consigli pratici per i genitori
Ecco alcuni passaggi utili per gestire la situazione e tutelarsi:
- Verificare l’intestatario del verbale: Controllare che il verbale sia indirizzato al genitore e non al minore. Se l’intestatario è il figlio, ci sono ottime probabilità di poter contestare la multa.
- Controllare la motivazione: Assicurarsi che il verbale specifichi che la sanzione è dovuta alla violazione dell’obbligo di vigilanza.
- Rispettare le scadenze: Per contestare una multa ci sono tempi precisi. È possibile presentare ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica o al Prefetto entro 60 giorni.
- Educazione e prevenzione: La migliore tutela resta la prevenzione. È dovere dei genitori educare i figli al rispetto delle regole della strada, sia che si muovano in bicicletta, con un monopattino elettrico o con un ciclomotore.
In conclusione, la responsabilità per le multe dei figli minorenni è una questione seria che coinvolge direttamente i genitori. Conoscere le regole sulla corretta compilazione del verbale è il primo strumento di difesa per evitare di pagare sanzioni potenzialmente illegittime.
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