A partire dal 22 giugno 2022, le procedure di pignoramento presso terzi hanno subito importanti modifiche a seguito dell’entrata in vigore di alcune norme della Riforma del processo civile, nota come Riforma Cartabia. Queste novità introducono nuovi obblighi per i creditori e offrono maggiori tutele ai debitori, che devono essere a conoscenza dei loro diritti per potersi difendere da eventuali irregolarità.
Le nuove regole per il pignoramento presso terzi
Il pignoramento presso terzi è una procedura che consente a un creditore di recuperare il proprio credito bloccando somme o beni del debitore che si trovano in possesso di una terza parte, come ad esempio il conto corrente bancario o lo stipendio presso il datore di lavoro. La modifica principale riguarda l’articolo 543 del Codice di procedura civile.
La nuova normativa impone al creditore un adempimento fondamentale, prima non previsto. Dopo aver notificato l’atto di pignoramento al debitore e al terzo, il creditore deve notificare a entrambi anche un avviso di avvenuta iscrizione a ruolo della procedura. Questo avviso deve contenere il numero di ruolo del procedimento, un dato essenziale per identificare la causa in tribunale. Successivamente, l’avviso notificato deve essere depositato nel fascicolo telematico dell’esecuzione entro la data dell’udienza di comparizione indicata nell’atto di pignoramento stesso.
Cosa succede se il creditore non rispetta i nuovi obblighi
La conseguenza della mancata osservanza di questi nuovi passaggi procedurali è molto rilevante e va a diretto vantaggio del debitore. Se il creditore omette di notificare l’avviso di iscrizione a ruolo o non lo deposita nel fascicolo telematico entro i termini, il pignoramento perde la sua efficacia. In pratica, è come se non fosse mai stato eseguito.
Questo significa che:
- Il debitore viene liberato dagli obblighi derivanti dal pignoramento.
- Il terzo (ad esempio la banca o il datore di lavoro) non è più tenuto a bloccare le somme.
- Le somme precedentemente vincolate tornano nella piena disponibilità del debitore.
È importante sottolineare che, nel caso in cui il pignoramento sia stato avviato nei confronti di più terzi, l’inefficacia si produce solo nei confronti di quelli a cui non è stato correttamente notificato e depositato l’avviso. L’omissione totale, invece, libera tutti i soggetti coinvolti.
Pignoramenti contro la Pubblica Amministrazione: cambia il tribunale competente
Un’altra modifica significativa introdotta dalla riforma riguarda la competenza territoriale per le esecuzioni forzate in cui il debitore è una Pubblica Amministrazione. In passato, il tribunale competente era quello del luogo in cui risiedeva il terzo pignorato (ad esempio, la tesoreria dello Stato).
Dal 22 giugno 2022, invece, la competenza passa al giudice del luogo dove ha sede l’ufficio dell’Avvocatura dello Stato nel cui distretto il creditore ha la residenza, il domicilio o la sede. Questa modifica sposta il baricentro della procedura, agevolando potenzialmente il creditore ma cambiando il foro di riferimento per questo tipo di contenziosi.
Cosa deve fare il consumatore
Per i consumatori che si trovano a subire un pignoramento, queste nuove regole rappresentano uno strumento di tutela in più. È fondamentale verificare con attenzione che la procedura sia stata eseguita correttamente dal creditore. Se si riceve un atto di pignoramento, è cruciale controllare se, successivamente, viene notificato anche l’avviso di iscrizione a ruolo con il relativo numero. In assenza di tale comunicazione, il pignoramento è inefficace e ci si può opporre per ottenere la liberazione delle somme bloccate. Prestare attenzione a questi dettagli procedurali può fare la differenza per far valere i propri diritti.
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