Svolgere un’altra attività lavorativa mentre si è in aspettativa per gravi motivi familiari può costare il posto di lavoro. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una recente ordinanza (n. 19321/2022), confermando la legittimità del licenziamento per giustificato motivo soggettivo di un dipendente che non ha rispettato le finalità del congedo. Questa decisione chiarisce i confini degli obblighi del lavoratore anche quando il rapporto di lavoro è sospeso.

Il caso esaminato dalla Corte di Cassazione

La vicenda riguarda un lavoratore che, dopo aver ottenuto un periodo di aspettativa non retribuita per assistere un familiare in difficoltà, è stato sorpreso a prestare servizio presso l’attività commerciale del coniuge. L’azienda, venuta a conoscenza dei fatti, ha avviato un procedimento disciplinare conclusosi con il licenziamento.

Il dipendente si è opposto al provvedimento, sostenendo che la sua attività non avesse causato alcun danno economico al datore di lavoro, il quale non aveva avuto la necessità di sostituirlo. Inoltre, ha sottolineato come la sua condotta non avesse comportato costi per la collettività, trattandosi di un’aspettativa non retribuita. Tuttavia, sia i giudici di merito che la Cassazione hanno respinto questa linea difensiva, ritenendo l’inadempimento del lavoratore sufficientemente grave da giustificare la risoluzione del rapporto.

Aspettativa per gravi motivi familiari: le regole fondamentali

L’aspettativa per gravi motivi familiari è un diritto del lavoratore che consente di sospendere temporaneamente il rapporto di lavoro per far fronte a situazioni personali o familiari di particolare serietà. Durante questo periodo, che non è retribuito, il dipendente conserva il posto di lavoro ma non matura anzianità di servizio, ferie o altri istituti contrattuali.

Le regole principali di questo istituto sono:

  • Finalità specifica: L’aspettativa è concessa esclusivamente per le ragioni indicate dalla legge, come patologie gravi di un familiare o situazioni personali che richiedono la presenza del lavoratore.
  • Sospensione del contratto: Il rapporto di lavoro è sospeso, ma non interrotto. Ciò significa che persistono alcuni obblighi fondamentali, tra cui quello di correttezza e buona fede.
  • Divieto di altra attività lavorativa: La finalità dell’aspettativa è incompatibile con lo svolgimento di un’altra attività lavorativa, sia essa subordinata, autonoma o anche a titolo gratuito, se pregiudica la finalità assistenziale per cui il congedo è stato richiesto.

Perché lavorare durante l’aspettativa giustifica il licenziamento

La decisione della Cassazione si fonda su un principio chiave: la violazione della fiducia. L’aspettativa viene concessa dal datore di lavoro sulla base di una specifica esigenza del dipendente. Utilizzare questo tempo per altri scopi, in particolare per un’altra attività lavorativa, rappresenta un abuso del diritto e una violazione degli obblighi di lealtà e buona fede che legano le parti del contratto di lavoro.

Secondo i giudici, la gravità dell’inadempimento non si misura dal danno economico diretto all’azienda, ma dalla rottura del vincolo fiduciario. Il fatto che il lavoratore abbia dedicato il tempo, che doveva essere impiegato per l’assistenza familiare, a un’altra occupazione è di per sé una condotta che mina la credibilità e l’affidabilità del dipendente, giustificando il licenziamento per giustificato motivo soggettivo.

Cosa devono sapere i lavoratori

Questa sentenza offre un’importante lezione per tutti i dipendenti. Prima di richiedere un’aspettativa per motivi familiari, è fondamentale essere consapevoli che questo periodo non è una pausa libera da obblighi. È un congedo finalizzato a uno scopo preciso e tutelato dalla legge.

Svolgere qualsiasi altra attività lavorativa, anche se presso l’impresa di un familiare o per poche ore, espone al rischio concreto di un licenziamento. La legge tutela il diritto all’aspettativa, ma richiede al lavoratore un comportamento corretto e coerente con le ragioni per cui tale diritto è stato concesso. In caso di dubbi sulle attività consentite durante il congedo, è sempre consigliabile chiedere chiarimenti o consulenza per evitare conseguenze irreparabili.

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Di admin