Il patto leonino è un accordo, inserito nello statuto di una società o in un patto parasociale, che esclude uno o più soci dalla partecipazione agli utili o alle perdite. Questa pratica, il cui nome evoca la prepotenza del leone nelle favole, è espressamente vietata dalla legge italiana perché snatura il concetto stesso di società, che si fonda sulla condivisione dei rischi e dei benefici dell’attività d’impresa.

Cos’è il patto leonino e perché si chiama così

Il termine “patto leonino” deriva da un’antica favola di Fedro, in cui un leone, dopo aver cacciato insieme ad altri animali, si appropria dell’intera preda con la forza, senza dividerla con i suoi “soci”. Allo stesso modo, nel diritto commerciale, un patto leonino è una clausola che crea un grave squilibrio tra i soci, avvantaggiandone alcuni a totale discapito di altri.

In concreto, si ha un patto leonino quando un accordo stabilisce che:

  • un socio è escluso da qualsiasi partecipazione agli utili della società;
  • un socio è escluso da qualsiasi contributo alle perdite.

L’accordo è considerato illecito in entrambe le situazioni, poiché altera la causa stessa del contratto di società, ovvero l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne i risultati, positivi o negativi che siano.

Il divieto legale e le sue ragioni

Il divieto del patto leonino è sancito dall’articolo 2265 del Codice Civile, che stabilisce: “È nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite“. Questa norma, pur essendo collocata nella disciplina delle società semplici, si applica a tutti i tipi di società, incluse le società di capitali (S.p.A., S.r.l.) e le società tra professionisti.

La ragione di questo divieto è duplice. Da un lato, protegge la natura collaborativa dell’impresa: ogni socio deve essere interessato al buon andamento della gestione. Un socio escluso dalle perdite potrebbe essere incentivato a compiere operazioni rischiose, mentre un socio escluso dagli utili non avrebbe alcun interesse a contribuire al successo dell’azienda. Dall’altro lato, la norma tutela il socio più debole, impedendo che possa essere costretto ad accettare condizioni contrattuali inique per entrare a far parte della compagine sociale.

Cosa succede se un contratto contiene un patto leonino

La presenza di un patto leonino non invalida l’intero contratto di società, ma determina la nullità della sola clausola illecita. Questo significa che la società continua a esistere e a operare, ma la regola sulla distribuzione di utili e perdite viene sostituita da quella prevista dalla legge.

In assenza di un accordo valido, si applicano i criteri legali suppletivi, stabiliti dall’articolo 2263 del Codice Civile:

  • Le quote di partecipazione a utili e perdite si presumono proporzionali ai conferimenti effettuati da ciascun socio.
  • Se il valore dei conferimenti non è specificato nel contratto, le quote si presumono uguali per tutti i soci.
  • Se il contratto stabilisce solo la quota di partecipazione agli utili, si presume che la stessa quota si applichi anche alle perdite.

In pratica, la legge interviene per ripristinare l’equilibrio e garantire che tutti i soci partecipino sia ai guadagni sia alle eventuali difficoltà economiche dell’impresa, secondo un principio di proporzionalità.

Come riconoscere un patto leonino e tutelarsi

Per un consumatore o un piccolo imprenditore che si appresta a entrare in una società, è fondamentale saper riconoscere i segnali di un potenziale patto leonino. Bisogna prestare massima attenzione alle clausole che regolano la ripartizione dei risultati economici.

Un patto è da considerarsi leonino quando l’esclusione da utili o perdite è assoluta e costante. Non rientra nel divieto, invece, una semplice ripartizione non proporzionale degli utili, che è legittima se concordata tra le parti. Ad esempio, è valido un patto che attribuisce a un socio una quota di utili maggiore rispetto al suo conferimento, ma non uno che lo esclude completamente.

Prima di firmare un atto costitutivo o un patto parasociale, è sempre consigliabile far esaminare la documentazione a un professionista di fiducia. Questo passaggio è cruciale per evitare di sottoscrivere accordi che potrebbero rivelarsi non solo svantaggiosi, ma anche nulli per legge, con conseguenze sulla gestione futura della società.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin