In caso di caduta sulla scaletta dell'aereo, la compagnia aerea è ritenuta responsabile per l'infortunio. Secondo la Convenzione di Montreal, spetta al vettore dimostrare la colpa del passeggero per evitare il risarcimento.

Una multa per eccesso di velocità rilevata tramite un autovelox mobile può essere considerata illegittima se la postazione di controllo non rispetta precisi obblighi di visibilità e segnalazione. Un principio ribadito da diverse sentenze, che sottolinea come lo scopo dei controlli di velocità debba essere la prevenzione degli incidenti e non la semplice riscossione di sanzioni. Per i consumatori è fondamentale conoscere questi requisiti per poter contestare un verbale viziato.

L’obbligo di visibilità e segnalazione preventiva

Il Codice della Strada, all’articolo 142, stabilisce chiaramente che le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. Questo obbligo non fa distinzione tra postazioni fisse e mobili, includendo quindi anche i dispositivi montati a bordo dei veicoli delle forze dell’ordine, come il cosiddetto “Scout Speed”.

La norma ha una finalità precisa: informare gli automobilisti della presenza di un controllo per indurli a moderare la velocità, garantendo così la sicurezza stradale. Una postazione nascosta o non adeguatamente presegnalata da appositi cartelli viola questo principio. In caso di ricorso, spetta all’amministrazione che ha emesso la multa (ad esempio, il Comune) dimostrare di aver rispettato tutti i requisiti di segnalazione e visibilità, fornendo prove concrete come fotografie o verbali dettagliati.

Il ruolo del decreto prefettizio per i controlli a distanza

Un altro elemento cruciale per la validità di una multa per eccesso di velocità è l’autorizzazione a effettuare controlli senza contestazione immediata. La regola generale prevede che ogni violazione del Codice della Strada venga contestata subito al trasgressore. Tuttavia, esistono delle eccezioni.

Su autostrade e strade extraurbane principali, i dispositivi di controllo possono operare a distanza in modo generalizzato. Su altre tipologie di strade (come quelle urbane di scorrimento o extraurbane secondarie), invece, l’installazione e l’uso di autovelox senza obbligo di fermo immediato sono consentiti solo su tratti specifici individuati da un decreto del Prefetto. Questo decreto viene emesso dopo un’analisi che certifica l’impossibilità o la pericolosità di fermare i veicoli in quel punto. Se il verbale non menziona gli estremi di tale decreto, o se il tratto di strada non è incluso nell’elenco autorizzato, la multa presenta un vizio di motivazione e può essere annullata.

Cosa fare se si riceve una multa: tutele e azioni

Se si riceve un verbale per eccesso di velocità, prima di procedere al pagamento è consigliabile verificare la presenza di eventuali irregolarità. Ecco alcuni punti chiave da controllare:

  • Segnaletica di preavviso: Sul tratto di strada percorso era presente un cartello, fisso o mobile, che avvisava della possibilità di un controllo elettronico della velocità?
  • Visibilità della postazione: Il veicolo di servizio con a bordo l’autovelox era posizionato in modo evidente o era occultato alla vista (ad esempio, dietro una curva o una barriera)?
  • Autorizzazione prefettizia: Se la violazione non è avvenuta su autostrada o strada extraurbana principale, il verbale riporta gli estremi del decreto del Prefetto che autorizza il controllo su quel tratto specifico?
  • Motivazione della mancata contestazione: Il verbale spiega chiaramente perché non è stato possibile fermare il veicolo al momento dell’infrazione?

In presenza di uno o più di questi vizi, l’automobilista ha il diritto di presentare ricorso contro la multa, rivolgendosi al Giudice di Pace o al Prefetto entro i termini previsti dalla legge. La mancanza di trasparenza e il mancato rispetto delle procedure non sono semplici formalità, ma elementi che ledono il diritto di difesa del cittadino.

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Di admin