Quando un cittadino cade a causa di una buca o di un dislivello sul marciapiede, la questione della responsabilità diventa spesso complessa. Se da un lato l’ente proprietario della strada ha il dovere di garantirne la sicurezza, dall’altro al pedone è richiesta una condotta prudente. Una recente e discussa sentenza ha riacceso il dibattito, attribuendo a un pedone una quota di colpa maggioritaria per non aver prestato un’attenzione definita “particolare” nello scendere da un marciapiede.
Il caso della “particolare attenzione” richiesta al pedone
La vicenda ha origine in un comune del Gargano, dove una persona è caduta mentre scendeva da un marciapiede a causa di una crepa nascosta dall’erba. La fenditura non era segnalata, né visibile o prevedibile. A seguito della caduta, la persona ha riportato lesioni fisiche. In modo sorprendente, il Giudice di Pace ha stabilito un concorso di colpa, attribuendo il 70% della responsabilità al danneggiato. La motivazione si fonda sull’idea che chi scende da un marciapiede debba adottare una “attenzione particolare”, controllando attivamente dove mette i piedi, anche in presenza di erba che potrebbe nascondere un pericolo. Questa interpretazione impone di fatto al pedone un livello di diligenza superiore a quello del normale buon senso, quasi pretendendo che ispezioni il terreno prima di ogni passo.
La responsabilità della Pubblica Amministrazione per le insidie stradali
La decisione del giudice pugliese appare in contrasto con l’orientamento consolidato della giurisprudenza in materia di responsabilità da cose in custodia, disciplinata dall’articolo 2051 del Codice Civile. Secondo questa norma, l’ente che ha in custodia un bene (come un Comune per le sue strade e marciapiedi) è responsabile dei danni causati da quel bene, a meno che non provi il caso fortuito.
Nel contesto delle cadute su suolo pubblico, la responsabilità dell’ente scatta in presenza di quella che viene definita “insidia o trabocchetto”. Si tratta di un pericolo che presenta due caratteristiche fondamentali:
- Non visibilità: il pericolo non è palese o facilmente individuabile da una persona che usa l’ordinaria diligenza.
- Non prevedibilità: la presenza del pericolo è inaspettata in quel determinato contesto.
Una crepa nascosta dall’erba, come nel caso in esame, rientra pienamente in questa definizione. L’obbligo primario di manutenzione e di segnalazione di eventuali pericoli ricade sull’ente proprietario, che deve garantire la sicurezza degli utenti della strada.
Quando scatta il concorso di colpa del pedone?
Il concorso di colpa del danneggiato (articolo 1227 del Codice Civile) si verifica quando il comportamento della persona che ha subito il danno ha contribuito a causarlo. In questi casi, il risarcimento viene ridotto in proporzione alla colpa attribuita. Tuttavia, per giustificare un concorso di colpa, la condotta del pedone deve essere oggettivamente negligente.
Alcuni esempi comuni di negligenza del pedone includono:
- Distrazione evidente: camminare guardando lo smartphone senza prestare attenzione a dove si mettono i piedi.
- Condotta imprudente: correre o avventurarsi in zone palesemente dissestate o inaccessibili.
- Prevedibilità del pericolo: una buca di grandi dimensioni, in pieno giorno e perfettamente visibile, non costituisce un’insidia. In questo caso, si presume che il pedone avrebbe potuto e dovuto vederla ed evitarla.
Richiedere una “particolare attenzione” per pericoli occulti, invece, sposta l’onere in modo sproporzionato sul cittadino, sollevando l’amministrazione dal suo dovere di custodia e manutenzione.
Cosa fare in caso di caduta su un marciapiede
Se si subisce un infortunio a causa delle cattive condizioni di un marciapiede o di una strada, è fondamentale agire tempestivamente per tutelare i propri diritti. Ecco alcuni passi consigliati:
- Chiamare i soccorsi: Se si riportano lesioni, è essenziale chiamare un’ambulanza o recarsi al pronto soccorso. Il referto medico è un documento cruciale per dimostrare il danno fisico subito e il nesso con la caduta.
- Raccogliere prove fotografiche: Scattare immediatamente fotografie chiare del luogo dell’incidente. È importante fotografare il pericolo specifico (la buca, la crepa, il dislivello) sia da vicino che da una prospettiva più ampia che mostri il contesto.
- Cercare testimoni: Se altre persone hanno assistito alla caduta, chiedere loro le generalità e un recapito. La loro testimonianza può essere determinante.
- Inviare una richiesta formale: Inviare una comunicazione tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) o raccomandata con ricevuta di ritorno all’ente proprietario della strada (solitamente l’ufficio tecnico o l’ufficio patrimonio del Comune), descrivendo l’accaduto, allegando la documentazione raccolta e chiedendo il risarcimento dei danni.
La responsabilità per le cadute su suolo pubblico è un tema complesso, ma i cittadini hanno diritti chiari. La regola generale è che l’ente custode è responsabile, a meno che non dimostri che la caduta sia avvenuta per un evento imprevedibile o per una palese negligenza del pedone.
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