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L’integrazione tra l’Assegno Unico Universale (AUU) e le misure di sostegno al reddito ha subito importanti modifiche. Se in passato i percettori di Reddito di Cittadinanza (RdC) dovevano utilizzare un modello specifico, il “Rdc-Com AU”, per comunicare situazioni particolari all’INPS, oggi il quadro è cambiato con la sostituzione del RdC con l’Assegno di Inclusione (AdI). Comprendere le nuove regole è fondamentale per assicurarsi di ricevere l’importo corretto.

Il sistema precedente: il modello per Reddito di Cittadinanza

Fino al 31 dicembre 2023, i nuclei familiari che ricevevano il Reddito di Cittadinanza ottenevano l’Assegno Unico come integrazione automatica sulla stessa carta RdC. Tuttavia, l’erogazione d’ufficio si basava sui dati della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e non sempre copriva tutte le casistiche. Per questo, l’INPS aveva introdotto il modello “Rdc-Com AU”.

Questo modulo era necessario per:

  • Ottenere la quota intera dell’assegno in caso di genitore solo.
  • Richiedere maggiorazioni specifiche, come quella per entrambi i genitori lavoratori.
  • Comunicare la situazione di figli diventati maggiorenni che mantenevano i requisiti (ad esempio, perché studenti).
  • Gestire altre situazioni familiari non desumibili automaticamente dalla DSU.

Senza la presentazione di questo modello, molte famiglie rischiavano di percepire un importo inferiore a quello spettante.

La situazione attuale con l’Assegno di Inclusione (AdI)

Dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di Inclusione ha sostituito il Reddito di Cittadinanza. Anche con la nuova misura, l’INPS continua a erogare l’Assegno Unico in modo automatico ai nuclei familiari beneficiari di AdI. L’importo viene accreditato direttamente sulla Carta di Inclusione, dopo aver sottratto la quota relativa ai figli già compresa nell’AdI stesso.

Tuttavia, il principio di fondo non cambia: l’automatismo potrebbe non essere sufficiente a garantire il riconoscimento di tutte le spettanze. In assenza di un modello specifico come il vecchio “Rdc-Com AU”, in alcuni casi è necessario presentare una domanda di Assegno Unico completa per integrare le informazioni a disposizione dell’INPS.

Quando è necessario presentare la domanda di Assegno Unico

Anche se si percepisce l’Assegno di Inclusione, è fondamentale valutare se la propria situazione rientra in una delle casistiche che richiedono un’azione diretta. La presentazione di una domanda di Assegno Unico separata è raccomandata, e talvolta indispensabile, per garantire il corretto calcolo del beneficio.

Ecco alcuni dei casi più comuni in cui è consigliabile agire:

  • Genitori separati o divorziati: Se un genitore non fa parte del nucleo ISEE del figlio ma ha diritto al 50% dell’assegno, deve presentare una domanda autonoma per la sua quota.
  • Maggiorazioni non riconosciute: Se non vengono applicate automaticamente maggiorazioni a cui si ha diritto (es. per genitori entrambi lavoratori, famiglie numerose, figli con disabilità), la domanda serve a certificarne i requisiti.
  • Figli maggiorenni a carico: Al compimento dei 18 anni, se il figlio continua a soddisfare le condizioni per l’assegno (studio, tirocinio, disoccupazione), è necessario comunicarlo tramite la domanda per non perdere il beneficio.
  • Dati incompleti o non aggiornati: Qualsiasi informazione rilevante non presente o non corretta nella DSU (ad esempio, l’affido esclusivo) richiede la presentazione della domanda per essere recepita dall’INPS.

Cosa fare per tutelare i propri diritti

Per i consumatori che ricevono l’Assegno di Inclusione, è essenziale non dare per scontato che l’importo dell’Assegno Unico ricevuto automaticamente sia corretto. Il primo passo è verificare attentamente i dettagli del pagamento e confrontarli con quanto previsto dalla normativa in base alla propria situazione familiare e reddituale.

Se si sospetta di ricevere un importo inferiore o di non vedersi riconosciuta una maggiorazione, è consigliabile procedere con la presentazione della domanda di Assegno Unico tramite il portale INPS (utilizzando SPID, CIE o CNS) o rivolgendosi a un patronato. Agire tempestivamente è il modo migliore per evitare perdite economiche e assicurarsi il pieno sostegno a cui si ha diritto.

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Di admin