Con l’introduzione dell’Assegno Unico e Universale, la disciplina degli aiuti economici alle famiglie è cambiata profondamente. Tuttavia, l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) non è stato completamente abolito, ma continua a essere una prestazione importante per specifiche categorie di nuclei familiari. Ogni anno, l’INPS provvede ad aggiornare i livelli di reddito necessari per calcolare l’importo dell’assegno, adeguandoli all’inflazione.
Chi ha ancora diritto all’Assegno per il Nucleo Familiare?
Dopo la riforma che ha introdotto l’Assegno Unico per i figli a carico, l’ANF è rimasto in vigore per i nuclei familiari composti da soggetti diversi dai figli. La prestazione è quindi destinata a nuclei familiari composti da:
- Coniugi (senza figli);
- Fratelli e sorelle;
- Nipoti in linea collaterale (figli di fratelli o sorelle) di età inferiore ai 18 anni, oppure maggiorenni inabili, se orfani di entrambi i genitori e non titolari di pensione ai superstiti.
È fondamentale sottolineare che, a partire dal 1° marzo 2022, i nuclei familiari con figli e orfanili non percepiscono più l’ANF, in quanto tale sostegno è stato assorbito dall’Assegno Unico. La platea dei beneficiari dell’ANF si è quindi ristretta a queste specifiche composizioni familiari.
Come vengono aggiornati i livelli reddituali
Ogni anno, l’INPS aggiorna le tabelle contenenti i livelli di reddito e i corrispondenti importi mensili dell’Assegno per il Nucleo Familiare. Questo processo, noto come rivalutazione, serve ad adeguare le soglie di reddito all’aumento del costo della vita, misurato dall’ISTAT tramite l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI).
La comunicazione dei nuovi livelli reddituali avviene tramite una circolare INPS, solitamente pubblicata tra maggio e giugno. Le nuove tabelle entrano in vigore dal 1° luglio di ogni anno e restano valide fino al 30 giugno dell’anno successivo. Questo meccanismo garantisce che il valore reale del sostegno economico non venga eroso dall’inflazione.
Cosa comporta la rivalutazione per i consumatori
L’aggiornamento annuale dei livelli di reddito ha conseguenze pratiche dirette per i beneficiari. La rivalutazione delle soglie reddituali può determinare:
- Un aumento dell’importo dell’assegno: Se il reddito familiare rimane invariato, l’adeguamento delle fasce può far rientrare il nucleo in una soglia che prevede un importo maggiore.
- Il mantenimento del diritto: Un leggero aumento del reddito familiare, che senza rivalutazione avrebbe causato la perdita del beneficio, potrebbe non essere più un problema grazie all’innalzamento delle soglie.
- L’accesso al beneficio: Nuclei familiari che in precedenza superavano di poco la soglia massima potrebbero rientrare nel diritto alla prestazione grazie ai nuovi limiti più alti.
Per determinare l’importo spettante, è necessario fare riferimento al reddito complessivo del nucleo familiare percepito nell’anno precedente. Ad esempio, per il periodo luglio 2024 – giugno 2025, si considereranno i redditi del 2023.
Come presentare la domanda
La richiesta per l’Assegno per il Nucleo Familiare deve essere presentata all’INPS. Le modalità variano a seconda della categoria di appartenenza del richiedente:
- Lavoratori dipendenti del settore privato: la domanda va presentata direttamente al proprio datore di lavoro, utilizzando il modello fornito dall’INPS. Il datore di lavoro calcolerà l’importo e lo erogherà in busta paga.
- Lavoratori agricoli, domestici, iscritti alla Gestione Separata e altre categorie: la domanda deve essere inviata telematicamente all’INPS, tramite il portale web dell’istituto, contact center o patronati.
È importante verificare periodicamente la propria situazione e presentare la domanda ogni anno, in quanto il diritto e l’importo sono legati ai redditi dell’anno precedente e alle tabelle aggiornate.
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