Il Decreto Riaperture del 2022 ha segnato la fine dello stato di emergenza Covid-19 in Italia, eliminando gradualmente Green Pass, obblighi di mascherina e quarantene. Un'analisi delle misure che hanno guidato il ritorno alla normalità.

Con la storica sentenza n. 131 del 2022, la Corte Costituzionale ha profondamente modificato le regole per l’attribuzione del cognome ai figli in Italia. È stata dichiarata illegittima la norma che imponeva automaticamente il solo cognome paterno, introducendo un nuovo sistema basato sulla parità genitoriale e sull’interesse del bambino. Questa decisione rappresenta una svolta culturale e giuridica, allineando l’ordinamento italiano ai principi di uguaglianza e di tutela dell’identità personale.

Cosa ha stabilito la Corte Costituzionale

La Corte ha sancito che l’automatismo nell’attribuzione del cognome paterno è incostituzionale perché viola diversi principi fondamentali. In primo luogo, lede il principio di uguaglianza tra i genitori, sancito dall’articolo 3 della Costituzione, creando una disparità ingiustificata tra la figura materna e quella paterna. In secondo luogo, la regola precedente pregiudicava il diritto all’identità personale del figlio, come tutelato dall’articolo 2 della Costituzione, privandolo di un elemento che lo lega a entrambi i rami della sua famiglia.

La sentenza ha definito la vecchia norma come “discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio”. La decisione non si limita a una questione formale, ma riconosce il cognome come un segno distintivo che definisce l’identità di una persona nella sua dimensione familiare e sociale. L’imposizione del solo cognome del padre era il retaggio di una concezione patriarcale della famiglia, non più compatibile con l’evoluzione della società e del diritto.

Le nuove regole per l’attribuzione del cognome

La sentenza della Corte Costituzionale ha introdotto un nuovo quadro normativo, che offre ai genitori maggiore libertà di scelta. La regola generale è stata invertita: non più l’automatismo del cognome paterno, ma una scelta condivisa. Le opzioni disponibili per i genitori sono le seguenti:

  • Doppio cognome come regola principale: Il figlio assume i cognomi di entrambi i genitori. Questa è la nuova norma predefinita.
  • Accordo sull’ordine: I genitori possono decidere di comune accordo l’ordine in cui attribuire i due cognomi (ad esempio, prima quello della madre e poi quello del padre, o viceversa).
  • Scelta di un solo cognome: Se entrambi i genitori sono d’accordo, possono scegliere di attribuire al figlio soltanto il cognome del padre oppure soltanto quello della madre.

Questa flessibilità garantisce che la scelta sia il risultato di una decisione congiunta, nel rispetto della pari dignità di entrambi i genitori.

Cosa succede in caso di disaccordo?

La Corte ha previsto anche l’ipotesi in cui i genitori non riescano a trovare un accordo sull’ordine dei cognomi. In questa situazione, per evitare paralisi e tutelare l’interesse superiore del minore, è previsto l’intervento del giudice. Sarà il tribunale a decidere, basandosi su criteri volti a garantire il benessere e l’identità del bambino.

Impatto pratico e questioni aperte

La decisione della Corte si applica a tutti i figli, indipendentemente dal fatto che siano nati all’interno del matrimonio, fuori dal matrimonio o che siano stati adottati. Questo garantisce un trattamento uniforme e universale. Tuttavia, la stessa Corte ha evidenziato la necessità di un intervento del Parlamento per disciplinare alcuni aspetti pratici e prevenire complicazioni future.

Le principali questioni che il legislatore dovrà affrontare sono:

  1. La trasmissione del cognome alle generazioni future: È necessario definire un meccanismo per evitare che, con il passare delle generazioni, le persone si ritrovino con un numero eccessivo di cognomi (quattro, otto, e così via).
  2. Il cognome di fratelli e sorelle: Per tutelare l’identità del nucleo familiare, la Corte ha suggerito che la scelta del cognome effettuata per il primo figlio debba essere vincolante anche per i fratelli e le sorelle successivi.

In attesa di una legge organica, la sentenza è comunque immediatamente applicabile, segnando un passo decisivo verso una società più equa e un diritto di famiglia più moderno, centrato sulla condivisione delle responsabilità e sul pieno riconoscimento dell’identità di ogni individuo.

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Di admin