Dal 2022 sono in vigore i nuovi parametri per il calcolo dei compensi degli avvocati. Le regole aggiornate mirano a una maggiore trasparenza, riducono la discrezionalità dei giudici e incentivano le soluzioni alternative alle cause.

Quando si investono i propri risparmi, la trasparenza e la completezza delle informazioni fornite dalla banca sono essenziali. Un intermediario finanziario non può limitarsi a vendere un prodotto, ma ha il dovere preciso di illustrare in modo dettagliato la sua natura, i rischi e le implicazioni. Se non lo fa, è considerato inadempiente, con conseguenze significative per la tutela del cliente, come stabilito da recenti orientamenti della Corte di Cassazione.

L’obbligo di informazione: un dovere fondamentale della banca

In materia di servizi di investimento, la legge impone alle banche e agli intermediari finanziari un obbligo informativo specifico e dettagliato. Questo dovere non si esaurisce con la consegna di documenti generici, ma richiede una spiegazione chiara e preventiva su tutti gli aspetti rilevanti dell’operazione. L’obiettivo è mettere il risparmiatore nelle condizioni di compiere una scelta consapevole.

Le informazioni essenziali che la banca deve fornire includono:

  • Natura dello strumento finanziario: Spiegare se si tratta di azioni, obbligazioni, fondi comuni, prodotti derivati o altri strumenti, chiarendone il funzionamento.
  • Rischi specifici: Illustrare tutti i potenziali rischi, come il rischio di perdita totale o parziale del capitale, il rischio di liquidità (cioè la difficoltà a rivendere il prodotto) e il rischio di mercato.
  • Caratteristiche dell’emittente: Fornire dettagli sulla società che ha emesso i titoli, incluse eventuali difficoltà finanziarie note, un patrimonio inadeguato o indagini in corso che potrebbero influenzarne il valore.

L’assenza di questa attività informativa costituisce un inadempimento contrattuale da parte della banca.

Informazione sul prodotto e valutazione di adeguatezza: due tutele distinte

Un punto cruciale, chiarito dalla giurisprudenza, è la distinzione tra l’obbligo di informare sul prodotto e la valutazione di adeguatezza o appropriatezza dell’operazione. Si tratta di due tutele diverse e non intercambiabili per il consumatore.

Informazione sullo strumento finanziario

Questa tutela è oggettiva e riguarda le caratteristiche intrinseche del prodotto. Serve a far comprendere al cliente cosa sta acquistando, indipendentemente dal suo profilo personale. L’investitore deve poter valutare i rischi dell’operazione in sé.

Valutazione di adeguatezza e appropriatezza

Questa valutazione, invece, è soggettiva e mette in relazione il prodotto con il profilo del cliente. Si basa sulle informazioni fornite dal risparmiatore tramite il questionario MiFID riguardo a:

  • Esperienza e conoscenza in materia di investimenti.
  • Obiettivi di investimento (es. crescita del capitale, reddito).
  • Situazione finanziaria e capacità di sostenere le perdite.

La Corte di Cassazione ha stabilito che avvisare il cliente che un’operazione è “inadeguata” o “inappropriata” per il suo profilo non esonera la banca dal suo dovere di informarlo dettagliatamente sui rischi specifici del prodotto. Le due tutele sono autonome: il cliente ha il diritto di capire il prodotto prima ancora di sapere se è adatto a lui.

Quali sono le conseguenze per i risparmiatori?

La violazione dell’obbligo informativo è un inadempimento grave. Se un risparmiatore subisce una perdita a causa di un investimento su cui non ha ricevuto informazioni chiare e complete, può agire legalmente contro la banca per ottenere il risarcimento del danno. Questo principio è particolarmente rilevante per chi ha acquistato titoli complessi o illiquidi, come le azioni di alcune banche non quotate, senza essere stato messo pienamente al corrente dei rischi effettivi.

Cosa fare se sospetti una violazione degli obblighi informativi

Se ritieni che la banca non ti abbia fornito informazioni sufficienti prima di un investimento che ha generato perdite, è importante agire con metodo. Ecco alcuni passi da seguire:

  1. Raccogli tutta la documentazione: Recupera il contratto quadro, gli ordini di acquisto, i prospetti informativi e qualsiasi comunicazione scambiata con la banca.
  2. Analizza le informazioni ricevute: Valuta se i rischi specifici del prodotto ti erano stati spiegati in modo comprensibile prima di investire. La semplice firma su un modulo non è sempre sufficiente a dimostrare un consenso informato.
  3. Verifica la tua profilazione: Controlla il tuo profilo di rischio (questionario MiFID) e verifica se l’operazione era stata segnalata come adeguata o inadeguata.
  4. Richiedi assistenza specializzata: Se hai dubbi o hai subito un danno economico, è fondamentale consultare esperti in materia per una valutazione del tuo caso e per capire quali azioni intraprendere.

La trasparenza è un diritto fondamentale dell’investitore. Conoscere i propri diritti è il primo passo per proteggere i propri risparmi.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin