La Corte di Cassazione stabilisce che la semplice conflittualità tra genitori separati non è sufficiente per disporre l'affidamento del figlio ai servizi sociali. La priorità resta la tutela del principio di bigenitorialità e l'interesse superiore del minore.

L’Ape Sociale rappresenta un’importante misura di accompagnamento alla pensione per specifiche categorie di lavoratori. Una delle domande più frequenti riguarda la sua compatibilità con altre prestazioni di sostegno al reddito, come il Reddito di Cittadinanza prima e l’Assegno di Inclusione oggi. Comprendere come queste misure interagiscono è fondamentale per i consumatori che ne hanno diritto.

Cos’è l’Ape Sociale e a chi spetta

L’Ape Sociale non è una pensione anticipata, ma un’indennità erogata dall’INPS che accompagna il lavoratore dal momento dell’accesso alla misura fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia. È destinata a soggetti che si trovano in particolari condizioni di difficoltà e che hanno raggiunto almeno 63 anni e 5 mesi di età (requisito valido anche per il 2024).

Le categorie di beneficiari sono principalmente quattro:

  • Disoccupati: persone in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, che hanno esaurito integralmente la prestazione di disoccupazione (NASpI).
  • Caregiver: lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità.
  • Invalidi civili: soggetti con una capacità lavorativa ridotta, accertata dalle competenti commissioni, pari o superiore al 74%.
  • Lavoratori gravosi: dipendenti che hanno svolto per almeno sei anni negli ultimi sette, o sette anni negli ultimi dieci, una delle professioni definite gravose e particolarmente faticose.

Requisiti contributivi e condizioni di accesso

Oltre al requisito anagrafico, è necessario possedere un’anzianità contributiva minima, che varia a seconda della categoria di appartenenza. In linea generale, i requisiti sono:

  • 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi civili. Per le lavoratrici madri di queste categorie, è prevista una riduzione del requisito contributivo di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 2 anni.
  • 36 anni di contributi per i lavoratori che svolgono attività gravose.
  • 32 anni di contributi per specifiche categorie di lavoratori gravosi, come gli operai edili, i ceramisti e i conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta.

L’importo dell’indennità è pari alla rata mensile di pensione calcolata al momento della richiesta, ma non può superare un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili. La prestazione non è soggetta a rivalutazione annuale.

Compatibilità con il Reddito di Cittadinanza e l’Assegno di Inclusione

Il quesito centrale riguarda la possibilità di cumulare l’Ape Sociale con le misure di sostegno economico. In passato, l’INPS aveva chiarito la piena compatibilità tra Ape Sociale e Reddito di Cittadinanza. L’indennità dell’Ape Sociale, infatti, concorreva a formare il reddito familiare, parametro su cui veniva calcolato l’importo del Reddito di Cittadinanza.

Dal 1° gennaio 2024, il Reddito di Cittadinanza è stato sostituito dall’Assegno di Inclusione (AdI). Il principio di compatibilità rimane simile, ma è fondamentale prestare attenzione ai dettagli. L’Ape Sociale è a tutti gli effetti un reddito e, come tale, viene considerato nel calcolo dell’ISEE e del reddito familiare necessari per accedere all’AdI.

Cosa significa in pratica?

La compatibilità tra Ape Sociale e Assegno di Inclusione è teoricamente possibile, ma soggetta a condizioni precise. Il nucleo familiare del richiedente deve rispettare le soglie di reddito e patrimoniali previste dalla legge per l’AdI. Poiché l’Ape Sociale può raggiungere i 1.500 euro lordi mensili, il suo importo potrebbe facilmente far superare al nucleo familiare le soglie di reddito consentite, escludendolo di fatto dal diritto all’Assegno di Inclusione. Pertanto, la cumulabilità è possibile solo per importi di Ape Sociale molto contenuti o in contesti familiari particolari dove il reddito complessivo rimane al di sotto dei limiti di legge.

Come presentare la domanda

La procedura per richiedere l’Ape Sociale si articola in due fasi. Prima si presenta una domanda di certificazione del diritto alla prestazione, per consentire all’INPS di verificare il possesso dei requisiti. Successivamente, una volta ricevuto l’esito positivo, si può presentare la domanda di accesso vera e propria.

Le finestre temporali per inviare la domanda di certificazione sono solitamente tre durante l’anno: 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre. Le istanze presentate oltre i termini, ma entro il 30 novembre, vengono prese in considerazione solo se residuano le necessarie risorse finanziarie. È consigliabile procedere tramite un patronato o direttamente sul portale INPS se si è in possesso delle credenziali di accesso (SPID, CIE o CNS).

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Di admin