Numerosi automobilisti residenti in Italia che circolavano con veicoli immatricolati all’estero sono stati sanzionati in base a una normativa introdotta nel 2018. Tuttavia, questa legge è stata ritenuta in contrasto con i principi fondamentali dell’Unione Europea, portando alla sua abrogazione. Di conseguenza, le multe elevate sulla base di quella norma specifica sono da considerarsi illegittime e possono essere annullate, come confermato da diverse sentenze dei tribunali italiani.
La normativa contro i “furbetti della targa estera”
Per contrastare il fenomeno di chi utilizzava veicoli con targa straniera per eludere il fisco italiano e le sanzioni del Codice della Strada, nel 2018 era stato introdotto il comma 1-bis all’articolo 93. Questa norma vietava a chiunque avesse la residenza in Italia da più di sessanta giorni di circolare con un veicolo immatricolato all’estero. L’obiettivo era chiaro: obbligare i residenti a immatricolare i propri veicoli in Italia, assoggettandoli così a tutte le tasse e le regole nazionali.
Il contrasto con il diritto dell’Unione Europea
La norma italiana, sebbene mossa da intenti condivisibili, è entrata in conflitto con uno dei pilastri dell’Unione Europea: la libera circolazione dei capitali. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che il divieto imposto dall’Italia rappresentava una restrizione ingiustificata a questa libertà. Secondo il diritto comunitario, quando una legge nazionale è in contrasto con una norma europea direttamente applicabile, i giudici nazionali hanno l’obbligo di disapplicare la legge interna a favore di quella comunitaria. Questo principio ha reso di fatto inapplicabile la norma italiana sin dalla sua origine.
Conseguenze pratiche: le multe vanno annullate
La diretta conseguenza di questo conflitto normativo è che tutte le sanzioni amministrative emesse per la violazione dell’articolo 93, comma 1-bis, del Codice della Strada sono illegittime. I giudici, come nel caso di una nota sentenza del Tribunale di Latina, sono tenuti ad annullare i verbali di contravvenzione fondati su tale disposizione. Questo perché la sanzione si basa su una norma che non avrebbe dovuto essere applicata, in quanto contraria al diritto europeo.
Quando una multa è annullabile?
Un verbale per circolazione con targa estera è annullabile se rispetta queste condizioni:
- La violazione contestata è specificamente quella prevista dall’ex articolo 93, comma 1-bis, del Codice della Strada.
- La multa è stata emessa prima che la norma venisse formalmente abrogata, all’inizio del 2022.
- Il ricorso viene presentato davanti a un giudice, che ha il dovere di riconoscere il contrasto con la normativa europea.
Cosa prevedono le nuove regole in vigore
Per superare il problema, il legislatore italiano ha abrogato la norma contestata e ha introdotto un nuovo articolo, il 93-bis. La nuova disciplina, attualmente in vigore, stabilisce che chi acquisisce la residenza in Italia ha tre mesi di tempo per immatricolare il veicolo di sua proprietà. Questo termine più lungo e la diversa formulazione della norma sono stati pensati per essere compatibili con i principi europei, pur mantenendo l’obiettivo di contrastare l’elusione fiscale. È quindi fondamentale non confondere la vecchia normativa, che rendeva le multe annullabili, con quella attuale, che è pienamente valida ed efficace.
Come tutelarsi e contestare una sanzione illegittima
Se hai ricevuto una multa per circolazione con targa estera, il primo passo è verificare attentamente il verbale. Controlla quale articolo del Codice della Strada è stato citato come violato. Se si tratta del vecchio articolo 93, comma 1-bis, e la sanzione è stata elevata prima del 2022, ci sono ottime probabilità di ottenere l’annullamento. Per farlo, è necessario presentare ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto, esponendo le motivazioni basate sul contrasto tra la norma nazionale e il diritto dell’Unione Europea.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org