Quando un conducente investe un pedone sostenendo di essere stato abbagliato dal sole, la legge non ammette scuse. La Corte di Cassazione, con una giurisprudenza costante, ha ribadito che l’abbagliamento solare non costituisce un “caso fortuito”, ovvero un evento imprevedibile e inevitabile in grado di escludere la responsabilità. Il guidatore ha sempre il dovere di adottare tutte le precauzioni necessarie per garantire la sicurezza, anche in condizioni di visibilità difficili.
La responsabilità del conducente in caso di abbagliamento
Il Codice della Strada impone a chi guida di mantenere costantemente il controllo del proprio veicolo e di essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza. Questo principio si applica con particolare rigore quando la visibilità è ridotta. L’abbagliamento causato dal sole basso sull’orizzonte è un fenomeno prevedibile, specialmente in determinate ore del giorno e stagioni dell’anno.
Di fronte a questa situazione, il conducente non può semplicemente proseguire la marcia sperando che tutto vada bene. La giurisprudenza è chiara nell’affermare che l’automobilista deve:
- Rallentare immediatamente la velocità, adeguandola alle condizioni di visibilità.
- Utilizzare gli strumenti a disposizione, come le alette parasole.
- Se la visibilità è quasi nulla e pericolosa, ha l’obbligo di fermarsi in un luogo sicuro e attendere che le condizioni migliorino.
Procedere nonostante la visuale compromessa equivale a una guida negligente e imprudente, che comporta la piena responsabilità in caso di incidente.
Il caso esaminato dalla Cassazione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 18748/2022) ha confermato questi principi in un caso di omicidio colposo. Un automobilista aveva investito un pedone anziano che attraversava la strada nei pressi di un incrocio. L’imputato si era difeso sostenendo di non aver visto la persona a causa del sole all’altezza del viso.
La Corte ha respinto questa tesi, sottolineando diversi aspetti:
- La condotta del pedone, sebbene potenzialmente imprudente, non era stata così improvvisa e imprevedibile da non poter essere evitata.
- La vittima era una persona anziana, con movimenti presumibilmente lenti, che un conducente attento avrebbe dovuto notare.
- L’assenza di segni di frenata sull’asfalto indicava che l’automobilista non aveva tentato una manovra di emergenza, probabilmente perché non procedeva a una velocità adeguata alla scarsa visibilità.
In sostanza, i giudici hanno stabilito che il conducente avrebbe dovuto prevedere la possibilità di un ostacolo e moderare la velocità fino quasi a fermarsi, proprio a causa del sole che gli impediva una visione chiara della strada.
Cosa fare per tutelarsi: consigli pratici
La sicurezza stradale dipende dalla prudenza di tutti. Essere consapevoli dei rischi legati all’abbagliamento è il primo passo per prevenire incidenti gravi.
Per gli automobilisti
Per evitare di trovarsi in situazioni pericolose, è fondamentale adottare alcune buone abitudini:
- Indossare occhiali da sole di buona qualità con lenti polarizzate.
- Mantenere il parabrezza pulito, sia all’interno che all’esterno, per ridurre i riflessi.
- Utilizzare sempre le alette parasole quando necessario.
- In presenza di sole basso, aumentare la distanza di sicurezza dal veicolo che precede.
- Soprattutto, non esitare a rallentare o a fermarsi se la visibilità è compromessa. La fretta non giustifica mai un rischio per la vita altrui.
Per i pedoni
Anche i pedoni possono contribuire alla propria sicurezza, specialmente in condizioni di luce critica:
- Non dare per scontato di essere visti: cercate sempre il contatto visivo con il conducente prima di attraversare.
- Utilizzare gli attraversamenti pedonali e attendere che i veicoli si siano effettivamente fermati.
- Evitare di attraversare in punti con scarsa visibilità, come curve o incroci complessi.
La legge tutela in modo significativo l’utente più debole della strada, il pedone, ma la prudenza resta la migliore forma di protezione per tutti.
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