L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha intensificato le attività di accertamento per recuperare i contributi non versati da parte di lavoratori autonomi e liberi professionisti. Questa iniziativa, nota come “Operazione Poseidone”, riguarda anche gli avvocati e si basa sull’incrocio dei dati fiscali con quelli previdenziali per individuare le posizioni irregolari.

Cos’è e come funziona l’Operazione Poseidone

L’Operazione Poseidone è un’attività di verifica su larga scala con cui l’INPS controlla la coerenza tra i redditi dichiarati all’Agenzia delle Entrate e i contributi previdenziali versati. L’obiettivo è individuare i professionisti che, pur avendo prodotto un reddito da lavoro autonomo, non hanno adempiuto all’obbligo di iscrizione e versamento presso la Gestione Separata dell’INPS, qualora dovuto.

Il meccanismo si basa su un flusso di comunicazione tra l’Agenzia delle Entrate e l’INPS, che permette a quest’ultimo di confrontare i dati dei modelli fiscali (come il quadro RE, LM o RH del Modello Redditi) con i versamenti registrati nei propri archivi. Se emerge una discrepanza, l’Istituto avvia un accertamento per recuperare le somme non pagate.

L’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS

Il fondamento di questi controlli risiede nell’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata, introdotto dalla Legge n. 335/1995. Questo regime previdenziale è stato creato per garantire una copertura assicurativa a categorie di lavoratori che ne erano sprovviste. L’iscrizione è obbligatoria per chi esercita un’attività di lavoro autonomo in modo abituale e produce un reddito non soggetto a contribuzione presso un’altra cassa previdenziale obbligatoria.

In particolare, sono tenuti a iscriversi alla Gestione Separata:

  • I liberi professionisti senza una cassa di previdenza di categoria.
  • I professionisti iscritti a una cassa di categoria (come la Cassa Forense per gli avvocati) per i redditi che non sono soggetti a contribuzione obbligatoria presso tale cassa.
  • I titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co).
  • I lavoratori autonomi occasionali che superano la soglia di reddito prevista dalla legge.
  • Altre figure specifiche come gli amministratori di società, i sindaci e i revisori.

Il caso specifico degli avvocati

Anche gli avvocati possono essere interessati dai controlli dell’Operazione Poseidone. Sebbene siano obbligatoriamente iscritti alla Cassa Forense per i redditi derivanti dall’esercizio della professione legale, possono trovarsi in situazioni in cui una parte del loro reddito sfugge a tale contribuzione.

L’obbligo di versare i contributi alla Gestione Separata INPS scatta, ad esempio, quando un avvocato percepisce redditi da attività che, pur essendo di lavoro autonomo, non rientrano strettamente nell’ambito della professione forense e non sono quindi assoggettati a contribuzione presso la Cassa Forense. Si pensi a compensi per attività di docenza, consulenze non legali, o altre prestazioni professionali non coperte dalla cassa di appartenenza. In questi casi, su tali redditi “extra” è dovuto il versamento all’INPS.

Cosa fare in caso di avviso di accertamento

Ricevere una comunicazione dall’INPS può generare preoccupazione, ma è importante agire in modo tempestivo e informato. L’avviso di accertamento notifica al professionista l’obbligo di iscriversi alla Gestione Separata e quantifica i contributi omessi, maggiorati delle sanzioni civili.

Ecco i passi da seguire:

  1. Analizzare la comunicazione: Verificare attentamente l’anno d’imposta contestato, l’importo richiesto e le motivazioni dell’accertamento.
  2. Ricostruire la propria posizione: Controllare le dichiarazioni dei redditi degli anni interessati e i versamenti effettuati sia alla propria cassa professionale sia ad altre gestioni previdenziali.
  3. Valutare la fondatezza della richiesta: Se l’accertamento è corretto, è necessario procedere alla regolarizzazione della propria posizione iscrivendosi alla Gestione Separata e pagando quanto dovuto, eventualmente richiedendo una rateizzazione.
  4. Contestare l’avviso: Se si ritiene che la richiesta dell’INPS sia infondata (ad esempio, perché i contributi sono già stati versati a un’altra cassa), è fondamentale presentare un ricorso amministrativo o giudiziario entro i termini previsti dalla legge.

È consigliabile non ignorare la comunicazione, poiché in assenza di pagamento o contestazione, l’INPS procederà con la riscossione coattiva delle somme tramite l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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Di admin