Il Sisma Bonus rappresenta una delle più importanti agevolazioni fiscali per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare italiano. Si tratta di una detrazione dall’imposta sul reddito (IRPEF o IRES) concessa a chi sostiene spese per interventi di riduzione del rischio sismico su edifici situati in zone ad alta pericolosità. Questo strumento non solo migliora la sicurezza delle abitazioni e dei luoghi di lavoro, ma contribuisce anche a valorizzare gli immobili.
Come funziona il Sisma Bonus: i principi base
L’incentivo consiste in una detrazione fiscale applicata alle spese sostenute per lavori antisismici. L’importo massimo di spesa su cui calcolare la detrazione è fissato a 96.000 euro per ogni unità immobiliare e per ciascun anno. La detrazione viene ripartita in cinque quote annuali di pari importo. L’agevolazione è valida per interventi su immobili di tipo abitativo (incluse le seconde case) e su quelli utilizzati per attività produttive.
Le zone sismiche ammesse
Per poter accedere al Sisma Bonus, gli immobili oggetto di intervento devono trovarsi nelle zone sismiche classificate come:
- Zona 1: la più pericolosa, con alta probabilità di forti terremoti.
- Zona 2: zona con forte sismicità.
- Zona 3: zona con sismicità medio-bassa.
Sono esclusi gli edifici situati in zona 4, considerata a rischio sismico molto basso.
Le aliquote di detrazione: quanto si può risparmiare
La percentuale di detrazione varia in base all’efficacia dell’intervento e al tipo di edificio. L’obiettivo è incentivare i lavori che portano a un miglioramento significativo della classe di rischio sismico dell’edificio.
- Detrazione al 50%: è l’aliquota base, applicata per interventi di adozione di misure antisismiche che non comportano necessariamente un miglioramento della classe di rischio.
- Detrazione al 70%: spetta se l’intervento determina il passaggio a una classe di rischio inferiore.
- Detrazione al 80%: si ottiene se l’intervento consente di passare a due classi di rischio inferiori.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali, le percentuali sono ancora più vantaggiose:
- Detrazione al 75%: se i lavori portano al passaggio a una classe di rischio inferiore.
- Detrazione al 85%: se si ottiene una riduzione di due classi di rischio.
Chi può beneficiare dell’agevolazione
Il Sisma Bonus non è riservato solo ai proprietari degli immobili. Possono usufruirne diversi soggetti che sostengono le spese, tra cui:
- Proprietari o nudi proprietari.
- Titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione).
- Inquilini o comodatari, previo consenso del proprietario.
- Soci di cooperative.
- Imprenditori individuali, per gli immobili non strumentali.
- Soggetti che producono redditi d’impresa (società di persone, società di capitali).
Sisma Bonus Acquisti: un’opportunità per chi compra casa
Esiste una versione specifica dell’agevolazione, nota come Sisma Bonus Acquisti. Questa è destinata a chi acquista un’unità immobiliare all’interno di un edificio che è stato demolito e ricostruito con criteri antisismici da un’impresa di costruzione o ristrutturazione. L’impresa deve vendere l’immobile entro 18 mesi dalla fine dei lavori. L’acquirente può beneficiare di una detrazione del 75% o dell’85% sul prezzo di acquisto, calcolata sempre su un massimo di 96.000 euro.
Cosa è cambiato: Superbonus e cessione del credito
Il Sisma Bonus è stato uno degli interventi trainanti del Superbonus, che in passato ha elevato l’aliquota di detrazione fino al 110%. Tuttavia, la normativa è cambiata significativamente. Le aliquote del Superbonus sono state progressivamente ridotte e, soprattutto, le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura sono state quasi del tutto eliminate per i nuovi interventi a partire da febbraio 2023. Oggi, per la maggior parte dei contribuenti che avviano nuovi lavori, l’unico modo per usufruire del Sisma Bonus è attraverso la detrazione diretta dalle proprie imposte in dichiarazione dei redditi.
Adempimenti necessari: l’importanza dell’asseverazione
Per accedere al Sisma Bonus è indispensabile l’intervento di professionisti abilitati. Un tecnico (ingegnere, architetto o geometra) deve redigere un’asseverazione che attesti la classe di rischio sismico dell’edificio prima dell’intervento e quella che si potrà raggiungere dopo i lavori. Questo documento è fondamentale per certificare il miglioramento sismico e deve essere allegato alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) o alla richiesta di permesso di costruire.
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