Quando si riceve una multa, uno degli aspetti più contestati è il rispetto dei tempi di notifica. Ma cosa succede se il destinatario risulta irreperibile all’indirizzo conosciuto? Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 8642/2020) ha chiarito un punto fondamentale: la notifica tardiva è legittima se il ritardo è causato dalla difficoltà nel rintracciare il cittadino, anche se si tratta di un professionista come un avvocato. L’ente che emette la sanzione non è tenuto a svolgere indagini complesse per trovare il nuovo recapito.

Il caso: una multa notificata oltre i termini

La vicenda ha origine dal ricorso di un avvocato contro una multa per infrazione al Codice della Strada. La notifica del verbale era avvenuta oltre i 90 giorni previsti dalla legge. Inizialmente, il Giudice di Pace aveva dato ragione al legale, annullando la sanzione perché notificata in ritardo. Successivamente, però, il Tribunale ha ribaltato la decisione, ritenendo che il termine per la notifica dovesse decorrere dal momento in cui l’amministrazione era riuscita a ottenere un indirizzo corretto e preciso, dato che il primo tentativo era fallito a causa dell’irreperibilità del destinatario.

La decisione della Cassazione e il principio di responsabilità

L’avvocato ha portato il caso fino alla Corte di Cassazione, sostenendo che il Comune avrebbe dovuto consultare l’Albo professionale per trovare facilmente il suo domicilio aggiornato. La Corte ha respinto questa tesi in modo netto. I giudici hanno specificato che nessuna norma impone alla Pubblica Amministrazione di effettuare ricerche su albi professionali o altri registri non ufficiali per notificare un atto. Gli unici registri di riferimento sono quelli anagrafici e il Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.).

Il principio stabilito è chiaro: la qualifica professionale di un cittadino non impone all’ente accertatore obblighi di ricerca diversi o maggiori rispetto a quelli previsti per chiunque altro. La responsabilità di comunicare le variazioni di residenza agli uffici competenti ricade interamente sul cittadino. Se l’indirizzo registrato non è corretto, il tempo necessario all’amministrazione per reperire quello nuovo giustifica il ritardo nella notifica.

Cosa significa per i consumatori

Questa sentenza ha implicazioni pratiche importanti per tutti i cittadini, non solo per i professionisti. Sottolinea l’importanza di mantenere sempre aggiornati i propri dati anagrafici e quelli legati alla proprietà dei veicoli. Un indirizzo non aggiornato può causare ritardi e complicazioni, ma non necessariamente l’annullamento di una multa o di un altro atto amministrativo.

Ecco alcuni punti chiave da ricordare:

  • Obbligo di aggiornamento: È dovere del cittadino comunicare tempestivamente ogni cambio di residenza all’anagrafe del Comune e richiedere l’aggiornamento dei documenti del veicolo, come la carta di circolazione e il certificato di proprietà.
  • Decorrenza dei termini: Il termine di 90 giorni per la notifica di una multa, previsto dall’articolo 201 del Codice della Strada, inizia a decorrere dal giorno dell’infrazione. Tuttavia, se il destinatario risulta irreperibile, il termine si interrompe e inizia a decorrere nuovamente dal momento in cui l’amministrazione acquisisce l’indirizzo corretto.
  • Nessuna ricerca speciale: Non ci si può aspettare che l’ente pubblico svolga indagini approfondite per rintracciare un cittadino. Le ricerche si basano sui dati ufficiali disponibili.
  • Validità della notifica: Una notifica effettuata in ritardo a causa di un indirizzo errato o non aggiornato per colpa del destinatario è da considerarsi pienamente legittima.

In conclusione, la sentenza ribadisce un principio di auto-responsabilità: essere reperibili per le comunicazioni ufficiali è un onere del cittadino. Affidarsi a una presunta negligenza dell’amministrazione per evitare una sanzione è una strategia che, come dimostra questo caso, ha scarse probabilità di successo.

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Di admin