Con il termine Brexit, una contrazione di “British exit”, si intende il processo che ha portato all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Questo percorso, avviato con un referendum nel 2016, si è concluso formalmente il 31 gennaio 2020, con un successivo periodo di transizione terminato il 31 dicembre 2020. Dal 1° gennaio 2021, il Regno Unito non è più parte del mercato unico e dell’unione doganale dell’UE, con importanti conseguenze per cittadini e imprese.

Come si è arrivati alla Brexit

Il percorso verso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è iniziato con il referendum del 23 giugno 2016, in cui il 51,9% dei votanti ha scelto di lasciare l’UE. In seguito a questo risultato, il governo britannico ha formalmente notificato al Consiglio Europeo la sua intenzione di recedere, attivando, il 29 marzo 2017, la procedura prevista dall’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea. Questo articolo concede a ogni Stato membro il diritto di ritirarsi volontariamente e unilateralmente dall’Unione.

L’attivazione dell’articolo 50 ha dato il via a un complesso negoziato durato circa due anni per definire i termini dell’accordo di recesso. Dopo diverse proroghe, il Regno Unito ha lasciato ufficialmente l’Unione Europea il 31 gennaio 2020. Da quella data è iniziato un periodo di transizione, durato fino al 31 dicembre 2020, durante il quale il Regno Unito ha continuato ad applicare le normative europee pur non essendo più rappresentato nelle istituzioni politiche dell’UE. Questo periodo è servito a negoziare i futuri rapporti commerciali e di cooperazione.

Le conseguenze pratiche per chi viaggia

L’uscita del Regno Unito dall’UE ha introdotto cambiamenti significativi per i cittadini europei che intendono recarsi nel paese. È importante conoscere le nuove regole per evitare inconvenienti.

  • Documenti necessari: Per entrare nel Regno Unito è obbligatorio il passaporto in corso di validità. La carta d’identità valida per l’espatrio non è più accettata come documento di viaggio, salvo rare eccezioni per chi beneficia di specifici status di residenza.
  • Visti d’ingresso: Per soggiorni turistici di durata inferiore a sei mesi, i cittadini dell’UE non necessitano di un visto. Tuttavia, per motivi di lavoro, studio o per soggiorni più lunghi, è necessario richiedere un visto specifico secondo le nuove normative britanniche sull’immigrazione.
  • Assistenza sanitaria: La Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) non è più valida nel Regno Unito. Di conseguenza, è fondamentale stipulare un’assicurazione sanitaria privata che copra eventuali spese mediche durante il soggiorno.
  • Roaming telefonico: Le norme europee sul “Roam Like at Home”, che eliminavano i costi di roaming, non si applicano più. Molti operatori telefonici hanno reintrodotto tariffe aggiuntive per chiamate, SMS e traffico dati. Si consiglia di verificare le condizioni del proprio piano tariffario prima della partenza.
  • Patente di guida: La patente di guida italiana è generalmente riconosciuta per guidare nel Regno Unito per brevi periodi. Per soggiorni prolungati o per chi stabilisce la propria residenza, potrebbe essere necessario convertirla in una patente britannica.

Cosa cambia per gli acquisti online e i diritti dei consumatori

Anche fare acquisti da siti web e aziende con sede nel Regno Unito è cambiato. I prodotti provenienti dal Regno Unito sono ora considerati importazioni da un paese extra-UE. Questo significa che al loro arrivo in Italia sono soggetti a controlli doganali, al pagamento dell’IVA e di eventuali dazi doganali, a seconda del valore e della tipologia della merce. Questi costi aggiuntivi, che si sommano al prezzo di acquisto e alle spese di spedizione, possono far lievitare notevolmente la spesa finale.

Sul fronte dei diritti, le tutele garantite ai consumatori europei, come il diritto di recesso di 14 giorni per gli acquisti online, potrebbero non essere applicate allo stesso modo. Sebbene la legislazione britannica preveda tutele simili, risolvere eventuali controversie con un venditore britannico può risultare più complesso e costoso, poiché non è più possibile ricorrere agli strumenti di risoluzione delle controversie europei.

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Di admin